Macerata all’Opera. Parte il festival Sferisterio

Siamo arrivati alla 50esima edizione dello Sferisterio Opera Festival, e l’edizione di quest’anno si annuncia davvero memorabile. Abbiamo intervistato il direttore artistico, Francesco Micheli, a riguardo.

Aida, regia di Francesco Micheli
Aida, regia di Francesco Micheli

La 50esima edizione del festival, e la terza della sua direzione artistica: quali sono i traguardi più importanti che avete raggiunto?
Riguardando la storia di questi anni, fa davvero rabbrividire la galleria di protagonisti della storia dell’opera che hanno calcato la scena dello Sferisterio, da Pavarotti, Carreras e Domingo alla Caballé, la Kabaivanska fino alla Cedolins che torna quest’anno. C’è davvero da essere orgogliosi. Ma la caratteristica più straordinaria di Macerata è stata quella di saper proporre anche per il grande repertorio spettacoli innovativi, letture non scontate. Penso a nomi come Ken Russell, alla coppia Brockhaus-Svoboda. Questa è la tradizione che ho cercato di portare avanti, creando un coinvolgimento sempre più corale della città. Il traguardo è questo: parlare a tutti senza mai abbassare il livello né rinunciare alla passione per il nuovo.

In cartellone ci sono tre grandi spettacoli: il debutto è previsto il 18 luglio con Aida di Giuseppe Verdi (in replica il 27 luglio e il 2 e 10 agosto); si prosegue con Tosca il 19 (altre recite il 25 luglio, 3 e 8 agosto) e si chiude con la Traviata degli specchi di Brockhaus (26 luglio, 1 e 9 agosto). Come lo scorso anno, inoltre, l’opera è sbarcata anche su smartphone. Per i fan più tecnologici è stata infatti progettata l’app Sferisterio, che permette di ricevere aggiornamenti in tempo reale, informazioni su orari, spettacoli di questa e della prossima stagione. L’applicazione è stata realizzata grazie al contributo di Med Store, un’impresa locale, valorizzando il territorio. E sul palco quale ruolo ha la tecnologia?
La tecnologia è uno strumento essenziale per la comunicazione, ma anche per la conservazione della memoria e per la creatività. Per quanto riguarda la conservazione del nostro patrimonio passato, in occasione della 50esima edizione abbiamo creato un percorso espositivo attraverso la città: non solo molti dei materiali esposti sono interviste ai protagonisti (artisti, ma anche comparse, maschere, spettatori) che resteranno disponibili sul web, ma il percorso stesso sarà arricchito da un progetto di realtà aumentata per cui gli spettatori presenti sui luoghi della mostra potranno fruire di contenuti aggiuntivi sui loro telefoni o tablet.

Lo Sferisterio è una struttura anomala. Come avete lavorato per l’allestimento?
Il gigantesco muro dello Sferisterio è uno schermo naturale per la proiezione di scenografie. Nella mia regia di Aida quest’anno abbiamo pensato, insieme allo scenografo Edoardo Sanchi, di raccontare la storia della protagonista proiettando in scena dei geroglifici, come se uno scriba la stesse scrivendo o – vista l’affinità tra gli ideogrammi e il linguaggio dei computer – un blogger la stesse raccontando in diretta ai suoi lettori.

Il festival si fa sempre più internazionale, fino a diventare tema dell’ultima lezione del master in Internazionalizzazione d’impresa e nuovi mercati di Informanager: in cosa crede di aver fatto scuola?
Non abbiamo la pretesa di fare scuola, ma possiamo offrire una testimonianza concreta su un’evoluzione importante della presenza delle nostre istituzioni culturali all’estero: non sono più soltanto le grandi realtà a viaggiare, né solo le grandi produzioni. Il mondo, sempre più interconnesso, è diventato veramente un mercato globale in cui chiunque abbia eccellenze da offrire e desiderio di comunicare con gli altri può farsi avanti. A Muscat abbiamo portato la Traviata, un’intera produzione che nella programmazione del Teatro Reale era preceduta da uno spettacolo del Teatro di San Carlo e seguita dalla Staatsoper di Vienna, ma a New York o in Russia abbiamo realizzato piccoli eventi. Oggi esiste anche sull’estero la possibilità di modulare l’offerta sulle esigenze delle istituzioni ospitanti o degli enti sostenitori.

Ma siete diventati anche molto più attenti al territorio…
Le due cose non sono in contrapposizione, anzi. Creare per lo Sferisterio una dimensione internazionale significa dare maggiore visibilità alla città di Macerata, alle sue aziende e al suo territorio, anche in collaborazione con le istituzioni. Nelle Marche il rapporto tra opera e territorio è storia: lo testimoniano le decine di teatri che punteggiano la mappa della regione, nelle grandi città come nei piccoli centri. Quello che abbiamo cercato di fare è rivitalizzare questo legame antico, convinti che l’opera non sia un linguaggio alieno destinato a restare richiuso tra le mura dello Sferisterio ma debba investire le scuole, le piazze, tutti i luoghi della città con progetti capaci di viaggiare per la regione prima che all’estero.

Aida, regia di Francesco Micheli
Aida, regia di Francesco Micheli

Valerio Fioretti, presidente del CNA, ha sottolineato come “opera e opere d’arte dell’artigianato locale si sono unite per la prima volta in un percorso che tende a valorizzare non solo l’imprenditoria ma l’intero territorio”. Federica Carosi, funzionaria CNA, ha delineato le linee guida e la gestazione della collaborazione denominata Marche nelle mani degli artigiani la quale, come ha spiegato, parte da un progetto integrato della Regione Marche che le imprese del CNA sono state molto reattive a cogliere per dare visibilità alle eccellenze locali: “Un percorso non facile come tutti i progetti alla prima edizione, ma estremamente affascinante e che mira a garantire alle imprese coinvolte la giusta visibilità all’interno di un territorio ormai ricco un turismo culturale europeo”. Quattro le imprese coinvolte: Milko Morichetti, che ha restaurato le panche di Tosca del nuovo allestimento; Leonardo Argenti, il quale ha realizzato uno Sferisterio d’argento in scala e in serie limitata da regalare ai componenti del Comitato d’Onore della 50esima stagione lirica, fra cui spiccano anche la presidente RAI Anna Maria Tarantola, Jose Carreras e Placido Domingo; Le Spose di Francesca, che veste la protagonista Antigone nella serata dedicata a Lino Liviabella; e Nice and Square, azienda di mosaici e rivestimenti che ha realizzato un mosaico e delle sedute in marmo ispirate all’opera.

Aida, regia di Francesco Micheli
Aida, regia di Francesco Micheli

Con #donneallopera, l’impresa è donna organizzata dal Comitato per l’imprenditoria Femminile, la Camera di Commercio di Macerata, l’Azienda Speciale Ex.It, l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, la Provincia e il Comune di Macerata in collaborazione con l’Associazione Sferisterio e la Civica Enoteca Maceratese, si è voluto dare uno sguardo particolare per l’imprenditoria femminile. L’iniziativa prende spunto dalla 50esima stagione lirica maceratese dal titolo L’opera è donna e si prefigge l’obiettivo di promuovere il ruolo femminile nel tessuto produttivo locale, sfruttando l’occasione per creare sinergie tra attori diversi, in un territorio dove la collaborazione è ancora purtroppo rara come sottolinea il Presidente della Camera di Commercio Bianchi. Per il sindaco di Macerata Carancini un progetto che “stimola e motiva il territorio, che da coraggio alle imprese locali e dimostra come il Macerata Opera Festival non sia un evento culturale chiuso ed autoreferenziale, ma aperto al tessuto umano e sociale regionale”.

Aida, regia di Francesco Micheli
Aida, regia di Francesco Micheli

Il Presidente del Comitato Impresa Femminile Ivana Marchegiani ha colto l’occasione per ringraziare tutte le aziende della moda, del benessere e del vino gestite da manager donne che hanno subito accolto con interesse l’iniziativa e che interverranno durante gli incontri programmati presso la Civica Enoteca; mentre l’assessore Paola Mariani ha sottolineato come, dati alla mano, le imprese a conduzione femminile siano più solide e più ponderate di quelle gestite da uomini e che il loro impatto economico attuale e futuro è assolutamente considerevole.

Simona Caraceni

www.sferisterio.it

CONDIVIDI
Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci NetMagazine poi MagNet, la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS ed il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, ed in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. E' M. Phil. in Technology e Ph.D. Researcher in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM, fa parte dell'Executive Board di AVICOM ed è Coordinatore della Commissione Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia. Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design.