Fantagraphic. Colville, il diamante grezzo del fumetto americano

Avremmo potuto parlare del suo disegno graffiato. Avremmo potuto accennare alla trama così oscura, fatta di inspiegabile violenza. Avremmo potuto dare un voto, un giudizio, un qualche commento. E invece abbiamo preferito raccontare la storia della sua pubblicazione, convinti che già di per sé possa bastare a incuriosirvi. Parliamo di “Colville”, libro maledetto del graphic novel americano.

Steven Gilbert – Colville (Coconino Press, Bologna 2017). Cover
Steven Gilbert – Colville (Coconino Press, Bologna 2017). Cover

Che storia matta quella di Colville ‒ intendiamo la storia dentro al libro, ma a pensarci anche la storia che gli sta intorno. Un paio di anni fa abbiamo letto un articolo nel quale Ratigher parlava di un libro strano, un graphic novel americano il cui nome cominciava a essere curiosamente citato da voci autorevoli del fumetto oltreoceano. Queste voci – tra le quali quella di Frank Santoro – parlavano di un libricino maledetto, pubblicato originariamente nel 1997, scritto e disegnato da un tipo losco e irrintracciabile, e ormai praticamente impossibile da recuperare. Il nome dell’autore non era neanche menzionato, lo stesso Santoro ‒ in un articolo sul sito Comics Comics ‒ faceva difficoltà a ricordarlo. Ciò che però ricordava era il disegno e la storia di quel libro, di cui si erano ormai perse le tracce e che egli dava, a quel punto, per introvabile.
A una di queste discussioni sul web intorno al suo nome rispose un giorno lo stesso Steven Gilbert, il fumettista misterioso, lusingato dal fatto che qualcuno si ricordasse ancora di lui. Il libro di cui si stava parlando, e che tanto aveva colpito Santoro, era una sorta di spillato distribuito da Gilbert alla Small Press Expo (fiera del fumetto indie americano). Colville, questo il nome del fumetto, era un episodio isolato e che non aveva avuto seguito. Così come non aveva avuto seguito la carriera da fumettista dello stesso Gilbert, che a fine Anni ’90 aprì un negozio di fumetti a Newmarket (Canada), mettendo da parte ogni sua aspirazione di autore.
Storia finita lì? Manco a pensarlo (d’altronde siamo in America e si sa che le storie da quelle parti hanno sempre finali dannatamente fighi).

INTERNET + AMERICAN DREAM = LACRIMONI

Sorpreso, ringiovanito e rinvigorito da quel chiacchiericcio sul web, Steven Gilbert decide di tornare in pista. Rispolverato il tavolo da disegno, pubblica nel 2013 un nuovo libro, The Journal of Main Street Secret Lodge, libro che ottiene un discreto successo, ma che soprattutto funge da apripista per quello che è il vero obiettivo di quel ritorno: la ristampa di Colville. Cosa che avviene, finalmente, nel 2015.
Ancora una volta autoprodotto, il libro viene ristampato in una nuova edizione ampliata: alle 64 pagine della sua prima versione Gilbert aggiunge nuovo materiale, per un totale di quasi 200 pagine in bianco e nero. Mozzafiato. Punto.

Steven Gilbert – Colville (Coconino Press, Bologna 2017). Pagina 6
Steven Gilbert – Colville (Coconino Press, Bologna 2017). Pagina 6

L’EDIZIONE ITALIANA

Ma torniamo all’inizio dell’articolo. Ratigher, dicevamo.
Siamo nel 2015 quando il fumettista italiano assiste da lontano alle discussioni intorno a questo autore misterioso. La descrizione di Colville che viene fuori da quelle poche e imprecise informazioni incuriosisce l’autore italiano. Mente fervida e assetata di storie bizzarre, decide di seguirne gli sviluppi.
Va da sé che, appena il nome di Steven Gilbert salta fuori, e non appena due anni dopo lo stesso Gilbert decide di pubblicare una nuova e definitiva edizione del fumetto in inglese, il desiderio di quel libro prende finalmente forma. Ratigher decide quindi di mandare personalmente una mail a quell’autore, chiedendo una copia del manufatto. Descritto come schivo e irrintracciabile, Gilbert gli risponde dopo dieci minuti: dopo pochi giorni Colville è a casa sua.
Dato che le storie, quelle belle, a volte sono esattamente come te le immagini, ecco il finale di questa vicenda: nel 2017 Ratigher diventa direttore artistico di Coconino Press. E indovinate un po’ qual è uno dei primi fumetti che corre a far tradurre in italiano e decide di far pubblicare?
È così che nasce Colville. Storia bizzarra, fatta di ostinazione e passione. E se un libro è capace di creare tanto desiderio e curiosità, forse un motivo c’è.
Alex Urso

Steven Gilbert – Colville
Coconino Press, Bologna 2017
Pagg. 192, €  17
ISBN 9788876183768
www.fandangoeditore.it

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Autore Ratigher
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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.