Arte digitale: ora c’è Holo

Evidentemente ce n’era bisogno. Difficile spiegare altrimenti il fatto che un progetto editoriale, oggetto di una campagna di crowdfunding su Kickstarter, alla fine della raccolta fondi abbia superato e doppiato l’obiettivo, fissato inizialmente a 35mila dollari. La storia all’esordio di Holo Magazine.

Holo Magazine

Concepito da CreativeApplications.net, uno dei blog di riferimento sulle arti digitali, Holo Magazine sarà una rivista patinata di grande qualità, che cercherà di offrire quello che un team di blogger d’eccezione sa bene essere impossibile online: approfondimento, storie che siano il frutto di mesi di ricerca e di incontri con gli artisti nei loro studi e laboratori, ottima documentazione fotografica.
L’obiettivo dichiarato è “mappare un territorio eccitante che non ha più bisogno di notizie più veloci, ma di un’analisi più approfondita”, attraverso un prodotto editoriale che si servirà dei tempi lunghi della carta per portare sui nostri scaffali progetti spesso effimeri nella forma, ma non nei contenuti. Senza abdicare alla naturale trasversalità della ricerca artistica sulle nuove tecnologie, Holo promette di raccontare storie di artisti, designer e creatori di tool per altri artisti: spiccano, nel primo numero, i nomi di artisti come Semiconductor e Zimoun, ma anche dell’architetto Philip Beesley e dei creatori di Touchdesigner, il software utilizzato, tra gli altri, da Carsten Nicolai per Unidisplay, l’installazione proposta di recente all’Hangar Bicocca.

Holo Magazine
Holo Magazine

A tutto ciò si affiancheranno approfondimenti trasversali su pratiche emergenti, come le tecnologie wereable o il video mapping. Con le sue 200 pagine e le sue due uscite annuali, Holo promette di essere più che un magazine: un coffee table book e un modo per consegnare a una maggiore durata i ritmi frenetici della ricerca sul digitale.

holo-magazine.com

Domenico Quaranta

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12

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Domenico Quaranta
Domenico Quaranta è critico e curatore d’arte contemporanea. Come critico, collabora regolarmente a Flash Art; i suoi saggi, recensioni e interviste sono comparsi in riviste, giornali e portali online. Ha pubblicato diversi libri, fra cui: NET ART 1994 - 1998. La vicenda di Äda’web (Vita & Pensiero, Milano 2004); GameScenes. Art in the Age of Videogames (Johan and Levi, Milano 2006, curato con M. Bittanti) e Media, New Media, Postmedia (Postmedia Books, Milano 2010) Ha curato e co-curato diverse mostre in Italia e all'estero, fra cui: Connessioni Leggendarie. Net.art 1995-2005 (Milano 2005); Holy Fire. Art of the Digital Age (Bruxelles 2008); RE:akt! | Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting (Bucharest – Lijubliana – Rijeka – Maribor, 2009 - 2010); Hyperlucid (Biennale di Praga 2009); Playlist. Playing Games, Music, Art (LABoral, Gijon 2009 – 2010 e iMAL, Bruxelles 2010); Italians Do It Better!! (Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, 2011) e Collect the WWWorld. The Artist as Archivist in the Internet Age (Brescia, Spazio Contemporanea 2011; Basilea, House of Electronic Arts 2012). Ha tenuto numerose conferenze e insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a lo IULM di Milano. (photo Alessandra Giotto)