Vincent van Gogh e la sua camera di Arles. A Milano un’azienda la riproduce a grandezza naturale

Nei giorni del Salone del Mobile uno storico mobilificio torinese parla di camere da letto agganciandosi alla storia dell’arte. Ed ecco come entrare per davvero nella stanza di van Gogh…

La camera di Vincent van Gogh ad Arles
La camera di Vincent van Gogh ad Arles

Se si stilasse la classifica dei 100 dipinti più iconici del XIX secolo – uno per anno – questo non potrebbe non esserci. Il 1888 porta la firma di Vincent van Gogh e ha l’immagine della sua camera da letto ad Arles. Talmente popolare da essere ormai una specie di archetipo contemporaneo: l’intimità domestica, il rifugio, il giaciglio, lo spazio del riposo ma anche di una inquietudine celata. La volle dipingere nella maniera più semplice possibile; usò l’azzurro per le pareti, il verde per diversi oggetti e il legno chiaro per i mobili; lasciò parlare lo spazio con la sua essenzialità, senza forzare la narrazione, senza perdersi in dettagli. Eppure la serenità, da quella tela, scivolava via mentre l’immagine veniva. Un’eco d’angoscia trapela da alcune evidenze: la prospettiva aberrata, le linee sghembe che spingono verso il centro, i contorni netti e neri, il panorama negato al di là dei vetri opachi, il verde che si fa acido e quasi ossessivo.

Emilio Tadini, La camera da letto
Emilio Tadini, La camera da letto

CAMMINANDO DENTRO LA CAMERA DI VAN GOGH

A volerla riprodurre dal vivo, La camera di van Gogh ad Arles, certamente perderebbe la forza visionaria della rappresentazione. E però, l’idea di farsi un giro dentro al quadro avrà sfiorato tutti: il sogno di abitare certi dipinti è quasi un cliché, che tanti registi hanno materializzato in pellicola.
A Milano, nell’ambito del prossimo Fuori Salone del Mobile, il gioco diventa realtà. Basterà varcare la soglia della Casa Museo Spazio Tadini per ritrovarsi là, dentro la stanza da letto del genio olandese, ricostruita fedelmente pezzo per pezzo. Il progetto è sostenuto dall’azienda torinese Arredare In, insignita nel 2010 del Premio Chiave a Stella, prima in Italia a progettare camere da letto per ragazzi fin dagli anni Sessanta; la realizzazione è invece opera degli artigiani del Consorzio S. Luca, anch’esso attivo sul territorio torinese. Da un lato, dunque, un riferimento a uno degli artisti più amati dell’ultimo secolo; dall’altro, un esempio dell’abilità artigiana che caratterizza il Made in Italy, raccontando il mobile come oggetto di stile e cultura, oltre la mera funzione.
Lungo il percorso, che accompagnerà il visitatore fin dentro la storia e la filosofia dell’azienda, anche un paio di lavori celebri di Emilio Tadini: il quadro La camera da letto, che è stato esposto presso la Casa della cultura Italiana a Parigi per sette anni, e – in tema di ragazzi – l’opera dedicata a Pampurio, il noto personaggio del Corriere dei Piccoli.

– Helga Marsala

Casa Museo Spazio Tadini
via Jommelli 24
1-16 aprile 2017
Orari: mer-sab, 15.30/19.30; dom 15-18.30; sab 8 e dom 9, 11-19
info: 0226110481
www.spaziotadini.it

Dati correlati
Spazio espositivoSPAZIO TADINI
IndirizzoVia Niccolò Jommelli 24 - Milano - Lombardia
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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Antonio De Robertis

    Questo letto è finito nel 1945 a Boxmeer in Olanda.Forse è indicato in una foto dell’epoca.Si è aperta la caccia per ritrovarlo,insieme a quello di Gauguin.