Ambienti cut and paste. Sul Padiglione Italia alla Biennale

Pubblichiamo di seguito il breve testo che Emilia Giorgi ha scritto in catalogo per introdurre alla sezione “Cut and Paste Environments” del Padiglione Italia curato da Cino Zucchi. Con opere di Carmelo Baglivo, Luca Galofaro, Cherubino Gambardella, Agostino Osio e Beniamino Servino, si tratta di una delle parti più interessanti della “prova” italiana.

Cherubino Gambardella, Supernapoli. Napoli con innesto di nuovi corpi, 2014, tecnica mista e collage su carta, 90 x 160 cm

Per la cultura architettonica italiana, le opere grafiche sono storicamente un mezzo di rappresentazione progettuale, ma soprattutto un importante contributo di riflessione intorno alla disciplina, uno strumento affilato con cui incidere nel dibattito contemporaneo.
Negli ultimi anni, dopo un periodo di relativo disinteresse, si sta riaprendo una nuova stagione creativa per un ambito di sperimentazione – intimo e corale al contempo – che, in un momento di profonda crisi della costruzione, è cruciale per alimentare il discorso sul progetto. [1]
All’interno del Padiglione Italia, la sezione Cut and Paste Environments si propone di riflettere su questo inedito paesaggio di ricerca,attraverso un’installazione di carattere emozionale. Una quadreria molteplice ed eterogenea presenta un atlante di immagini capace di raccogliere storie, idee sull’architettura e la città, piccoli saggi di scrittura iconografica che associano visioni ardite e costruzioni reali. Lo fa tracciando una mappatura di alcuni dei più interessanti interpreti di questi sconfinamenti disciplinari, attraverso opere su carta come puri esercizi immaginari, liberi dal peso della materia e dai limiti della committenza.

Beniamino Servino, Torre tozza analoga con adduzione nerviana, 2014, fotomontaggio digitale, 47,48 x 31,89 cm
Beniamino Servino, Torre tozza analoga con adduzione nerviana, 2014, fotomontaggio digitale, 47,48 x 31,89 cm

Le opere di Carmelo Baglivo, Luca Galofaro, Cherubino Gambardella, Agostino Osio e Beniamino Servino [2] riflettono sulla tematica dell’Innesto, proposta da Cino Zucchi, creando una dialettica o meglio una collisione tra immagini, tecniche e messaggi. Il collage qui prende forma come impegno politico e filosofico, diventa manifesto sulla costruzione dell’architettura e più in generale dello spazio abitato, chiede ascolto e invita alla comunicazione. L’innesto è pensato come sovrapposizione linguistica e tecnica, ma soprattutto come dialogo con la storia e i maestri del passato, le cui opere diventano un campo su cui intervenire, per sviluppare un nuovo e dirompente alfabeto di forme che si delinea in continuità o secondo contrasti e lacerazioni.

Emilia Giorgi

Testo tratto dal catalogo “Innesti/Grafting”, Cino Zucchi, Nina Bassoli (a cura di), Padiglione Italia, 14. Mostra Internazionale di Architettura, La Biennale di Venezia, Marsilio, Venezia 2014, vol. 3, pp. 108-115.

[1] Per un approfondimento sul tema si consiglia: “Domus”, n. 956, marzo 2012, dedicato alla rappresentazione in architettura e, in particolare, il testo Il disegno è morto. Viva il disegno di Luca Molinari, pp. 68-73; inoltre il libro PICarchitecTURE di Marta Magagnini (LetteraVentidue, Palermo 2013).

[2] Per guardare con maggiore attenzione all’opera degli autori esposti, di seguito alcuni suggerimenti bibliografici: Carmelo Baglivo, Disegni corsari, Libria, Melfi 2014 (con testi di Baglivo, Gian Piero Frassinelli, Emilia Giorgi, Bart Lootsma, Luca Molinari); Luca Galofaro dal 2013 compone la sua autobiografia per immagini attraverso il sito www.the-imagelist.com; Cherubino Gambardella, Vita con gli oggetti, Skira, Milano 2011 e Federico Sher, Cherubino Gambardella’s Unreal Collages, in “The Architectural Review”, n. 1384, giugno 2012, p. 114; per uno sguardo sulla ricerca artistica di Agostino Osio si segnala il sito www.osio.it e la pubblicazione realizzata dall’Istituto di Cultura Italiano a Parigi in occasione della sua residenza (2013) nell’ambito del programma Les Promesses de l’Art con un testo di Chiara Bertola; Beniamino Servino ha pubblicato sull’argomento alcuni volumi per i tipi di LetteraVentidue, tra questi citiamo Monumental Need/Necessità Monumentale (2012) e OBVIOUS (2014).

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Emilia Giorgi
Emilia Giorgi (Roma, 1977), storico dell'arte, cura eventi e mostre di architettura contemporanea con un interesse particolare per la contaminazione tra diversi ambiti disciplinari. È curatore del programma di architettura della Fondazione VOLUME! di Roma e collabora con gallerie e musei come il MAXXI. Insegna storia dell'arte contemporanea nella sede romana dello IED - Istituto Europeo di Design ed è membro del Tomorrow's Club della Domus Academy di Milano. Autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, è corrispondente di Abitare e collabora con quotidiani e riviste come Il Manifesto, Icon Design, Flash Art, Klat Magazine, Arte e Critica.