Coast to Coast. Parlano Pistoletto e Moio&Sivelli

Appena conclusasi alla Galleria civica Kortil di Fiume, “Coast to Coast” ha invitato Michelangelo Pistoletto e Moio&Sivelli a un confronto espositivo intergenerazionale attorno allo scottante tema del Mediterraneo. In una doppia intervista, Artribune trasferisce in parole il dialogo per opere.

Coast to Coast, Fiume 2015 - Moio&Sivelli
Coast to Coast, Fiume 2015 - Moio&Sivelli

Mediterraneo. Mille flutti, tutti diversi. Eppure, son tutti mare. Luogo simbolico e concreto perfetto per l’idea di dialogo tra entità sì diverse, ma accomunate nella fratellanza. Di cose, persone, ma soprattutto culture. Ecco perché Coast to Coast ha chiamato a colloquio artisti che, da sempre, fanno della comunicazione un fulcro della loro ricerca.
Nodale per lo storico Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) che, dagli specchi includenti il fruitore nell’opera fino a Cittadellarte, da sempre opera per l’integrazione tra menti e tra l’arte e ogni altro settore della società. E centrale anche per i giovani Moio&Sivelli (Luigi Moio, Napoli, 1975; Luca Sivelli, Napoli, 1974), acuti indagatori di scarti, preconcetti, stereotipi e straniamenti della percezione insita in ogni messaggio, e delle loro ricadute sociali e sociologiche, oltre che visive.
Ma oggi, in tempi di emergenze umanitarie e culturali, arte, comunicazione e Mediterraneo cosa significano?

Il Mare Nostrum coacervo di vite, e oggi purtroppo anche di morti, con le sempre crescenti emergenze migratorie. Il motto umanitario “Prima le persone, poi le frontiere” è sentito da artisti come voi, da sempre abituati a travalicare altre frontiere, quelle tra generi? E in ogni caso, la libertà dell’arte come può mettersi al servizio di una crescita collettiva?
Michelangelo Pistoletto: Dalla fine dell’Ottocento, l’artista assume un’autonomia crescente, staccandosi dai sistemi rappresentativi del sociale, religiosi o politici, e dalle relative frontiere. L’autonomia diventa responsabilità. Oggi dal sé si deve passare al noi. Noi artisti dobbiamo aprire i rapporti col mondo attraverso la capacità di cambiare, modificare, produrre differenze e nuova arte. La società deve essere la nuova arte.
Moio&Sivelli: Le frontiere sono da sempre emanazione del potere politico-economico, sono fantasmi. Le persone sono la vita e abitano la terra. Gli artisti filtrano la storia, scrivendone gli appunti. Like a seagull intende lanciare un messaggio di apertura verso l’altro, per una maggiore consapevolezza di sé e per godere delle differenze, vivendole come ricchezza e non come paura.

Coast to Coast, Fiume 2015 - Michelangelo Pistoletto
Coast to Coast, Fiume 2015 – Michelangelo Pistoletto

Vi è più senso di dolorosa impotenza o di coinvolta speranza nel vostro porvi, come persone-artisti, innanzi all’eterna domanda del ruolo dell’arte nel mondo?
P.: Avviando Love difference nel 2002, avevamo la sensazione di molte più possibilità per reti di intesa culturali con ricaduta politica. Oggi, la speranza di più rapidi sviluppi si è tradotta in attesa e grande timore. Vi sono molte meno possibilità di agire culturalmente quando si è, come adesso, in pieno conflitto. Noi dobbiamo però continuare a lavorare per cambiare una mentalità non solo nel Mediterraneo, ma nel mondo.
M.&S.: Siamo ottimisti, dunque coinvolta speranza! Anche se, paradossalmente, dalle orribili distruzioni come quelle di Palmira, il ruolo dell’arte è sempre più’ chiaro. L’arte è vita e suo testimone perfetto.

Frequenti viaggi e contatti con altre culture e nazioni sono nell’esperienza di tutti voi tre. Amare le differenze, sorvolare in abbraccio come un gabbiano tutto il mondo. Almeno tre ispirazioni importanti che avete ricevuto da altri Paesi e culture.
P.: Posso segnalare alcuni esempi socialmente attivi: Rick Lowe (Texas), fondatore del progetto Row Houses, che invece di rappresentare le persone bisognose rende loro possibile acquisire abitazioni grazie a sistemi costruttivi e di finanziamento innovatori; Jonaas Staal (Olanda), fondatore del New World Summit, organizzazione il cui obiettivo è costruire “parlamenti alternativi” dedicati a comunità non attualmente riconosciute all’interno delle strutture istituzionali; il Bait al Karama (Palestina), centro interamente gestito da donne per le donne, che coniuga attività imprenditoriali in ambito alimentare con attività artistiche e culturali ed è il primo convivium palestinese di Slow Food.
M.&S.: Napoli è la radice, sotterranea e portante. La Spagna del Sud e il Marocco, la luminosità della scoperta, il primo viaggio. Londra i contrasti, il confrontarsi, paesaggio di umanità. E una quarta ispirazione: la Cina, dove stranamente riesci a “sentirti” nella moltitudine.

Coast to Coast, Fiume 2015 - Moio&Sivelli
Coast to Coast, Fiume 2015 – Moio&Sivelli

Ulteriori frontiere abbattute in questa mostra sono quelle tra generazioni artistiche: di cosa i giovani Moio&Sivelli desiderano arricchirsi, nel dialogo con la generazione storica e con Michelangelo Pistoletto in particolare, e di cosa lo storico Michelangelo Pistoletto nei riguardi della nuova generazione tutta e di Moio&Sivelli nello specifico?
P.: Penso che le nuove generazioni debbano essere capaci di produrre una reale innovazione nella società mondiale partendo dalla legge “trinamica” della creazione; che è incontro, innesto, connessione, fusione di due unità da cui nasce una terza unità, prima inesistente. Si riparte da due come da Moio&Sivelli.
M.&S.: A lavori installati abbiamo voluto scattare personalmente le foto della mostra… abbiamo visto la nostra videoinstallazione specchiarsi nell’esperienza di un grande artista, è stata una fusione emozionante.

Diana Gianquitto

Fiume // fino al 18 ottobre 2015
Coast to Coast
a cura di Ludovico Pratesi e Chiara Pirozzi
GALLERIJA KORTIL
Strossmayerova 1
+38 (0)55 1377065
www.rijeka.hr/kultura

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48198/michelangelo-pistoletto-moiosivelli-coast-to-coast/

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]