Shoreditch Street

Street Art, East London. Una mostra negli spazi abbandonati di un’ex fabbrica e i nuovi lavori di Shepard Farey in città. Ecco tutte le immagini della mostra e dell’invasione street che ha percorso Londra nelle scorse settimane.

Zeus, Love, crush and burn

Metti una mostra di street art a Shoreditch, il quartiere londinese più cool del momento. Metti nomi come Shepard Fairey, Banksy, Blek le Rat, ROA, Seen, Risk, Joe Black, Mentalgassi e tanti altri. Metti i loro lavori negli spazi di una ex-fabbrica in disuso di fine Ottocento, e chiedi loro come sono stati influenzati dai grandi maestri della storia dell’arte. È nata così Urban Masters, la mostra-evento organizzata da Opera Gallery London e ANV in collaborazione con Butterfly.
Proprio dietro ai grattacieli del quartiere finanziario di Liverpool Street, in una stradina nascosta, un cartello a terra ne indica la sede. Si entra nella piccola porticina e al visitatore si apre un grande spazio espositivo, con le pareti di mattoni rossi e il soffitto con travi d’acciaio.
La vocazione industriale dello spazio ancora si percepisce, e proprio per questo si rivela il luogo perfetto per ospitare le opere di questi artisti che hanno fatto di luoghi simili il foglio bianco su cui disegnare.

Banksy, Kill Mom?

Ci sono gli artisti storici della street art e del graffitismo: Risk e Seen, cresciuti bombardando la metropolitana di New York negli Anni Ottanta, e Blek le Rat, il pionere dello stencil graffiti che ha ispirato lo stesso Banksy. Anche lui è in mostra, insieme a Shepard Fairey, Ron English, Nick Walker, Blo, Bom.K, Brusk, Gris1, Jaw, Kan, Sowat, Joe Black, C215, Kid Zoom, Mac1, Nick Gentry, Mentalgassi, Rone, Remi Rough, ROA, Sweet Toof, Alexandros Vasmoulakis, Zezão, Zeus, David Shillinglaw, Stinkfish. Una nuova generazione di artisti da tutto il mondo: Francia, Australia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Belgio, Grecia, Brasile, Colombia. Alcuni sono già conosciuti ai londinesi della zona, dove ROA ha ricoperto i muri con i suoi enormi topi in bianco e nero e Zezão ha fatto delle sue astratte forme biomorfe il suo segno distintivo. Altri hanno fatto strada altrove, e si ritrovano qui, elevati al grado di Urban Masters. Ognuno con la sua tecnica e il suo vocabolario espressivo, utilizzando diversi mezzi di supporto che vanno dalla tela alla lamiera, dal legno ai floppy disk, giocando anche con sculture e installazioni.
Opere in cui ancora di percepisce la freschezza del gesto creativo in strada, e che si ricollegano al grande filone della storia dell’arte dichiarando esplicitamente i grandi maestri che li hanno ispirati: Klimt, Picasso, Andy Warhol, Ingres, Lichtenstein, Francis Bacon, Leonardo, Mirό, Mondrian, Vermeer, Niki de Saint Phalle, Schiele e altri ancora. Dimostrando che in arte ogni creazione ha un passato da cui nasce, e un futuro da sfidare.

Una mostra che ha presentato alcuni dei nomi più interessanti del panorama dei graffiti e della street art, in un periodo particolarmente creativo al riguardo per Londra, dove Shepard Fairey, in città per una personale, ha lasciato il suo segno ovunque: con la sua campagna sticker e gli stencil di Obey Giant, e con pezzi che hanno ricoperto enormi muri e sottopassaggi intorno a Shoreditch.

Roberta Minnucci 

 

www.operagallery.com

CONDIVIDI
Roberta Minnucci
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi in Fenomenologia dell’arte contemporanea. Durante gli studi trascorre un anno all’estero all’Université Le Mirail di Toulouse (Francia) e a Bologna svolge un tirocinio nella Fondazione Federico Zeri ed un altro nella Galleria d’Arte Maggiore. Nel 2011 collabora con la Fondazione-Museo Pino Pascali in occasione della mostra dedicata a Bertozzi & Casoni, vincitori del premio. Successivamente trascorre un periodo nella Southampton City Art Gallery (Southampton, UK), dove cura la mostra dal titolo “Red: A Coloured Sensation”. Si trasferisce poi a Londra, dove si trova tutt’ora. Scrive per Segno ed Artribune.