Un mondo che deve cambiare. Anche moneta

Esistono vari tentativi nel mondo dell’arte e non, reale e virtuale, di creare moneta alternativa. In un mondo dominato dai soldi, vuol dire proporre una nuova idea di società. E, in un momento di dura crisi economica in cui siamo precipitati, si mostrano come microsoluzioni. L’editoriale di Giacinto Di Pietrantonio.

Arcipelago Scec

Ci eravamo lasciati parlando della Biennale e del Palazzo Enciclopedico, utopia universalistica di Marino Auriti da Guardiagrele emigrato in America e del sogno monetario tentato a Guardiagrele dal suo discendente Giacinto Auriti, nel tentativo di aggiungere informazioni ed estendere la proposta della Biennale e della famiglia Auriti. Mi preme quindi riprendere il discorso e sottolineare come questa filiera diretta e indiretta fra utopia costruttiva e monetaria sia presente anche in diversi contesti e artisti dell’arte contemporanea. Infatti, l’esperimento di cui sopra non è certo un caso isolato, in quanto esistono vari tentativi nel mondo dell’arte e non, reale e virtuale, di creare moneta alternativa. Che in un mondo dominato dai soldi vuol dire proporre una nuova idea di società e che, in un momento di dura crisi economica in cui siamo precipitati, si mostrano come microsoluzioni.
Tant’è che – sempre in Abruzzo, ad Avezzano – sta per partire l’esperimento del Marso, “moneta ‘coniata’ dal Comune a beneficio dei propri cittadini”, scrive Magdi Cristiano Allam sul Corriere della Sera. Si tratta di moneta dell’arcipelago dello SCEC, di cui fanno parte il Tau (Toscana), il Thyrus (Terni), il Kro (Calabria), mentre in Val di Sole e Val di Non del Trentino troviamo il Nauno e nel Principato ligure di Seborga abbiamo pure il Luigino, fino alla virtualità dei crediti digitali Sardex, per non dire della moneta virtuale bitcoin creata da Satoshi Nakamoto per un mondo alternativo di Stati reali e virtuali, formate soprattutto da micronazioni che aspirano a essere libere nazioni e che, volendo, mantiene pure questa Biennale nell’orbita dell’utopia anarco-naturista di Monte Verità dell’inizio del secolo scorso.

Alvin Langdon Coburn, Vortograph of Ezra Pound, 1917
Alvin Langdon Coburn, Vortograph of Ezra Pound, 1917

Non a caso, il fenomeno delle micronazioni, chiamato anche il Quinto Mondo, è prodotto in parte da artisti e gruppi di artisti in varie parti del mondo come NSK in Slovenia, il Principato di Ladonia in Svezia, la Repubblica di Kugelmugel a Vienna, il Regno di Elgaland-Vargaland tra gli interstizi degli Stati già esistenti, nonché lo Stato virtuale di Lizbekistan.
E in un mondo in cui la finanza, come poetava già Pound (“con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso / harpes et luz / e l’Annunciazione dell’Angelo / con le aureole sbalzate, / con usura / nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine / non si dipinge per tenersi arte / in casa, ma per vendere e vendere”), continua a fare il bello e cattivo tempo, gestendo i destini dell’umanità, questi tentativi di utopia monetaria e di nazione sono anch’esse segni di un mondo che ha voglia e deve cambiare.

Giacinto Di Pietrantonio

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #17

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Giacinto Di Pietrantonio
Nato a Lettomanoppello (Pescara) 08-08- 1954. Vive a Milano Dal 2000 è Direttore della GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. È Docente di 2 insegnamenti presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano: Sistemi Editoriali per l’Arte e di Teoria e Storia dei Metodi di Rappresentazione. È stato tra i fondatori, nel 2003, dell'AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani), per cui ha diretto anche la rivista I Love Museums Ha ricoperto il ruolo di Redattore Capo prima e Vicedirettore poi per Flash Art Italia dal 1986 al 1992, rivista con cui continua a collaborare. Dal 2011 tiene la rubrica “Per diritto di cronaca” sulla rivista Artribune e con Luca Rossi la rubrica online “Oltre il giardino” sul sito Whitehouse. Suoi testi sono apparsi e appaiono anche su riviste come Parkett e Domus. Dal 1994 al 1996 è stato consulente per le arti visive della Regione Abruzzo. Con Michelangelo Pistoletto, il gruppo Calc e Corinne Diserens, cura l’edizione di BIG (Biennale Italiana Arte Giovane) di Torino, 200. Ha curato mostre personali di Jan Fabre come eventi collaterali della Biennale di Venezia, nel 2007-2009-2011. Tre le molte e importanti mostre personali e collettive, si ricordano Over the Edges con Jan Hoet, a Gent (Belgio) e Alighiero Boetti. Quasi tutto, alla GAMeC e alla Fondazione Proa di Buenos Aires (Primo premio come migliore mostra dell’anno). Ha fondato e diretto la rivista di discussioni sulle arti Perché/? Ha redatto e curato monografie di Enzo Cucchi, Jan Fabre, Ettore Spalletti. É stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive alla Fondazione Antonio Ratti di Como dal 1995 al 2004. É stato membro del comitato della Quadriennale di Roma nel 2005, ed stato membro del comitato scientifico per l’arte dell’Assessorato alla Cultura – Spazio Oberdan della Provincia di Milano e della Fondazione Kogart di Budapest. È stato consulente Artistico di MiArt (Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea): www.miart.it per le edizioni 2008, 2009, 2010. È consulente del Premio Furla – Querini Stampalia per l’Arte. È membro del Comitato Scientifico del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Luigi Pecci di Prato e del CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno. Nel 2008 è stato insignito dal Magnifico Rettore dell'Università di Bologna Pier Ugo Calzolari del Riconoscimento alla Carriera promosso dall'AMA (Associazione Almae Matris Alumni) dell'ateneo bolognese.