Mercato. Il caso Marlene Dumas

La parabola artistica di Marlene Dumas non conosce soste, eppure i record di vendite nelle aste risalgono al passato.

Marlene Dumas, Serie rejects, 1994-2004
Marlene Dumas, Serie rejects, 1994-2004

Nasce in Sudafrica nel 1953, Marlene Dumas. Una delle pittrici più promettenti della sua generazione, oggi 65enne, ma con una pennellata fresca e giovane, come se gli anni non fossero mai trascorsi. Tanti i riconoscimenti conquistati nel corso della sua lunga carriera: nel 1995 ha rappresentato l’Olanda alla Biennale di Venezia, nel 1996 la Tate Modern ha presentato una mostra con i suoi lavori.
Nel 2008 il MOCA di Los Angeles ha realizzato una sua importante retrospettiva, Measuring Your Own Grave, in collaborazione con il MoMA di New York, poi esposta anche alla Menil Collection di Houston, sempre negli States. Ancora nel 2014 lo Stedelijk Museum della “sua” Amsterdam, città dove ha vissuto per lungo tempo, ha organizzato la più grande retrospettiva del suo lavoro: The Image as Burden, poi ospitata alla Tate Modern e alla Fondazione Beyeler a Basilea. Nel 2017 una nuova prova: un altare realizzato in collaborazione con Jan Andriesse e Bert Boogaard, installazione permanente alla Annenkirche di Dresda. Nello stesso anno, l’Albertinum e Kupferstich Kabinett della stessa città hanno ospitato esposizioni sul suo lavoro. Il 2018 la vede curatrice al Munch Museum di Oslo con un progetto intitolato Moonrise con opere della stessa Dumas, di Munch e di René Daniëls.

Marlene Dumas, Stop in the Name (of Love), 2007–16. Oil on canvas. 90 x 70 cm. Collection of the artist. © Marlene Dumas. Photo: Peter Cox
Marlene Dumas, Stop in the Name (of Love), 2007–16. Oil on canvas. 90 x 70 cm. Collection of the artist. © Marlene Dumas. Photo: Peter Cox

LE ASTE

Nonostante tutto, i risultati più alti in asta sono arrivati nel passato. Record invariato è infatti The Visitor che nel luglio del 2008 viene acquistato per 3.563.070 euro. Anno d’oro per le aste è però anche il 2017, con Colorfields del 1997 battuto da Phillips a New York per 3.189.200 euro o Magdalena (Underwear and Bedtime Stories), da Sotheby’s negli Stati Uniti, battuto per 2.546.940 euro. Sempre da Phillips, nello stesso anno, The yellow finger of the artist realizza 2.546.940 euro, in una crescita continua che guadagna buone cifre anche nel 2016. Da non dimenticare. Infine. The Pilgrim (2006), che da Phillips a Londra nella primavera 2018 ha guadagnato 1.749.000 sterline.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #43

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AutoreMarlene Dumas
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.