L’artista come educatore

Questa lettera-manifesto è stata scritta da ALA – Accademia Libera delle Arti e indirizzata agli artisti che hanno a cuore l’educazione. Una nuova missiva dalla prof Maria Rosa Sossai.

Richard Demarco e Joseph Beuys alla Free International University nel 1980

Cari artisti,
in molti consideriamo superata la divisione tra opera d’arte e azione educativa. Gli artisti si riappropriano del ruolo centrale nel processo di apprendimento/insegnamento, che diventa uno spazio di libertà e azione con una responsabilità condivisa che si sviluppa nel riconoscimento reciproco e in presenza di empatia umana e intellettuale. L’azione educativa e l’arte hanno il compito di promuovere il dialogo e riflettere sul potere di chi insegna, introducendo modelli pedagogici flessibili e innovativi. Il contratto educativo fra artisti-docenti, studenti di tutti gli ordini di scuola e adulti è un’esperienza di crescita autonoma, qualificata, soggettiva e al tempo stesso collettiva.
È giunto il momento di riscoprire il piacere di incontrarsi e di mettere in moto meccanismi virtuosi di riconoscimento delle potenzialità creative, in grado di produrre felicità. È importante riconoscere l’importanza del contesto e sentire la propria responsabilità di fronte all’attuale crisi dello stato sociale e culturale. Ecco perché, in un momento in cui sembra non esserci una rete di salvataggio, gli artisti svolgono il ruolo di cittadini dando ai loro progetti un’aura di necessità e autenticità. Rifiutiamo la strumentalizzazione del lavoro artistico in funzione di logiche estranee alla creazione e finalizzate esclusivamente al profitto. Appoggiamo la realizzazione di prototipi educativi alternativi che possano essere condivisi e sperimentati da più soggetti. Chiediamo alle istituzioni private e pubbliche – fondazioni, dipartimenti di didattica dei musei, associazioni, centri sociali ecc. – di promuovere modelli democratici di diffusione e divulgazione dell’arte contemporanea.

Heinrich Böll

L’obiettivo è produrre immaginari sociali alternativi, attivando un cambio di prospettiva che permetta all’artista insieme alla comunità di guardare al di là e al di fuori dell’ordine prestabilito. Per riappropriarsi della produzione culturale, rivediamo i meccanismi che sottendono l’ideazione, la divulgazione, la realizzazione dell’opera d’arte. Fare arte significa attivare senso civico e senso di responsabilità critica con progetti che stimolano una consapevolezza reale nella collettività. Prendiamo posizione contro una politica che relega la cultura a un ruolo marginale e sussidiario su cui non vale la pena investire energie e incapace di produrre occupazione e contro un modello di lezione frontale dichiarata obsoleta da studi pedagogici recenti e inadeguata ad affrontare la complessità della comunicazione multimediale della Rete.
La progressiva riduzione degli spazi di libera sperimentazione condizionano l’arte nei modi più diversi e la dirigono verso forme espressive appetibili, capaci di intercettare il gusto estetico di un’utenza per la quale l’opera è sovente uno status symbol da esibire, alla stregua di altra merce di lusso presente sul mercato. Alcune esperienze storiche e recenti hanno dimostrato che le azioni educative ed espressive sono parte integrante dello stesso processo creativo; ricordiamo tra le altre il Free International College creato da Joseph Beuys a cui fece seguito la Free International University for Creativity and Interdisciplinary Research insieme allo scrittore Heinrich Böll); la didattica del desiderio sviluppata da Gina Pane durante gli anni di insegnamento; The Theater of the Oppressed di Augusto Boal, Curating and the Educational Turn, Night School, Sixteen Beaver Group, MoMA Trade School.

The Theater of the Oppressed di Augusto Boal

Anche se non è realisticamente ragionevole sottrarsi ai meccanismi del sistema dell’arte, rivendichiamo per l’artista momenti e occasioni di sperimentazione e ricerca il più possibile autonome. Il contesto appropriato per esercitare tale diritto è l’ambito educativo, inteso nella sua accezione esistenziale, che permette una rinascita del sapere su basi più eque e creative.

Maria Rosa Sossai

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Maria Rosa Sossai
Maria Rosa Sossai è critica d’arte e curatrice. Insegna Storia dell’arte in un liceo romano. Nel 2009 ha fondato l’associazione esterno22, che promuove l’educazione attraverso l’arte contemporanea, confluita nel 2012 in ALAgroup (Accademia libera dell’arte, www.alagroup.org). Dal 2005 al 2008 ha curato progetti site specific per il museo d'arte contemporanea MAN di Nuoro. Tiene regolarmente conferenze e seminari in istituzioni pubbliche e private. Ha pubblicato i libri ‘Artevideo, storie e culture del video d’artista in Italia’, (2002) e "Film d'artista, percorsi e confronti tra arte e cinema" (2008) (Silvana Editoriale).
  • Angelov

    ALAgroup è presente anche su Facebook solo dal 9 giugno.
    Ma come dai precedenti articoli pubblicati su questo portale, dalla prof Sossai, viene espressa una impostazione portatrice di valori, che richiamano l’idea di un rinascimento culturale, orientato verso il riconoscimento della relazione-rapporto tra le persone, come centro dinamico e punto di partenza per qualsiasi seguente sviluppo ed evoluzione artistico-culturale.
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  • cara maria rosa,
    in questi tempi così bui, una ventata di aria fresca la sua lettera e il suo appello! Sfida che ho fatto mia da più di 10 anni nella mia esperienza artistica. Per condivider con lei le lascio due riferimenti

    http://www.tau-lab.com
    www. artiterapiacreativa.it

    dipinti saluti

  • Anche io come curatore, sto dirigendo da anni il mio lavoro in questa direzione. Credo nel ruolo del curatore come “curatore”- mediatore fra, l’opera (intesa come processo della creatività), artisti e fruitori, che per me sono il centro di questa “relazione”…mi dispiace non esserci incontrate alla Fondazione Menna (ho partecipato come relatrice all’appuntamento seguente), sarebbe stato un piacere per me potermi confrontare con lei su questi temi oggi così necessari! A presto
    Beatrice Salvatore

  • mario

    blablablablablabla… la Sossai cos’ha fatto di così sconcertante, quale azione ‘politica’, quale attività espositiva (in fondo è una curatrice e dovrebbe fra le altre anche organizzare mostre) oltre a impalmarsi come educatrice – guru? ma per favore: che elabori progetti significativi e occasioni veritiere di conoscenza invece di parlarsi addosso

    • Andrea Polichetti

      Lavora con i ragazzi, forse non sarà sconcertante ma significativo. Firmarsi è buona educazione.

  • Credo fermamente in quanto scritto da Sossai e l’associazione scatolabianca (totalmente autofinanziata da alcuni di noi personalmente) lo sta applicando attraverso la valorizzazione e promozione di giovani artisti, italiani ed internazionali, attivi nel campo delle arti contemporanee. In particolare stiamo sviluppando: • DIALOGUES: Esposizioni nelle sedi di scatolabianca di Venezia e Milano, in altri luoghi privati ed istituzionali da individuare ad hoc. Queste mostre sono prevalentemente delle bi-personali ponendosi scatolabianca sulla linea della continuità culturale basata sul confronto tra gli artisti emergenti e i grandi artisti storicizzati, coloro che sono le linee fondanti e prolifiche dell’arte contemporanea.
    • RING: Incontri-dibattiti tra Arte Visiva, Musica, Medicina, Filosofia tenuti da specialisti del settore quali artisti, critici, curatori, galleristi, direttori di musei e docenti / educatori delle discipline con cui si entra in dialogo.
    • LESSONS: Lezioni di tecniche pittoriche – graphic design – storia dell’arte.
    • BACKSTAGE: letteralmente questa parola significa parte del palcoscenico situata dietro la scena. Ogni artista emergente abbisogna di dotarsi di strumenti da mettere in moto ed elaborare per diventare un professionista e potersi infine rapportare e relazionarsi con il Sistema Arte: gallerie, critici, curatori, istituzioni pubbliche, collezionisti, mercato, concorsi e premi. scatolabianca si mette al servizio dei suoi soci attraverso delle modalità formative necessarie. Tra queste si contemplano: incubatori di formazione che mirano alla relazione tra artisti e sistema dell’arte (modalità di rilascio di autentiche in caso di vendita di un’opera, stesure e stipule di contratti per il deposito di opere durante mostre pubbliche e private, fiere, eventi); impiego gratuito dello spazio di scatolabianca(etc.) per poter fotografare i lavori.
    • grandSAFARI: Visite guidate che si concentrano nei luoghi germinanti della cultura, ma che non sono contemplati negli itinerari “classici” forniti da agenzie e uffici turistici. Studio Visit: una mappatura degli studi dei giovani artisti nelle principali città italiane ed europee. Museum & Gallery Visit: un tour selezionato a seconda delle più interessanti mostre d’arte moderna e contemporanea in svolgimento negli spazi pubblici e privati del territorio.
    • Who CARES?: Il titolo si riferisce a una tipica espressione anglosassone che significa “A chi importa?”, ma al contempo l’accezione prevede anche la domanda sul “chi è interessato”, quindi “chi se ne cura” e per questo è legato alla figura professionale che gestisce progetta e fa crescere un evento d’arte. All’interno di Who CARES? si tengono incontri e presentazioni di portfoli di Curatori Under 35: i selezionati saranno impegnati in un’esposizione a scatolabianca(etc.), Milano.
    • StartUP: Premi e attività collaterali per artisti Under 35. Da questa opportunità si spera possa partire l’impresa, l’avventura reale e concreta del giovane artista nel mondo delle arti contemporanee.

    scatolabianca heART @ brain
    Un programma di mostre, dibattiti, eventi rivolti al tema della sostenibilità ambientale, delle fonti energetiche pulite, di un’arte attenta alle problematiche del vivere civile e incentrata sui concetti di postproduzione e riciclo.

    Noi ci proviamo,
    un caro saluto, martina cavallarin

  • Roberto Pace

    Con in testa Josef Albers e Luciano Fabro e insieme a chi insegna con passione qui vale solo il tempo che si è dedicato alla didattica. Ogni serio docente più ha insegnato e più evita i proclami.