Si inaugura giovedì 20 aprile e si prosegue fino a domenica 23. È la 35esima edizione di Art Brussels, la fiera che più è cresciuta negli ultimi anni. In uno scacchiere che diventa di anno in anno più denso e aggressivo. Ecco la guida di Artribune, alla fiera e alle mostre da vedere in città.

Un anno di conferme, questo 2017, per Art Brussels, che celebra la sua 35esima edizione restando allocata nell’edificio di Tour & Taxis e mantenendo il claim From Discovery to Rediscovery.
Pressoché stabile il numero delle gallerie invitate: 145 in totale, suddivise fra la main section Prime, con artisti consolidati fra moderno e contemporaneo; la sezione Discovery, con artisti emergenti e opere prodotte non prima del 2014 (peccato: c’è solo una galleria italiana in questa sezione composta da trenta gallerie, Rita Urso, e porta un’artista londinese); Rediscovery, ovvero la sezione ormai immancabile in ogni fiera che si rispetti, che punta a riscoprire artisti sottostimati da critica e (soprattutto) mercato; infine Solo, per poter apprezzare piccole e grandi monografiche.

LA COMPAGINE ITALIANA

Nutrita come sempre la compagine italiana: da Bologna c’è Enrico Astuni, da Bergamo Thomas Brambilla, da Milano arrivano Brand New Gallery, Laura Bulian (nella sezione Rediscovery con gli artisti Vyacheslav Akhunov, Vlado Martek e Ugo La Pietra), Monica De Cardenas, Robilant+Voena (forte di altre due sedi, a Londra e St. Moritz) e la succitata Rita Urso; da San Gimignano (e altre tre sedi) la Galleria Continua, da Roma (ma con una seconda sede proprio qui a Bruxelles) Marie-Laure Fleisch, da Brescia Massimo Minini, da Torre Pellice l’inossidabile Tucci Russo. E tutto questo senza considerare Cortesi, che ha sede a Lugano e Londra (e che dedica il suo Solo a Grazia Varisco), Mario Mazzoli, che sta di casa a Berlino, e Lorenzo Ronchini, di base a Mayfair.
Novità di quest’anno, la collaborazione con Jens Hoffmann e Piper Marshall: insieme hanno dato vita a Mementos: Artists’ Souvenirs, Artefacts, and other Curiosities. Di che si tratta lo dice il titolo stesso e sarà interessante capire se e quanto sarà superato il limite del voyeurismo – e quanto sarà efficace il display pensato dallo studio di architettura Lhoas Lhoas. Anche in questo caso, tuttavia, non ci resta che rimpiangere la sparuta partecipazione italiana, con Alfredo Aceto a tenere isolatamente la posizione.

Art Brussels 2016
Art Brussels 2016

LE COLLATERALI

Non di sola Art Brussels vive il weekend artistico belga. A contornare il main event, almeno tre altre fiere collaterali. A partire da Independent, la rassegna che sta facendo faville tra New York e, appunto, Bruxelles. Giocando d’anticipo, l’inaugurazione è questa sera, mercoledì 19 aprile, e ai nastri di partenza ci sono gallerie d’alto lignaggio quali Air de Paris e The Approach, Gladstone e Sprüth Magers, White Columns e David Zwirner – e anche la bresciana Apalazzo.
Una tripletta di fiere vi attende invece al Mont des Arts. Si comincia con la sesta edizione di Poppositions, che invita ad agire sotto il claim “Don’t Agonize, Organize”. Interessante il mix dei partecipanti pensato dal direttore artistico Niekolaas Johannes Lekkerkerk, con gallerie (fra le quali la nostra Massimodeluca), artist-run space e project space dall’Estonia alla Spagna. È alla sesta edizione anche Off Course, che invita le gallerie a esporre artisti under 40, nonché studenti appena laureati. E pure qui timbriamo la presenza, con le gallerie Riccardo Costantini da Torino e Shazar da Sant’Agata de’ Goti. Ultimo sforzo, le 45 gallerie che espondono a YIA, fiera itinerante che è appena arrivata da Maastricht e che fra un paio di mesi ritroveremo a Basilea. A Bruxelles, da segnalare, la nutrita partecipazione degli italiani, con ABC-Arte (Genova), Anna Marra (Roma), Francesca Antonini (Roma), Metronom (Modena), The Flat (Milano), Boesso (Bolzano), e Montoro12 (Roma).

LE MOSTRE IN CITTÀ

L’appuntamento immancabile è innanzitutto quello di venerdì 21 aprile, con la Gallery Night che anima le vie di Bruxelles dalle 18 alle 21 (d’accordo, “night” è un tantinello esagerato come sostantivo, per un evento che finisce alle 9 di sera). Ventiquattro le gallerie che aderiscono all’evento ufficiale e, considerata l’estensione tutto sommato modesta della città, potreste anche fare i completisti. Se invece volete scegliere un distretto, allora dirigetevi a sud in zona Ixelles, dove in una manciata di isolati troverete – fra gli altri – Bernardí Roig da MLF, Harold Ancart e Michel François da Xavier Hufkens, Jannis Varelas da Maruani Mercier, Jorge Méndez Blake da Meessen De Clercq e Brian Calvin da Almine Rech.
Questo per quanto riguarda le gallerie. Parlando invece di musei e istituzioni, l’offerta è ricca. La scelta che vi proponiamo spazia da The Bauhaus #itsalldesign all’ADAM – the Art & Design Atomium Museum alla personale di Alexis Destoop al Centre for Art and Media ARGOS; dalla doppia collettiva “sul pezzo” alla Boghossian Foundation (Mondialité curata da Hans Ulrich Obrist e Asad Raza, Imaginary Frontiers curata da Louma Salamé) alla personale di Yves Klein al Bozar.
Un po’ di Italia qui c’è, fra le linee curatoriali: grazie a Luca Lo Pinto, che firma la personale di Nathalie Du Pasquier a La Loge, e a Bruno Corà, editor della mostra di Jean Boghossian al Musée d’Ixelles. E naturalmente non poteva mancare il Wiels – Contemporary art center, che quest’anno celebra il suo primo decennio, e lo fa non soltanto nel restaurato Blomme building, ma anche in due edifici adiacenti – il tutto con una collettivona che comincia con Francis Alÿs e finisce con Nil Yalter.

Art Brussels 2016
Art Brussels 2016

LE SETTE SORELLE

Un programma tutto speciale è dedicato alle collezioni private, che in questi giorni sono visitabili dal pubblico (attenzione però: in alcuni casi è necessaria la prenotazione).
Alla Belfius Tower, l’omonima collezione mette vis-à-vis un Rubens con un Dries Van Noten (quest’ultimo dalle collezioni del Fashion Museum di Anversa), oppure uno Jan Fabre accanto a un giovane fashion designer. Da vedere. A Été 78 (ebbene sì, anche a Brussels chiamano i posti con il nome della via e del numero civico corrispondenti, ahinoi) le collezioni sono tre, quelle di Carine & Michel Bienfait-Baudson, Catherine & Renato Casciani e Frédérique & Thierry Genicot-Van Leuven, mentre il Garage Cosmos propone tre installazioni luminose di Keith Sonnier più il reenactement dello Yard di Allan Kaprow. Nella Maison Particulière al 49 di rue du Châtelain si ragiona From Here to Eternity, e c’è anche un Claudio Parmiggiani, mentre a The Loft si può godere della Family Servais Collection. E dopo esser transitati fra un Pistoletto e un Parreno alla Vanhaerents Art Collection (che, per gradire, offre anche un solo show di Tomás Saraceno e uno di Jordi Colomer), si può chiudere con il padre del Concettuale americano, Seth Siegelaub, grazie ai materiali esposti a The Embassy.
E se non siete ancora annichiliti, sappiate che nel corso dei vostri spostamenti non potrete non incrociare almeno uno della dozzina di artist & curator-run space disseminati in città. Così potrete dire di esservi meritati il party di sabato 22 aprile, come sempre al Catclub.

Marco Enrico Giacomelli

Art Brussels
TOUR & TAXIS
86c Avenue du Port
www.artbrussels.com

Independent
VANDERBORGHT BUILDING
50 Rue de l’Ecuyer
http://independenthq.com/

Off Course
DYNASTIE BUILDING
Mont des Arts 5
www.offcourseartfair.com

YIA Art Fair
SQUARE BRUSSELS MEETING CENTER
Mont des Arts
http://yia-artfair.com/

Poppositions
ING ART CENTER
Mont des Arts
www.poppositions.com

Bernardí Roig
MLF | MARIE-LAURE FLEISCH
13 Rue Saint-Georges
www.galleriamlf.com

Harold Ancart
6 Rue Saint-Georges
Michel François
107 Rue Saint-Georges
XAVIER HUFKENS
www.xavierhufkens.com

Jannis Varelas
MARUANI MERCIER
430 Avenue Louise
www.maruanimercier.com

Jorge Méndez Blake
MEESSEN DE CLERCQ
2a Rue de l’Abbaye
www.meessendeclercq.com

Brian Calvin
ALMINE RECH
20 Rue de l’Abbaye
www.alminerech.com

The Bauhaus #itsalldesign
ADAM
1 Place de Belgique
www.adamuseum.be

Alexis Destoop
ARGOS
13 Rue du Chantier
www.argosarts.org

Mondialité / Imaginary Frontiers
BOGHOSSIAN FOUNDATION
67 Avenue Franklin Roosevelt
www.villaempain.com

Yves Klein
BOZAR
23 Rue Ravenstein
www.bozar.be

Nathalie Du Pasquier
LA LOGE
86 Rue de l’Ermitage
www.la-loge.be

Jean Boghossian
MUSÉE D’IXELLES
71 Rue Jean Van Volsem
www.museedixelles.be

The Absent Museum
WIELS
1190 Brussels (Forest)
www.wiels.org

BELFIUS TOWER
11 Place Rogier, 32nd floor
www.belfius.com/art

ÉTÉ 78
78 Rue de l’Été
www.ete78.com

GARAGE COSMOS
100 Rue de la Victoire
www.garagecosmos.be

MAISON PARTICULIÈRE
49 Rue du Châtelain
www.maisonparticuliere.be

THE LOFT
[indirizzo comunicato dopo l’RSVP]
[email protected]

VANHAERENTS ART COLLECTION
29 Rue Anneessens
www.vanhaerentsartcollection.com

THE EMBASSY
2 Rue Guillaume Stocq
[email protected]

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.