Artcurial porta in asta il marchio di street style Supreme a Parigi. Il report della serata

Un’asta tra arte e moda dedicata al marchio Supreme. Artcurial apre, in Avenue Montaigne, la prima asta dedicata allo street style. Ecco il report dell’evento e i risultati.

Uno dei lotti dell'asta Artcurial
Uno dei lotti dell'asta Artcurial

Una t-shirt bianca di sei anni fa, ancora confezionata ma con in logo ben in vista € 2.500. Un giubbino North Face di 10 anni fa con fodera stampata leopardo € 6.000. Tre baseball cup vintage della stessa marca a € 600. Questi e altri token sono apparsi nella vendita dello scorso 16 maggio a presso la casa d’aste Artcurial a Parigi.Ad essere battute magliette con logo Supreme, trittici di skateboard graffitati con immagini di fulmini e femmine, alcune ritratte come conigliette di Playboy. Ma anche una Fender bianca (€ 5,200), sedie pieghevoli con logo Supreme, caschi da motocicletta stampati. Qualche cucitrice, alcuni e snowboard, dipinti (pochi) e fotografie (Kate Moss con una t-shirt Supreme) un sacco da boxe scarlatto Everlast con il marchio Supreme in bianco del 2016 (€ 20,151), due bauli nati dalla collaborazione Louis Vuitton x Supreme del 2017.

IL TOP LOT

Proprio uno di questi è stato il pezzo top della serata. Ha fatto squillare i telefoni e le offerte sono salite per diversi minuti. “80.000 €” ha annunciato il banditore Arnaud Oliveux, vestito in un abito blu e t-shirt Supreme (la stima originale era di € 70.000). “81, signore! 82 alla mia destra! Posso avere 85? Qualcuno può darmi € 85.000? 86 e può essere suo, senza rimpianti! “. Alla fine è stato venduto per € 88,400. Il secondo baule e skateboard ha superato i 62.000€. La vendita era costruita attorno al marchio nuovaiorchese di skate Supreme, noto per il suo logo rosso ciliegia e uno straordinario talento per trasformare oggetti di uso quotidiano, che si tratti di skateboard, abbigliamento o flipper, in costosissimi must have. Supreme negli ultimi 20 anni ha saputo coltivare un seguito isterico offrendo solo edizioni limitate.

TUTTO PER GLI HIPSTER

Gli acquirenti che affollavano la sala erano al 99% hipster, con cappellino, felpa e sneakers d’ordinanza. In gran parte francesi, con una manciata di cinesi e americani, sparsi qua e là tutti convenuti in Avenue Montaigne per C.R.E.A.M. – Cash Rules Everything Around Me la prima asta interamente dedicata allo street style. I cronisti più frivoli hanno registrato la presenza di una Lei cinese con t-shirt Gucci, il suo Lui indossava una giacca denim Louis Vuitton: Dietro di loro un trentenne con orecchini di diamanti, molti strass tra i giovanissimi. Nessun marchio pare in questo momento più abile nel trarre energia dalla combinazione street-style mid-market (Nike, North Face), e haute brands (Louis Vuitton,) e persino arte contemporanea (Damien Hirst, George Condo).  La vendita è stata un successo: quasi tutti i lotti venduti, raddoppiando le stime di prevendita. Il 94% dei lotti alla fine è stato venduto raggiungendo 850.681 €, ovvero $ 1 milione. Non certo il genere di cifra raggiunta dall’asta di David e Peggy Rockefeller la settimana precedente da Christie’s a New York, che ha generato la cifra record di $ 832 milioni. Ma Fabien Naudan, vicepresidente di Artcurial, ha trascorso tre anni a riunire i 135 oggetti in vendita da CREAM e la serata non è stata organizzata solo per raccogliere denaro. “L’asta CREAM è una pietra miliare importante per noi“, ha detto Naudan, “non solo in termini di tipo di clienti che abbiamo attratto con esso, ma anche in termini di ciò che dice sul cambiamento delle percezioni di valore in il mercato attuale. “

Kate Moss
Kate Moss

I PROGETTI DI ARTCURIAL

Artcurial prevede di tenere aste come queste in altre città. Sneakers, vinile, skateboard, T-shirt e altri articoli di uso quotidiano stanno diventando importanti indicatori sociali. Ne ha fatto una bizzarra speculazione Supreme e ora provano ad appropriarsene player di altra (alta?) natura. Il marchio rosso ciliegia ha indicato una via a molti: lo trovano appeling anche i venditori senegalesi della Fera 0’ Luni, il mercato cittadino di frutta e verdura che si tiene nel centro storico di Catania ogni giorno della settimana. Sono quelli che stanno appollaiati intorno ai banchetti più esterni. La merce gliela forniscono i cinesi anche hanno magazzini deposito lì accanto. I Senegalesi la espongono e caso mai rischiano di vedersi il banchetto ribaltato da commercianti e vigili infuriati per queste esposizioni non autorizzate di merce tarocca; che a 5 metri di distanza è però impossibile da distinguere anche dall’occhio più esperto.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Catania e Cernobbio. E poi New York e Londra, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze di comunicazione ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post e Artribune, ha fondato a Catania, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e a Noto il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige inoltre la piattaforma on line SudStyle.it.