Welcome Malerei! Il caso Ostrowski

La pittura è démodé? Tutt’altro ovviamente. Tant’è vero che il nuovo fenomeno dell’arte (e delle aste) si chiama David Ostrowski. E se siete a Torino per l’art week, potete vedere una sua mostra alla Fondazione Sandretto.

David Ostrowski nel suo studio

Classe 1981, nato a Colonia, con studi all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, il trentatreenne tedesco David Ostrowski ha conquistato nel giro di poco il mercato internazionale dell’arte. In Italia – e Artribune lo ha anticipato con una lunga intervista – lo vediamo in mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e, contemporaneamente, a Londra, all’ICA – Institute of Contemporary Art. Si tratta di due consacrazioni importanti per questo giovane promosso dalla galleria inglese Simon Lee e dalla berlinese Peres Project, molto apprezzato nella scorsa edizione di Art Basel Miami Beach e con un curriculum serio e interessante.
Il 2014 è inoltre un momento significativo per lui, nelle aste. Phillips, nella capitale inglese, batte il suo F (A thing is a thing in a whole which it’s not) del 2013 a quasi 80mila euro e il suo F (Gerr Vaucher), stimato tra i 40 e i 60mila, oltre 175mila euro. Da Christie’s, sempre a Londra, F (Between Two Ferns) passa da una stima simile a quasi 110mila euro, eguagliando F (Dann lieber nein).

David Ostrowski – F (A thing is a thing in a whole which it's not), 2013. Courtesy Peres Projects, Berlin
David Ostrowski – F (A thing is a thing in a whole which it’s not), 2013. Courtesy Peres Projects, Berlin

Anche il pubblico americano premia l’artista e la sua pittura analitica, che riflette sulla natura stessa del mezzo, ricca di imprevisti, tanto da fargli esclamare: “Immagino di andare in studio. Un segnale al neon appeso al muro lampeggia con la parola ‘sorpresa’. Quando mi chiedo chi ha dipinto i miei lavori, so che si tratta di buona pittura”. Da Sotheby’s l’asta di maggio batte un F stimato tra i 20 e i 30mila euro a quasi 90mila, mentre Christie’s passa da 30-40 a 145mila per una opera omonima.
Un exploit per un artista che non figura ancora nelle liste degli artisti con i migliori risultati in termini di mercato nel 2013 e che nel 2014 comincia invece una crescita sana, progressiva, senza picchi fuori misura, ma ricca di soddisfazioni, come attestano peraltro, i numeri. Si aspettano gli appuntamenti di ottobre per capire se e come i cataloghi e i risultati lo premieranno ancora.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #21

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

 

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.