Tutti i vincitori del XXV Compasso d’Oro ADI. I 16 premiati e la mostra a Milano

Dal piano a induzione intelligente alla caldaia che arreda, dall’auto icona alla bolletta 2.0. I sedici vincitori del riconoscimento di design più ambito, premiati e in mostra a Milano, rendono omaggio alla presenza del progetto nel quotidiano

Fondazione Prada
Fondazione Prada

Angelo necessario”, nella definizione che ne dà il presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale Luciano Galimberti prendendo in prestito il titolo di un saggio filosofico di Massimo Cacciari, il design ci accompagna attraverso tutte le ventiquattro ore della nostra giornata, spesso senza che ce ne accorgiamo. L’edizione 2018 del Compasso d’Oro ha scelto di concentrarsi su questa qualità, valorizzando la presenza del design nella vita quotidiana delle persone, lontano dai suoi aspetti glamour, piùimmediatamente percepibili dai non addetti ai lavori, o dalle derive del marketing.

I 16 PREMIATI

I sedici progetti premiati il 20 giugno a Milano, il risultato dell’attenta selezione operata da una giuria internazionale su 283 proposte, frutto a loro volta di una prima scrematura, fotografano il meglio del design dell’ultimo biennio. Ci sono prodezze della tecnologia come Nikolatesla di Elica, un piano di cottura a induzione con sistema aspirante integrato disegnato da Fabrizio Crisà, prodotti che coniugano un alto valore estetico con prestazioni tecniche interessanti, come la poetica lampada a sospensione Discovery creata da Ernesto Gismondi (premiato anche con un Compasso d’Oro alla carriera) per Artemide, capace di trasformarsi da sottile anello metallico sospeso nello spazio in disco luminescente, o ancora il rubinetto Eclipse di Studiocharlie per Boffi. Ci sono oggetti funzionali come il radiatore – Origami di Alberto Meda per Tubes Radiatori – o la caldaia – Osa di Unical, disegnata da un team di designer in-house composto da Ilaria Jahier, Igor Zilioli, Sergio Fiorani e Gian Luca Angiolini – che invece di nascondersi si mostrano con forza rivendicando spazio e attenzione. Il design compatto e innovativo sono i punti forti, riconosciuti dalla giuria, dell’attrezzo per il fitness Skillmill di Technogym e della gelateria POPAPP di Ifi, trasportabile e adatta anche agli spazi più contenuti. La capacità di coniugare comfort e prestazioni sportive vale il Compasso per la scarpa Furoshiki di Vibram (disegnata dai progettisti dell’azienda), che avvolge letteralmente il piede con una suola anatomica e fasciante realizzata in fibre tessili. Squisitamente tecnica è invece la qualità del sistema per la costruzione di serramenti OS2 75 disegnato da Alberto Torsello per Secco Sistemi, che stabilisce un nuovo standard combinando taglio termico e isolamento a dimensioni estremamente contenute.

IL DESIGN DI ALFA ROMEO

Tra i premiati c’è anche l’Alfa Romeo Giulia (design del Centro Stile Alfa Romeo), testimone della rinascita di un grande marchio al quale è legato un pezzo importante della storia industriale italiana e scelta, secondo le indicazioni della giuria, non soltanto per una questione di stile ma perché rappresenta “la capacità di scrivere, attraverso il design, il valore di un prodotto di eccellenza”. Ci sono un museo – la Fondazione Prada (OMA), che ha saputo coniugare qualità architettonica, creatività e sostenibilità in uno spazio divenuto in breve tempo rilevante per la città – e un allestimento museale, quello realizzato da Ico Migliore e Mara Servetto per Leonardiana. Un museo nuovoa Vigevano. La rilevanza per la comunità è anche uno dei parametri che hanno portato i giurati a premiare il nuovo servizio di bollette elettroniche di Enel Energia (Bolletta 2.0 ed E-billing, progettate da Logotel), che con una particolare attenzione alle modalità di interazione “trasforma la richiesta istituzionale in un’occasione di crescita della trasparenza e di consapevolezza dei consumi da parte dell’utente”. Grande valore sociale anche per l’iniziativa Campus – Incubazione e messa in scena di pratiche sociali, un progetto di ricerca sociale portato avanti dal Politecnico di Milano (a cura di Davide Fassi, Francesca Piredda, Pierluigi Salvadeo ed Elena Pirondi) per restituire un ruolo attivo a giovani NEET (Not in Education, Employment or Training) e agli over 65.

LA MOSTRA

Ultimi, nel racconto ma non certo per importanza, due libri illustrati: Food design in Italia di Alberto Bassi, nella collana di architettura di Mondadori Electa, e Matera Cityscape – La città nascosta, a cura di Alberto Giordano ed edito da Libria, che rende omaggio alla città Capitale europea della cultura 2019. Fino al 26 giugno, i progetti vincitori, le 56 menzioni d’onore e gli altri partecipanti alla selezione finale saranno visibili in una mostra allestita nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, accompagnati da un’installazione opera dei ragazzi della Scuola di Arti Visive dello IED che analizza il rapporto tra i millennials e il design.

-Giulia Marani

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.