Cattelan appeso. Siamo al gran finale?

Bisogna ammettere che, in quanto a strategie promozionali, Maurizio Cattelan ci sa fare. Quale modo migliore, infatti, per pubblicizzare la sua retrospettiva, se non quello di dichiare il ritiro dalle scene dell’arte contemporanea? Sta per aprire al Guggenheim di New York “All”, compendio affastellato dell’opera cattelaniana.

Maurizio Cattelan

Inaugurerà il 4 novembre la presunta “ultima” mostra di Maurizio Cattelan (Padova, 1960) al Guggenheim di New York, e potrebbe essere – il condizionale è d’obbligo – la vera consacrazione dell’artista più discusso del panorama italiano, la conclusione col botto di un’intensa carriera, fatta di provocazioni e cambi di rotta. Dopo questa illustre personale, Cattelan potrà definitivamente dedicarsi a Toilet Paper, la rivista di fotografia di cui cura la pubblicazione insieme a Pierpaolo Ferrari, e che attualmente sembra essere la sua unica occupazione.
L’artista, che ha paura di “essere dimenticato, di essere risucchiato dentro lo scarico della lavatrice”, verrà sicuramente ricordato per essere l’unico italiano degli Anni Zero ad aver ottenuto una retrospettiva nei sacri spazi progettati da Frank Lloyd Wright.
All
, questo il titolo della mostra, sarà composta da circa 130 opere – nessun inedito – provenienti dalle collezioni private e pubbliche di tutto il mondo, e tenterà di fornire un’idea complessiva della produzione dell’artista italiano. Con annesse polemiche, c’è da scommettere. È infatti notizia accreditata che, nonostante la mostra sia a cura di Nancy Spector, l’allestimento e il percorso all’interno del museo saranno organizzati proprio dallo stesso Cattelan, impegnato nella realizzazione di quella che, a suo dire, sarà la sua ultima provocazione.

Cattelan appeso

Ed è proprio l’allestimento il vero elemento di sorpresa all’interno del Guggenheim: le 130 opere saranno issate con una corda all’interno della celebre rotonda del museo, disposte con apparente casualità, quasi fossero su una forca, a sottolineare nuovamente quel sottofondo di morte che pervade gran parte del lavoro di Cattelan.
La carriera di Cattelan resiste alla sommatoria di qualsiasi formato tradizionale d’esposizione”, ha detto la Spector. “Molte delle sue prime meditazioni, basate sull’azione, sono impossibili da ricostruire, e il suoi oggetti iconici funzionano meglio quando isolati. ‘All’ è quindi una vera e propria ammissione dell’inopportunità di vedere le attività di Maurizio Cattelan nel contesto di una normale retrospettiva cronologica. L’artista ha resistito a questo modello, creando invece un’installazione site-specific che celebra astutamente la propria inutilità e prende in giro l’idea della completezza”.
Niente mani dalle dita mozzate, si spera, ma un’occasione unica per riflettere criticamente – e finalmente – sull’opera di un personaggio che è riuscito a cambiare la percezione dell’arte italiana all’estero, portando anche nella nostra sopita Penisola una ventata di internazionalità (se questo sia positivo o negativo, la discussione è aperta).

Maurizio Cattelan

Con buona pace di quel reazionario di Jean Clair e del suo “inverno della cultura”, costretto anche questa volta a perdere terreno nei confronti dell’attuale spettacolarizzazione dell’arte, che sembra accontentarsi troppo spesso degli epigoni facili e traducibili di grandi artisti. Nel caso di Cattelan, risulta chiaro l’accostamento con quel filone dadaista che discende direttamente da Marcel Duchamp, senza tuttavia avvicinarsi alla profondità dell’artista della Mariée.
E alla fine, quasi a sottolineare questo accostamento, Cattelan ricalca anche il gesto duchampiano del prematuro ritiro dalle scene. “Non ho realizzato più di due lavori all’anno”, dice. Ed è anche questa una caratteristica in comune con il genio francese.

Alessandro Marzocchi

New York // fino al 22 gennaio 2012
Maurizio Cattelan – All
a cura di Nancy Spector
www.guggenheim.org

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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Cattelan, da inizio anni ’90, ha attualizzato sapientemente Duchamp, riportando nel sistema dell’arte un atteggiamento profondamente suo, profondamente in linea con il presente. Questa retrospettiva mi sembra precisa e perfetta: è come se Cattelan invece di subire certi rituali e certi format, decidesse di esagerarli, riuscendo così a vincere e sopravvivere.

    L’azzardo delle opere appese, come carne da macello, riposiziona il valore e il senso delle opere, e questa autenticità ci piace. Anche se è beffarda, le opere sono state pagate profumatamente e provengono da diverse collezioni: non sono carne da macello.

    Ora bisogna capire in italia cosa sta succedendo: nel dopo Cattelan vedo tanti omologhi di tanti artisti internazionali, vedo citazionismo spinto, smart relativism, arrendevolezza, burocrazia creativa, operai delle pubbliche relazioni; artisti giovani e meno giovani che, pur essendo “giovani”, subiscono quei format e quei rituali da cui Cattelan, cinquantenne, riesce ancora a salvarsi.

    http://whitehouse.splinder.com/

    • SAVINO MARSEGLIA

      Paragonare le pompose pupazzate mediatiche al pensiero e alla statura intellettuale di M. Duchamp è un’ offesa all’intelligenza; cattelan non utilizza gli strumenti linguistici che usava Marcel Duchamp. Artur Cravan, direbbe che siamo agli antipodi del pensiero sovvertivo…

      • Che noia Cattelan, rimescola le stesse cose trite e ritrite. Dopo un secolo c’è chi ancora riesce a scandalizzarsi o divertirsi con queste stupidagini?

    • LorenzoMarras

      Luca Rossi quando scrivi assomigli a quel personaggio della fattoria degli animali di Horvell, che si sperticava in discorsi di giubilo a favore di Napoleone ed ai danni di Palla di neve (guarda caso Due Maiali in lotta per il potere)
      Spetta se mi ricordo il nome…. ah si Clarinetto . Insomma non so se ti sei reso conto ma sei finito a reggere il moccolo non tanto di colui che ha fatto i soldi sul “niente” ma di coloro che ne hanno favorito , diciamo la “carriera”.

      Questo la dice lunga su quello che in verita’ siete dietro la sigla “luca Rossi” ma che non è difficile capire :
      SIETE DEI LECCACULO.
      stammi bene luche’

      • Angelo

        BEN DETTO!!!

        • Luca rossi perché non ti trovi un lavoro decente? Tipo pulire i cessi.

    • SAVINO MARSEGLIA(artista)

      LUCA ROSSI, FA IL MACELLAIO !

      Caro luca rossi, nel pieno del tuo delirio di inquietudine e apprensioni sulla sorte delle carni di Cattelan, ti comunico che le prestigiose “Macellerie Riunite” ti hanno conferito l’incarico di triturare a REGOLA D’ARTE tutte le carni, attualmente appese nell’aria.

      Dovrai sterelizzarle da eventuali attacchi di batteri patogeni. Poi le dovrai conservarle sotto vuoto e chiuderle ermeticamente in recipienti di vetro. Ricordati di rispettare tutte le norme igieniche-sanitarie vigenti per tutelanre la salute di quei ricchi consumatori di queste carni pregiate.

      Sai il mercato delle carni è diventato sempre più esigente; perchè sia la vendita che la conservazione, sono strettamente legate alla reputazione dell’artista. Ti rinnovo i miei complimenti per questo prestigioso incarico che hai ricevuto. Sai, ho sempre avuto fiducia in te per le tue spiccate qualità di macellaio. Siamo in tanti a pensarla cosi!

      Di nuovo auguri,

      .

      • Elena Hkwalski

        Ciao Savino, sei sempre brillante, esilerante e impeccabile nei tuoi commenti..
        hai colpito nel segno…

        saluti
        Helen

  • hm

    – L’azzardo delle opere appese, come carne da macello, riposiziona il valore e il senso delle opere, e questa autenticità ci piace. –

    cioè ti piace che le opere siano paragonate e abbiano il valore e il senso della carne da macello? quale autenticità?

    – Anche se è beffarda, le opere sono state pagate profumatamente e provengono da diverse collezioni: non sono carne da macello. –

    eh no . o sono paragonabili a carne da macello o non lo sono . scegli . anche la carne può essere pagata profutamente ma rimane carne da digerire e cagare . altrimenti l’autenticità te la scordi, non è carne autentica .

    • SAVINO MARSEGLIA(artista)

      IL PITTORE MUNITO DI TAVOLOZZA E PENNELLI CHE PISCIA SUL DIPINTO!

      hm, “l’azzardo delle opere appese, come carne da macello, riposiziona il valore e il senso delle opere, e questa autenticità ci piace” Il problema è proprio questo: il linguaggio significante, non può essere in nessun modo ridotto nella categoria INCARNATA di merce commestibile da mangiare, digerire e cacagare.

      Per fortuna l’essere umano non è solo apparato digerente o esofago vivente…
      “anche se beffarda, le opere sono state pagate profumatamente e provengono da diverse collezioni” . Già collezionisti di cosa? Manufatti plastinati, che qualcuno ha voluto elevare a rango di opere d’arte? Nessun collezionista dal più colto al più sprovveduto, può affermare di non essere soggetto poco o tanto, al bello e cattivo gusto. Questa è senza alcun dubbio, una grande verità.

      Una cosa è certa: di pupazzi belli, brutti e beffardi – se ne trovano in abbondanza. Figurati, in Olanda (40 anni fa) ho visto una mostra di opere in carta pesta, in cui spiccava una divertente scultura di un pittore, che munito di tavolozza e pennelli pisciava su un suo dipinto. Molto divertente!

      Ed ecco di nuovo, il “bello” e “cattivo” gusto! E’ proprio questo il problema che il linguaggio non può essere in nessun caso ridotto nella categoria disincarnata della carne, ma nel caso specifico neanche nel senso del valore simbolico. Il simbolico nell’arte è già un livello di pratica superiore.

  • hm

    – ha attualizzato sapientemente Duchamp, riportando nel sistema dell’arte un atteggiamento profondamente suo, profondamente in linea con il presente. –

    sì un presente di 100 anni fa wow . solo che ha venduto all’estero e quindi per lucarossi è attuale e presente . senza contare che se parli no stop di smart relativism è smart relativism anche copialan da un tot di anni (torno subito – bambini appesi etc soluzioni ad effetto estemporanee senza il minimo filo logico) .

  • “venduto all’estero”…ma come parli? HM te l’ho già spiegato mille volte: cattelan sviluppa coerentemente dal 1990…non è smart relativism (termine che ho inventato io, quindi ti assicuro che è così:)

    E’ interessante la doppia valenza data alle opere, ma se continui a non capire o a non voler capire posso farci poco

    HM, secondo me parli per invidia e gelosia, questo non va bene

    • hm

      scusa redhouse ma cosa non capisci dell’espressione ‘vendere all’estero’ ? è difficile da capire? mi sembra l’abc, tu poi rossi che sei così interessato al mercato dovresti capirla al volo . cattelan non sviluppa coerentemente un cazzo dal 1990 e lo sanno veramente tutti, passa da una soluzione estemporanea all’altra senza la minima continuità e logica e se sostieni il contrario devi motivarlo oppure sei semplicemente falso (beh che tu sia fake è noto anche ai sassi ormai) . parlo per quello che vedo e basta . tu per mesi hai schizzato chi ti dava del frustrato e poi dai dell’invidioso geloso a me? boh fai pure ma tanto mi scivola alla grande . anzi detto da un fake mi corrobora di brutto . cattelan = relativismo totale (nemmeno smart) in ogni sua opera, a partire dall’albero scopiazzato da kosuth a decine di altra roba copialanata senza il minimo filo logico . d’altra parte se google dà più importanza a cattelan arredamenti invece che maurizio cattelan ci sarà un motivo no? non te lo sei mai chiesto? copialan è il vero padre dell’ikea evoluta relativista che fingi tanto di disprezzare nei tuoi articoli e commenti logorroici (alla fine anche i cavalli impagliati che usa come il prezzemolo possono essere considerati oggetti di arredamento in alternativa a carne da macello), dai arrivaci perlamadonna . so che ce la puoi fare .

      • hm

        ops in una parte di commento effettivamente ho sbroccato, volevo scrivere ‘albero scopiazzato da joseph beyus’ non certo da kosuth . peccato che il rossi non se ne sia manco accorto . buuuuuuuuuuu

  • HM sei totalmente fuori, anche io desisto. Sorry

  • hm

    blabla rossi peggio per te . non argomenti non esemplifichi non contestualizzi .

  • marta jones

    Il posizionamento strategico di siti web sapete cosa e’?! E’ un’azione di marketing che giustappunto posiziona cattelan arredamenti (che giustamente investe denaro reale su prodotti reali!!!) prima di copialand. Se viveste nel mondo concreto anziche’ filoso-art-cazz-eggiare in modo autoreferenziale, forse l’italia in primis (paese che fa dell’inezia la sua bandiera) riemergerebbe anche lei dallo ‘scarico della lavatrice’.
    Ha ragione cheyenne in this must be the place a sostenere:’qui non lavora piu’ nessuno , sono tutti creativi in un modo o nell’altro’….santissime parole!

    • hm

      NON SEMPRE funziona come dici tu . il posizionamento di solito ti fa entrare al 100% nei primi 10 ma per i primi 3 il discorso cambia, ti assicuro che google ha molte incongruenze e non è lineare come pensi . inoltre si dà il caso che anche copialand venda prodotti reali, addirittura appesi come carne da macello se per caso nessuno se ne fosse accorto .

  • molto accesi e interessanti i commenti, piu dell’articolo…….
    ma chi ha detto che un artista deve avere un filo logico?
    per me il problema e quello di mostrare “idee” sparse senza una vera personalita di pensiero, volete dire questo? allora son d’accordo con l’assenza di filo……….
    il filo ce lo mette lui appendendo le opere
    PD il rpezzo pagato eccessivamente o no delle opere non ne determina se son carne da macello, tante volte anzi si trasformano in una trappola dentro la quale i collezzionisti ed enti pubblci gonfiano i prezzi per non perdere l’investimento fatto

  • Caro Roberto, il fatto che Catelan si rifaccia a Duchamp e a “Joseph beyus””, fa capire quale sia, anche se non suo, il filo logico da lui usato. Fin dalla preistoria con i grafiti l’uomo ha sottolineato l’importanza di manifestare la sua presenza/esistenza nel suo spazio e nel suo tempo; non si può prescindere da questo.
    Bravo hm.
    P.S. Ringraziamo comunque Catelan che svolge bene il suo compito in quanto testimonia, creando dibattito internazionale, l’importanza dell’arte…

    • SAVINO MARSEGLIA(artista)

      LA CHINCAGLIERIA DEL RUMORE MEDIATICO!

      Caro Giosuè, a propsito di Cattelan dice: “creando dibattito internazionale, l’importanza dell’arte…” Dibattito internazionale su che cosa? Sulla chincaglieria del rumore mediatico ? Sulla maschera di Cattelan? O che so, su qualcosa che ha a che fare con il Carnevale di Viareggio; oppure sul rubinetto di casa sua?

      Per quanto riguarda il dibattito sulla CHINCAGLIERIA DEL RUMORE MEDIATICO, le consiglio di osservare attentamente il rubinetto di casa sua: il rubinetto, smette di gocciolare soltanto quando non se ne percepisce più il rumore. Adesso la prego di riflettere bene: Lei acquisterebbe un rubinetto che gocciola? Credo di no! Lei per pigrizia lo lascerebbe gocciolare? Credo di no!

      Lei riceverebbe vantaggi dall’acquisto di un rubinetto che gocciola e da un articolo scadente?. Credo di no! Non è mai infasti-DITO dal rumore ? Pigramente, e continuerebbe ad ascoltare il rumore di noiose e ripetitive gocciole? Le rispondo: perchè essere pigro quando non c’è necessità che non lo sia?

      TUTTI SANNO CHE IL RUBINETTO GOCCIOLA QUANDO LO SI ASCOLTA E SMETTE DI GOCCIOLARE QUANDO NON LO SI ASCOLTA! PIU’

      Questa è la CHINCAGLIERIA MEDIATICA DI CATTELAN!

      E’ da questo saggio consiglio che nasce la dimensione di CONTROSENSO di ALTERAZIONI tipica di tutta la complessa produzione linguistica e non solo di Duchamp, che è lontana anni luce dalle pupazzate di Cattelan.

      • Francesca, Venezia

        Savino, ti sei magicamente trasformato in un artista.. non eri curatore indipendete? Già tu cambi spesso ruolo a seconda delle circostanze.
        Condivido in pieno il tuo commento!
        saluti

      • Caro Savino, io mi riferisco all’esistenza dell’arte stessa, a prescindere da chi la eserciti. Ognuno ha il diritto di fare le proprie proposte. Solo i posteri saranno in grado di decidere se essa sia servita o no, e se ne abbia contribuito, alla costruzione di un futuro possibile. La funzione dell’arte nasce come affermazione dell’uomo sul nostro pianeta, elevandoci a individui pensanti, ognuno con la propria peculiarità. Come possiamo noi giudicare un evento storico che ora accade, quando è noto che per storicizzare un evento debbano passare almeno due generazioni di individui?! Ammesso che esse siano solo chincaglierie, che motivo abbiamo di livorarci di ciò?! Se dovesse risultare una bolla economica l’investimento di taluni e/o talune, che hanno mal calcolato il oro rischio, peggio per loro…, anche questo fa parte del gioco; anche questo tiene in piedi il dibattito dell’esistenza/affermazione dell’Arte. Se non avessimo inventato l’ordine non ci accorgeremo del caos, e questo vale anche per i rubinetti che gocciolano e per quelli che non lo fanno.
        Questo meraviglioso viaggio che noi tutti, impegnati nell’arte, compiamo, deve essere piacevole, anche se non nascondo le difficoltà che da più di un trentennio compio, non guastiamolo sprecando energie inutili, che ci devono servire per lavorare seriamente, poiché, la qualità, ha sempre premiato, prima o poi, coloro che con metodo, applicazione, serietà e soprattutto con consequenzialità, hanno lavorato; coerenti con i propri tempi.
        Io non cambierei mai, per pur faticoso che sia, e mi creda lo è, il mio viaggio con quello di Cattelan.
        Un caro saluto a tutti
        Giosuè Marongiu

        • SAVINO MARSEGLIA(artista)

          SE QUESTO E’ IL VIAGGIO DELL’ARTISTA CONTEMPORANEO?

          Caro Giosuè, hai detto bene: “io non cambierei mai, per pur faticoso che sia, e mi creda lo è, il mio viaggio con quello di Cattelan” Già il viaggio!
          Se fosse vivo Duchamp direbbe: rinunciare al proprio viaggio, equivale a rinunciare alla ricerca della propria identità, all’ autonomia creativa e diversità. Ed è per questo che ogni individuo è irripetibile ed unico, (parafrasando il filosofo anarchico, Max Stirner).

          A differenza di Cattelan e tanti pellegrini di oggi che si presentano con la maschera d’artista, Duchamp, era prima di tutto un intellettuale, un filosofo e diciamo così, un artista che cercava le fonti stesse dell’origine del linguaggio. Per questo si interessava di filosofia ed altre discipline della comunicazione.

          Nella sua vita, (come un monaco zen) in silenzio, ha percorso un viaggio interiore, fuori dalla chincaglieria rumorosa dell’art-sistem. Ha viaggiato su una strada difficile che non è facilmente battuta dagli artisti: la strada del RIFIUTO.

          Ha dedicato gran parte della sua opera alla dissacrazione del ruolo dell’artista nella società; si è battuto contro il mito borghese dell’artista. Ha rifiutato in modo impeccabile, i riflettori dell’arte, le mode artistiche, i pregiudizi, i luoghi comuni e il mercato dell’arte..

          Non a caso, Maurizio Calvesi l’ha definito un “filosofo triste”. Difatto, il suo silenzio non nascondeva nè la rettitudine né l’errore, né le vittorie né le sconfitte, come se si trovasse sempre a giocare a scacchi, senza un vincitore e uno sconfitto. La sua era una partita della vita, sempre rinviata nel tempo…

          Oggi gran parte del linguaggio contemporaneo percorre, superficialmente, la ispida strada spianata dal suo pensiero, ma senza comprenderlo in profondità? Un pensiero ancora oggi per certi aspetti enigmatico, ma efficace nel aver cercato armi linguistiche nuove, (non convenzionali) di una nuova, diciamo così, (grammatica dell’arte).

          In altri termini: su quella equivocità e sulle incongruenze di ciò che ancora oggi la gente comune, pensa e percepisce del linguaggio visivo che usa per esprimersi e comunicare.

          Allora, mi domando: perchè continuare a viaggiare nello stereotipo di mostre fotocopia, di citazionismi e manierismi ormai ammuffiti, in cui l’afasia, l’angoscia, danno al pubblico la sensazione di non avere più nulla di autentico, nè da comunicare, nè al limite da guardare. Se questo è il viaggio dell’artista contemporaneo?
          cari saluti

    • hm

      – Cattellan è ben consapevole di questo e infatti ha annunciato di volersi ritirare perchè questi movimenti finanziari attorno al mercato dell’arte non gli piacciono –

      secondo me invece gli sono sempre piaciuti un casino e ora finge di essere fuori dal sistema e disprezzarli, soliti trucchetti vecchi di 300 anni blablabla lo zapatista perfettamente inserito nel sistema col dito medio in piazza affari venduto a milioni di euro . stessa filosofia fake alla base della rivoluzione russa alla fine . il punto è che anche se copialand si fosse ispirato a duchamp nei primi lavori non è assolutamente attuale come invece tenta disperatamente di farlo passare lucarossi, è come se io mi mettessi a dipingere quadri impressionisti all’aperto con il cavalletto su un campo di grano al tramonto . e magari lo intervallassi con dipinti ottenuti da scene di snuff movie (i bambini appesi fanno molto snuff) e macellazioni varie di animali in diretta (cavalli, criceti, vacche, tori, agnelli va bene tutto) . il tutto condito da qualche video porno di hitler in ginocchio che si fa frustare dal papa prima di essere colpito da un meteorite che lo monderà dai suoi peccati (anzi no così non sarebbe abbastanza fintironico e spigliato) .

  • LorenzoMarras

    Ennesima e miserabile farsa di una merce che per restare sul mercato si inventa il palcoscenico in cui stare a suo agio : quello dell’annuncio alla maniera delle Star dello spettacolo come tributo necessario pagato all’immaginario collettivo piu’ volgare per obbedienza filistea (i suoi tifosi).

    Auguri Gloria Swanson e ricordarti delle immaginette con la tua firmetta che Luca Rossi ci tiene averne una.

  • anna

    per una percentuale alta, lo vedo come un replicante di G.DeDominicis : molto più bravo a comunicare…….

  • antonio (INOKI)

    Di solito un artista arriva in questo genere di spazi cotto e stracotto e spesso già impiccato a sè stesso.
    Penso ad esempio alla recente mostra al Guggenheim di Lee U Fan con i rifacimenti di vecchi lavori Monoha che oggi sono terribilmente prevedibili e già stravisti: una pietra là una pietra qua qualcosa di instabile quaggiù….

    Cattellan ha usato il meccanismo che sovrintende alla comunicazione dell’arte contemporanea direttamente senza mediazioni e l’ha usato quasi sempre a proprio vantaggio e per la propria visibilità : c’è riuscito anche se molti non hanno mai notato qualcosa di così sorprendente o intelligente nella maggior parte dei suoi lavori.
    Alcuni suoi lavori in qualche modo hanno trattato bersagli grossi così come pochi hanno osato fare. Diciamo però che alla fine la sua azione di “spostamento” delle cose è però vittima di un voluto effetto comunicativo e in effetti fa pensare poco, stringendo stringendo.
    Capisco che la sua storia personale abbia affascinato certuni e forse ce n’è anche motivo ma la cosa lascia freddi molti altri, meno interessati alle furbizie e alle biografie.
    Sfruttare il sistema della comunicazione? Inevitabile diventarne parte, però: semplificando i contenuti e giocando sul mito dell’effetto sorpresa.
    Diciamo che la sorpresa che Cattellan induce (sorprendentemente) in adulti,che dovrebbero essere maturi e vaccinati, è un pò come l’effetto melodrammatico che il pittore o l’attore mediocre carica ed easpera temendo che tutto il resto non basti per colpire il pubblico meno raffinato.
    Quindi il lavoro di Cattellan malgrado alcune furbizie vicine alla vera intelligenza
    continua a girare a vuoto vittima di questo paradosso: l’essere fuori dal sistema, il mito del ladro imprendibile, è infatti solo una questione di ordine topologico e quindi solo geometrica dato che questa posizione necessita di un perimetro di riferimento e quindi a ogni sua dichiarazione di “uscita” lo rafforza.
    Per chi vive veramente il perimetro come un limite convenzionale, politico, economico e culturale, l’operazione di Cattellan appare banale e come inevitabilmente implicata con un’idea preordinata di perimetro, anzi quasi necessitandolo
    In mezzo a questa tensione il nostro (mezzo) eroe non riesce a esprimere un contenuto (qualcuno ha parlato di “filo logico” ma il punto è più profondo) o per meglio dire non riesce a dire nulla di quello che tratta o “sposta”.
    E ciò che rimane alla fine è solo una sua strategia assolutamente personale e quindi priva di interesse perchè non riesce ad andare oltre il vendere il tappeto rubato.
    Cattellan è ben consapevole di questo e infatti ha annunciato di volersi ritirare perchè questi movimenti finanziari attorno al mercato dell’arte non gli piacciono:
    anche lui ha senz’altro “drogato” le aste delle sue opere ma si rende bene conto che quel meccanismo, anche se all’inizio lo sai usare, poi diventa sovrastante e forse un pò mostruoso.
    Io penso sempre ai poveri Baselitz e Richter come dei poveracci: bloccati dalle quotazioni a replicare se stessi da 30 anni: lo trovo terribile.
    Impiccati a sè stessi.
    E Cattellan che poteva fare? Il jolly per tutta la vita?Impiccato a sè stesso?
    Per il finale ha impiccato tutta la propria opera dichiarandone l’ineffetualità ,come si trattasse una schiera di vecchie giacche dismesse appese in un armadio. Inutili.
    Ma ancora una volta ha finito per parlare di sè stesso mentre avrebbe potuto dare un ‘attacco finale all’Istituzione! Penso che Hans Haake se avesse avuto la furbizia e il talento di cattellan e se sarebbe riuscito ad arrivare al guggheneim dopo una carriera così strabordante forse avrebbe avuto il coraggio di trovare il modo di far saltare la mostra e le proprie quotazioni! Facendo affogare tutti! Nancy Spector compresa!
    distinti saluti

    • l’uomo tigre

      in un intervista che Massimo De Carlo fece a Massimo Minini, Minini fece intendere che Cattelan fu molto fortunato… più o meno era così se non ricordo male.
      Avendolo conosciuto e conoscendo vicende molto personali del ragazzotto posso assicurare che non è uno nemmeno così furbo come è stato dipinto.
      é stato per diverse volte strumento di operazioni, la prima: una negoziante di design milanese poi di un gruppo di 3 artisti di Brera, e poi dopo diversi appostamenti in corso como a Milano e diventato l’amante di una donna che poteva assicuragli progettazione, produzione e comunicazione, tutto in unico pacchetto, da parte di una delle allora più grandi agenzie pubblicitarie con sedi o partner in diverse parti del mondo, arrivarono anche i Prada…. mai poi il resto più o meno lo si conosce.
      Dovremmo invece far sapere a tutti quanto lui conta per le sorti della giovane arte italiana.
      Non lavorando mai come artista sulle cose che ha firmato ha avuto molto tempo per giocare, collaborando con chi si può immaginare a indebolire culturalmente il linguaggio dell’arte, (biennale di berlino, manifesta… trussardi…. tanto altro).
      Prossimamente forse lo vedremo all’isola dei famosi è da anni che prova ad entrare… quanti sanno questo?
      L’arte non è satira, non lo è mai stata, la satira o l’umorismo non hanno fino ad oggi sostituito il ruolo dell’arte, hanno infatti due linguaggi diversi, se oggi il sistemo di potere, adopera questi linguaggi secondari che la pubblicità adopera da anni perché deve rintronare i suoi clienti è perché deve neutralizzare il potere e il senso dell’arte di oggi.
      Quelli come Cattelan sono cattivi esempi di vita e uomini, storie vecchie scontate, come tutte quelle che si vedono come modelli della nostra società , uomini e donne sfigati aridi di celebro e di spirito, disposti a tutto pur di colmare i propri vuoti esistenziali.

      • l’uomo tigre

        è sparita la frase dell’intervista dei due Massimo: Maurizzio è stato molto fortunato riuscì a pendere una razzo che passo vicino a lui…. più o meno era così. Di che razzo parla…? fortuna…? la ricerca di un artista si basa sulla fortuna…?

      • hm

        – Prossimamente forse lo vedremo all’isola dei famosi è da anni che prova ad entrare… quanti sanno questo? –

        ma dai, spero sia una gag . se ci entrasse in ogni caso non mi stupirei per niente . per lucarossi sarebbe il top perchè avvicinerebbe l’arte (di vendere costumi da bagno) al pubblico e farebbe salire le quotazioni di mercato .

        – L’arte non è satira, non lo è mai stata, la satira o l’umorismo non hanno fino ad oggi sostituito il ruolo dell’arte –

        la satira in linea di massima è roba da arrampicatori sociali meschini che sguazzano con gli stessi personaggi che fingono di criticare .

        • jjj

          sulla satira ti dirò…cioè io ho fatto poesie satiriche e ho collaborato e colllaboro tutt’ora con degli illustratori satirici ma molti meno di qualche anno fa perchè molti mi hanno criticato e allontanato dalle loro pubblicazioni…da un lato ti do ragione sul fatto che sguazzano con le persone che fingono di criticare…ma l’arte è una roba molto vasta e non puoi escludere tutta una serie di “artisti” solo perchè fanno un’arte povera che s’ispira alla politica o alla società…perchè poi l’arte in generale s’ispira alla società da cui scaturisce…o meglio scaturisce soltanto da lì cioè ci sono degli illustratori satirici che con poche linee ti danno un’idea completa di quello che vogliono mostrarrti e secondo me quellla è arte…e soprattutto la satira non è umorismo o meglio la satira è un umorismo che a volte non fa ridere o meglio fa ridere di riso amaro perchè ti pone di fronte alla tua impotenza di fronte allo stato di cose in cui sei costretto a vivere…cioè io mi ritengo un artista per come vivo e come penso e anche come scrivo le poesie e ritengo anche molti altri illustratori con cui ho avuto a che fare artisti mentre altri soltanto aguzzini che cavalcano l’onda di una satira che non è satira…per esempio è da poco che è rinato il periodico il male degli anni 70…ma l’osservazione che ho fatto io nei confronti di chi ci lavora è stata che “i veri giornali satirici durante i vari regimi hanno chiuso questo qui invece nasce in seno a un regime quindi non è ne satira e ne arte ma solo comunicazione sociale al pari di pippo franco e maurizio crozza e santoro o i politici che sparano cazzate ecc.” cioè secondo me l’arte nella satira esiste nel cercare di mostrare la realtà che ci viene nascosta dai media…ma non bisogna far ridere…è vero la satira ha sempre un tratto un po’ grottesco ma è perchè è proprio dal grottesco della nostra realtà comune che viene fuori tipo la rosa in spanish harlem che sarà sempre un po’ secchina è nata dall’asfalto e secondo me somiglia alla portoricana dei guerrieri della notte…diciamo che la satira è l’arte di far sorridere cercando di far riflttere su come si vive l’arte in generale è creare qualcosa di bello (secondo me) e dunque qualsiasi cosa bella è arte cioè secondo me l’arte è una vasta quantità di roba mentre invece quel brulicare di gente e di impegno nel mostrarsi e creare eventi chiamati artistici di oggi è solo vuoto e soprattutto mancanza di lavoro e di soldi se no molti che s’ingegnano per creared egli oggetti da esporre allle varie mostre a pagamento andrebbero in vacanza o a troie
          yo!!!

          • l’uomo tigre

            il discorso sulla satira in effetti è molto complesso, e molto interessante se si lavora sul limite.
            e concordo su molte cose che scrivi.
            MA
            quello che hanno fatto con la produzione che poi ha firmato questo tipo, è utilizzare il linguaggio della satira senza essere alla fine satira. quindi futile totalmente inutile e anche peggio.
            A CHI CAVOLO INTERESSA TRE ABORTI APPESI (CHE NON SONO NESSUNO ) SU UN ALBERO DI UNA PIAZZA MILANESE???????????
            o queste altre cose?????
            E se analizzate bene questo approccio alle cose ce lo hanno proprio i borghesi quando pensano di creare di essere creativi.
            Ed è questo una prova maggiore che il tipo è un invenzione…
            ricordo quando sdraiato sul divano di questa poveraccia che lo manteneva, a gambe distese e incrociate, braccia sollevate dietro la nuca… diceva: mi sento un parassita, perché ogni cosa che faccio e sempre la riflessione di un altro… ma perché non ho idee?

            era agli inizi, molti lo consideravano uno stupido, (ricordo i commenti di molti mercanti e collezionisti importanti che oggi lo sostengono) era ultimo di una lista di artisti che presidiava il panorama Milanese / Italiano, i piombinesi, Kufaman, Arienti ecc,,,
            a pari livello ai tempi anni o forse poco più considerato c’era anche un pittore Bonami (si era un artista… e che artista,).
            ogni tanto scriveva articoli si F.Art (dovrebbero essere rilette il Bonami di allora, molto buffe) le cose per quest’ultimo andavano molto male, e quando Politi gli presento la possibilità di fare l’inviato di F.Art a N.Y.C lui accetto.
            Prese potere negli USA e appena riuscì, cerco in tutti i modi di cancellare tutti gli artisti Italiani che quando lui dipingeva, erano considerati più di lui, molti lavoravano con Mazolli, Casoli… Minini
            ad eccezione di uno…
            uno con meno dignità…
            uno con meno amore per quello che firmava…
            uno che fino ad ora dei giochi che firmava non era così convito…
            uno che si invento un sacco di frottole da raccontare per farcire la sua storia…
            indovinate chi?
            questo
            proprio lui C
            e Bonami affiatato con Polliti incominciarono… la speculazione

  • antonio (INOKI)

    Mi par di capire che se comincia a parlare gente con un minimo di cervello e di conoscenze il “fenomeno” Luca Rossi viene parecchio zittito.
    Peccato che si debba perdere tutto sto tempo….

  • l’uomo tigre

    cosa preziosa il tempo, ne stiamo dedicando tanto in questo posto, spero che serva a qualcosa.
    non resterò molto a scrivere qua anche perchè come ho detto conviene lavorare, o aprire noi un sito più pulito e magari i guadagni utilizzarli a fini costruttivi.

    quella dell’isola dei famosi è vera, autentica se si pensa al personaggio non è così gag. ridicolo vederlo avvicinarsi alla Ventura, io l’ho visto in una festa, si appostava il ragazzotto, poi ha dovuto far saper a tutti che nuotava molto per creare associazioni…

    oggi pomeriggio avevo 4 cose importanti da fare, ne sono riuscito a fare solo 2, questo perchè ho dedicato del tempo ad Artribune, sperando di contribuire ad un risveglio.

    Quanti improvvisati, arrampicatori, e arruffoni ci sono in questo settore, arte contemporanea………… che parola?!! è triste ma oggi l’arte non ha nessun ruolo nella nostra società, solo intrattenere con pagliacciate di impiegati leccaculo mascherati da clown.

  • Hai letto Luche’ , vedremo il nostro asso in Tv con la mamma che fa il tifo e rimbrotta i tamarri dello studio , mischinetti , costretti a portarsi il dizionario da casa per decifrare il suo linguaggio da salotto.
    Oh luche’ per te e per noi è una Bella notizia così diventi spettatore dell’ isola per un po’ di tempo ti togli dai coglioni.
    Guarda di non scambiare i segni dell’isolamento per stimmate eh che con te tutto è possibile.
    Ciao mi e sorridi .

  • jjj

    sarebbe bello se si appendesse e lanciasse la sedia lontano dai piedi…cattelan ha rotto il cazzo!!! alla fine è l’artista più quotato dai borghesi…cioè tra i miei amici che si interessano un po’ della materia lui è l’unico riconosciuto da quelli che comprano…beato lui però a me mi fa cagare…tutto quello che fa mi pare di averlo già visto oppure è così ovvio…
    caro/a hm non lo sapevo (anche perchè poi non seguo il gossip) ci credo ma forse non è ancora abbastanza famoso tra i cassaintegrati e le casalinghe
    yo!!!

  • jjj

    vorrei dire un’altra cosa che magari non è proprio pregnante: ma secondo voi come può essere un artista uno con dei capelli conciati a quel modo? non dico che ogni artista dovrebbe essere un beatnik o uno stravagante ma un minimo di personalità ci vuole e la personalità o meglio il fottersi dei dogmi si vede prima di tutto dai capelli di una persona e (secondo voi) uno che porta i capelli come il cassiere della banca o del commesso della macelleria potrà essere un artista?
    rega va bene che si fa per parlare e perchè non ho sonno ecc. ma un artista deve credere nella sua unicità se no è un pubblicitario che ha bisogno di far comprendere il prodotto che vuole vendere e essere compreso dalle masse…però nell’italia più ignorante di sempre ci sta l’artista della non libertà l’artista amato da quelli che vanno a fare l’aperitivo con le scarpe di legno e si sentono alla moda dicendo cattelan…ok che il gusto per l’arte è soggettivo ma la coercizione no
    yo!!!

    • hm

      sta roba dei capelli è una gran cazzata, casual forever .

      • jjj

        per me uno pettinato è un ragioniere non uno che si dice artista ma probabilmente cattelan è un ragio che scopiazzando qua e la rende pubblici lavori di altri dichiarandoli suoi…quanti ce n’è? quasi tutti i famosi copiano da meno famosi e poi espongono col loro nome…poi c’è il problema della razza come a hollywood
        yo!!!

  • RALPH HOFMANN

    ANCHE MADONNA NON SA CANTARE NON SA BALLARE MA HA SAPUTO ESSERE MANAGER DI SE STESSA CATTELAN NON SAPRÀ ESSERE BACON MA DI CERTO HA SAPUTO ESSERE MANAGER DI SE STESSO! NON BISOGNA SAPER FARE TUTTO MA SAPER VENDERE FUMO E LA GENTE VUOLE ILLUSIONE! CATTELAN È ILLUSIONE E FUNZIONA ARTE O MENO L IMPORTANTE È CHE SE NE PARLI

    • hm

      sì ma anche tronchetti provera e steve jobs (spacciato da politi come artista) hanno saputo essere manager di sé stessi . e a me che cazzo me ne frega? il ‘bene male purchè se ne parli’ è una teoria ampiamente smontata da anni, nell’era di internet è stata definitivamente sepolta .

  • RALPH HOFMANN

    CE ANCORA GENTE CHE APPENDE OPERE ALLE CATENELLE CE ANCORA GENTE CHE CREA REALISMO CE ANCORA GENTE CHE VIVE NEL PASSATO ED È VECCHIA SIA MENTALMENTE CHE FISICAMENTE OK IO MAURIZIO LO TROVO GENIALE OK LE SUE OPERE SONO OPERE CHE OGNUNO POTREBBE AVER FATTO MA VOI L AVEVATE PENSATO?? LE IDEE SIGNORI LE IDEE E POI L ARTE NON HA LIMITI OK ARTE PUÒ ESSERE ANCHE STARE IN SILENZIO AL BUIO SOLI IN UNA STANZA! BRAVO MAURIZIO!

    • ralph lauren

      ripigliati

    • jjj

      d’accordo

    • hm

      – LE SUE OPERE SONO OPERE CHE OGNUNO POTREBBE AVER FATTO MA VOI L AVEVATE PENSATO?? –

      è bene non sprecare il tempo a pensare a banalità di bassa lega quando non direttamente scopiazzare a man bassa . se fai un buco di 10 metri nel pavimento di una galleria e lo spacci come opera d’arte non sei figo, stai solo rappresentando il vuoto che hai nel cervello dovuto al fatto che sei un roditore (un ratto o una talpa cieca) abituato a nascondersi fingere dissimulare e scavare per non essere sbranato da esseri superiori a te .

  • l’uomo tigre

    il discorso sulla satira in effetti è molto complesso, e molto interessante se si lavora sul limite.
    e concordo su molte cose che scrivi.
    MA
    quello che hanno fatto con la produzione che poi ha firmato questo tipo, è utilizzare il linguaggio della satira senza essere alla fine satira. quindi futile totalmente inutile e anche peggio.
    A CHI CAVOLO INTERESSA TRE ABORTI APPESI (CHE NON SONO NESSUNO ) SU UN ALBERO DI UNA PIAZZA MILANESE???????????
    o queste altre cose?????
    E se analizzate bene questo approccio alle cose ce lo hanno proprio i borghesi quando pensano di creare di essere creativi.
    Ed è questo una prova maggiore che il tipo è un invenzione…
    ricordo quando sdraiato sul divano di questa poveraccia che lo manteneva, a gambe distese e incrociate, braccia sollevate dietro la nuca… diceva: mi sento un parassita, perché ogni cosa che faccio e sempre la riflessione di un altro… ma perché non ho idee?

    era agli inizi, molti lo consideravano uno stupido, (ricordo i commenti di molti mercanti e collezionisti importanti che oggi lo sostengono) era ultimo di una lista di artisti che presidiava il panorama Milanese / Italiano, i piombinesi, Kufaman, Arienti ecc,,,
    a pari livello ai tempi anni o forse poco più considerato c’era anche un pittore Bonami (si era un artista… e che artista,).
    ogni tanto scriveva articoli si F.Art (dovrebbero essere rilette il Bonami di allora, molto buffe) le cose per quest’ultimo andavano molto male, e quando Politi gli presento la possibilità di fare l’inviato di F.Art a N.Y.C lui accetto.
    Prese potere negli USA e appena riuscì, cerco in tutti i modi di cancellare tutti gli artisti Italiani che quando lui dipingeva, erano considerati più di lui, molti lavoravano con Mazolli, Casoli… Minini
    ad eccezione di uno…
    uno con meno dignità…
    uno con meno amore per quello che firmava…
    uno che fino ad ora dei giochi che firmava non era così convito…
    uno che si invento un sacco di frottole da raccontare per farcire la sua storia…
    indovinate chi?
    questo
    proprio lui C
    e Bonami affiatato con Polliti incominciarono… la speculazione

    • Cristiana Curti

      Io non vedo proprio Bonami fine speculatore, né queste grandi possibilità di acuto investimento del “duo nuocere”… la questione mi pare più complessa del palchetto modesto di casa nostra. Limitarla al nostro cortiletto è fuorviante, perché le dimensioni del successo di Cattelan sono globali e questo pretende un’osservazione un poco più approfondita dell’unico “nostro” che ha valicato davvero i confini nazionali avendo successo negli ultimi vent’anni. Non nomino Vezzoli perché davvero non ci riesco…
      Fra l’altro, come mentore, mi pare che Gioni (anche se giovane) abbia fatto di più per Cattelan che Bonami, almeno il primo non avrebbere mai organizzato una retrospettiva così miserabile a Milano, piegandosi a destra e a sinistra e anche di sguincio.

      • Davide W. Pairone

        però Cristiana se occorre interrogare in profondità il successo internazionale di Cattelan al di là delle personali idiosincrasie allora bisogna farlo anche con Vezzoli, no?

        • Cristiana Curti

          Verissimo, anzi Vezzoli, per me, rappresenta ancor più un’anomalia per un “normale” cursus honorum artistico.
          Io non ho poi personali idiosincrasie, e distinguo, in Cattelan, fra una serie di opere decisamente interessanti e persino geniali (Permanent Food, lo sai, ne abbiamo già discusso) soprattutto in relazione agli anni in cui erano concepite e altre che lasciano il tempo che trovano perché stanche ripetizioni di gesti passati. Il punto più basso – secondo me – è forse quello che invece veniva considerato abbastanza favorevolmente da pubblico e critica, ovvero la serie di marmi (All) presentati da Pinault qualche anno fa nell’unica mostra decente di Bonami che abbia visto. Ma qui non stiamo parlando del mio gusto personale.
          La “fortuna” di Vezzoli, sotto certi aspetti simile a quella di Cattelan ma più limitata a certe evoluzioni del gusto, più che della teoria artistica, è però un fenomeno che ancora attendo di capire, anche perché – in tutta franchezza – mi pare attualmente un poco in ribasso (il che mi farebbe pensare davvero a un episodio), ma forse mi sbaglio.

      • hm

        secondo me tra vezzosi e copialand è meglio vezzosi . finora è stato molto più coerente in quello che ha fatto, nonostante non mi piaccia e non mi interessi apprezzo di più il suo pop parodistico e caricaturale dell’attention whorismo random di copialand . riguardo al successo che dire, hanno un mega successo anche shakira e justin bieber . potresti iniziare ad analizzare quelli per spiegarti altri tipi di successo .

        • SAVINO MARSEGLIA(artista)

          Caro hm, le carni degl’artisti sono diverse, ma tutte commestibili. Ci sono diversi tipi di carni da mangiare: ci sono artisti bovini, suini, ovini, caprini, bufalini, equini, ecc..

          In generale, sono tutte carni apprezzabili e commestibili. Da questa lista c’è solo un tipo di carne da escludere, quella di bufaloni/buffoni di corte, perchè risulta molto indigesta allo stomaco e inguardabile alla vista…

          • hm

            secondo me la peggiore è la carne di topo (quella di banksy e degli streetculartisti degli ultimi 10 anni tipo ericalacagna bu etc) . mi fa ribrezzo al solo pensiero .

        • Cristiana Curti

          Concordo, del resto anche Botero spopola – e non solo fra i ricchi borghesi settantenni…

          • Elena Prisco

            Botero e Cattelan, in effetti si assomigliano nella produzione : due artigiani della serie in edizione limitata di bamboloni e bambolette, molto ricercate nel mercato dell’arte!

      • lucio

        in vece no Cristina, Bonami è proprio cosi, lei lo conosce personalmente Bonami?
        grazie all’Uomo tigre sono riuscito a ricostruire una storia che conoscevo solo per pezzi, mi mancava la partenza, è incredibile ma questi proprio con con il pacchetto di casa nostra sono riusciti a rapportarsi con situazioni internazionali.
        Daltronde anche all’estero le cose non sono cosi diverse in certi ambienti.

        Ricordiamoci che un noto collezionista francese che cerco a Parigi di farsi affidare un palazzo per aprire la sua collezione, fu solo soddisfatto da noi italiani, a Venezia, e chi è stato ad aiutarlo fu Bonami, e tra le attività di proprietà del francese c’è una delle due case d’aste d’arte più importanti, dove il nostro mister C. ha battuto i suo pezzi a cifre non giustificate.
        L questione del palazzo parti molto tempo addietro, non quando fu aperta la collezione…….. chiaramente e le offerte e sevizi a questo enorme personaggio francese furono svariati e importanti.
        Non sapevo che Bonami faceva l’arista, ma comunque queste cose lui le sa fare, Gioni il giovane suo assistente (cosi incominciò) quando fu il suo turno fece tanto con C. perche era l’unico modo per raggiungere risultati importanti.

        quello che mi fa innervosire, è che anche nell’arte abbiamo uno che ci rappresenta nello stesso stile di Berlusconi.
        quanti artisti e curatori stranieri ci deridono per Cattel, e per Berlusconi, un parallelo giusto che mi fece notare un gruppo di artisti viennese, che si stupiva come noi italiani con tradizioni storiche, di cultura, arte, lotte sociali e popolari, avessimo in questi ultimi anni eletto come rappresentanti di noi, persone così brutte, dementi, cattivi e ignoranti.

        il successo di Cattelan, lo conosciamo dai…. ridimensioniamo le cose per quello che sono, non ho mai apprezzato l’opera di un artista per il successo mediatico (dato che questo da anni è tutto deformato) o per il suo valore economico.
        io come collezionista ricerco il senso della ricerca che l’artista affronta nell’arco della sua attività.

        le trovate, non le tengo in considerazione.
        grazie

    • Caro Uomo Tigre, non dubito che tu conosca bene e “da vicino” queste vicende permettimi però tre osservazioni
      Scrivi: “Prese potere negli USA ” … e questo (anche se “potere” è probabilmente una bell’esagerazione) è noto a tutti ma il punto sarebbe, casomai, quello di analizzare perché, come, con che meriti o demeriti e soprattutto in virtù di ché è riuscito a conservare tale posizione sino ad oggi.
      Scrivi: “Bonami affiatato con Polliti incominciarono… la speculazione” … onestamente anch’io, come Cristiana vedo poco “il Bonami speculatore” inoltre, se ricordo bene, i rapporti tra Politi e Bonami, dopo che aveva cessato di collaborare con Flash Art, erano tutt’altro che idilliaci, anzi mi pare che fossero proprio pessimi e, ancor oggi, mentre Politi ostenta, tutte le volte che gli capita, ammirazione per Bonami, suggerendo, per altro, che in fondo l’ha scoperto ed “instradato” lui, Bonami non ha mai mostrato gran simpatia o stima verso Politi e solo recentemente pare si sia “riaperto” un certo “dialogo” tra i due.
      Infine, certamente Cattelan è stato “promosso” sia da Bonami che da Politi ma non credo proprio che questo possa essere considerato motivo sufficiente alla sua affermazione internazionale, non dimentichiamo che, all’estero Flash Art (Italiana) è, oggi, letta da due gatti e Flash Art (International) forse da tre.. figuriamoci all’epoca!!
      E, quanto a Bonami, pur essendo ben noto ed affermato (come curatore-direttore) non si può certo dire che abbia, o abbia avuto, una reale influenza sulle scelte e sugli orientamenti della critica (men che meno sul “mercato”) d’oltreoceano.
      Temo proprio che quel che tu hai scritto non “spieghi” affatto il fenomeno.

      • lucio

        non sono d’accordo,
        Tigre ha ragione
        nelle suo osservazioni ci sono diverse contraddizioni, oggi Flash Art non è letta e oggi Politi sta perdendo vistosamente colpi.
        Ma ai tempi la rivista era veramente una bibbia sia per l’italia che per l’estero e se qualcuno si doveva confrontare con il panorama Italiano si andava da Politi alla sua redazione……. e quanti giochi sono stati fatti, e lo sappiamo tutti che Politi e Bonami erano annodati in progetti ormai avviati, anche se avevano convergenze.
        Cattelan è un ragazzo adoperato per un gioco basato tutto sul commerciale.
        Dire il contrario significa avere interessi.
        Ed è nel metodi del progetto C avere più persone che nell’anonimato opera a favore del valore delle valore economico.
        E come si era presupposto il progetto non è finito, era anche questo prevedibile ma chissà perchè questa stupidata fa notizia.

        • Caro Lucio, come ho già detto ad altri, chi io sia è evidente a chiunque possa essere interessato a saperlo, dato che uso il mio nome e cognome e non uno pseudonimo. È quindi estremamente facile accertare il fatto che io non ho “interesse” alcuno in questa vicenda.. Quel che ho detto prima lo riassumo e lo ribadisco:
          – interessanti le “notiziei” che l’uomo tigre fornisce ma:
          – non c’è una spiegazione del come e del perchè Bonami, allora semplice corrispondente di Flash Art a NY sia diventato “potente” (forse sarebbe più corretto dire abbia ottenuto forte credibilità ed incarichi di grande importanza) negli Stati Uniti e non solo
          -una “combine” speculativa Politi-Bonami che, visto il “carattere dei due personaggi, personalmente, ritengo poco probabile per la rottura piuttosto “secca” intervenuta all’epoca, non mi pare possa, da sola, rappresentare la condizione necessaria e sufficiente per spiegare il successo internazionale di Cattelan
          Semplicemente tutto qui.

          • angela carrera

            ma come, gli interessi da Bonami e Politi erano gli stessi, in quegli anno hanno fatto tutto per i loro interessi.
            La rivista era seguitissima Politi aveva un potere assoluto o eri con lui e lavoravi o se eri contro non esistevi nemmeno, nessuno si poteva permettere di contraddire le sue decisioni.
            Chi voleva fare le cose in italia doveva confrontarsi con Politi e se uno straniero voleva confrontarsi con il mercato italiano si passava da Politi.
            Questo valeva per tutti i curatori italiani.
            Tutta la credibilità ottenuta da Bonami era sostenuta dalla nostra rivista Italiana, e se poi i due compagni di merende hanno litigato è perche forse la torta o le torte non sono state spartite come ogni uno di loro avrebbe voluto.
            L’uomo tigre sta svelando cose che non bisogna sminuire per creare attenzione sul proprio nome.
            Solo oggi possiamo parlare di cose che hanno rappresentato per anni volgari sopprusi alla cultura.

          • Cara Angela Carrera, lungi da me l’idea di “sminuire” le i formazioni de l’uomo tigre, al contrario, la mia è casomai una richiesta ad ampliarle ed elaborarle!
            Negli anni del successo Statunitense di Cattelan io ero, per motivi affatto differenti dall’attività artistica, molto spesso a NY e, per mo interesse e passione personale, frequentavo anche il mondo dell’arte e ti posso garantire che Politi era un nome non dico sconosciuto ma certo conosciuto a pochi e per nulla autorevole, all’epoca, e non solo allora i “nomi” Italiani noti ed autorevoli erano Dorfles, Celant e. a debita distanza, Oliva.
            Sará vero, come voi dite, che iCi mancherebbe altro che te ne volessi, caro effe ci. Prima nel citare nomi ho ricordati quello che, a memoria mia, avevano collaborato o avuto relazioni piú strette con Nespolo ed il termine “manciata” stava, ovviamente per un piú formale “una decina” .
            Il giudizio sulle opere di Nespolo è ovviamente libero e soggettivo (quello piú tecnicamente critico mi pare che, entrambi, possiamo lasciarlo a chi “critico” lo è veramente ed io c’ero non lo sono… non so tu). Nel cinema, per esempio, come giustamente ricordato anche nell’articolo, Nespolo fece allora cose tutt’altro che secondarie o marginali e ti posso garantire che tra i nomi che citavo alcuni (quelli ancora in vita) ancor oggi ti descriveranno il Nespolo di allora come “uno di loro” e non certo un “mediocre” (era questo l’aggettivo che mi aveva spinto a replicare, ricordi?)
            n Italia Politi facesse il bello e cattivo tempo e che per “operare” in Italia occorresse rapportarsi con lui ma, qui, stiamo parlando, mi pare, di “operazioni” avvenute non in Italia ma all’estero.
            Comunque, lo ripeto ancora
            , la mia è una richiesta di approfondimento e non una negazione di quanto affermato da te o dall’uomo tigre.
            Quanto, infine, al sospetto di “voler portare l’attenzione sul mio nome” (??) ti posso assicurare che sei totalmente fuori strada: non sono un critico né un curatore né uno storico dell’arte e non ho alcuna velleitá in proposito; non sono, purtroppo, un “giovae artista” e quel po’ di “attenzione” che il mio nome ha, negli ambienti in cui vivo ed opero mi basta ed avanza! Sono solo, molto semplicemente, curioso di meglio conoscere, sulla base di fatti e non su affermazioni enunciate ma non elaborate, una “storia” cui ho assistito da semplice spettatore, allora, non particolarmente interessato ad approfondirla.

          • …chiedo scusa, oltre a qualche errore di battitura, nella mia replica si è inserito un “pezzo”di altro commento, vi prego di, dopo “Sará vero come dite voi che”, cancellare da “iCi mancherebbe…” sino a “… ricordi?) n” e sostitute con “in”. Grazie!

  • Nel 2009 i Triple Candi hanno realizzato “Maurizio Cattelan is Dead, Life&Works 1960-2009” io ho trovato molto interessante rileggere il testo introduttivo di questa mostra
    http://www.triplecandie.org/Archive%202009%20Maurizio%20Cattelan.html
    alla luce della sua prossima, ultima (?), mostra e dell’annunciato suo ritiro dalla pratica attiva dell’arte.

  • angela carrera

    insomma basta vedere tutti il lavoro di Bonami, e poi Gioni per vedere che corrispondeva a quello di Politi.
    E cattelan c’era sempre.
    I fatti bisogna solo vederli esistono da ormai 20 anni.
    a NYC coi sono da 35 anni e le assicuro che si è vero che c’era Celant (che avvio la cosa un suo collaboratore fu proprio Bonami) e c’è tutt’ora anche se con meno rilievo oggi, ma Politi era l’unico ponte mediatico per l’arte, una dogana cui nessuno poteva evitare.
    Se fossimo più attenti tutti, scopriremo che questa storia di Cattelan, è ridicola come le opere che sempre ha presentato, cose fatte 10/30 anni prima da artisti che veramente avevano una ricerca, ed è vergonoso che ancora e ora in modo globale si parli di una cosa simile, qui a NYC nessuno prova piacere a palare di Cattelan, tutti gli artisti che conosco, il mondo colto, intellettuale e soprattutto i giovani non riconoscono in questo nostro fenomeno niente di interessante, anzi in modo disilluso hanno riconosciuto l’inganno, e sanno che è solo questione di affari, affari di potenti.
    io onestamente mi vergogno di essere italiana se penso alla politica e all’arte nostra di oggi.

    Carrera

    • Come è difficile farsi comprendere!
      I fatti sono :
      – il successo di Cattelan è stato decretato all’estero (US in particolare) e non in Italia
      – il collezionisti che hanno speso milioni per acquistare i suoi lavori sono, prevalentemente, stranieri e non Italiani
      – il museo che gli dedica una mega-retrospettiva è Statunitense e non Italiano
      – gli US, critica e, soprattutto, mercato, non sono mai stati (neppure ai tempi dell’Arte Povera o a quelli della Transavanguardia) particolarmente “attenti” all’arte Europea e men che meno a quella Italiana
      Questo premesso, il “fenomeno” Cattelan è tutto e solo merito della “cricca” Politi-Bonami-Gioni?
      Se è così:
      – o si afferma che Politi, Bonami, Gioni sono le tre personalità più “potenti”, ascoltate ed apprezzate dell’intero MONDO dell’arte contemporanea degli ultimi quarant’anni (cosa che onestamente mi pare piuttosto ridicola)
      – o si spiega (non con mere affermazioni ma con fatti ed eventi) come questo “trio” possa essere riuscito in tale intento.
      Se lei o l’uomo tigre, avete delle risposte, credo, che interesserà a molti leggerle, a me certamente.
      Se non le avete o non intendete condividerle, pazienza, ci terremo la curiosità e le nostre opinioni.

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Caro Luciano, il Guggenheim di New York con le sue filiali nel Mondo si è trasformato in una grande multinazionale dell’arte in cui molti collezzionisti ne fanno parte a pieno titolo. La sua formula primaria è che l’arte è una merce come tutte le altre e quindi vanno vendute. Le pupazzate di Cattelan rientrano ad hoc in questo perverso pamphlet …

        • Caro Savino, rimane il fatto che esso è una Istituzione straniera e non Italiana e questo era il punto quando, sopra, affermavo che il “fenomeno” Cattelan è un fatto che si è originato, si è alimentato e si continua ad alimentare, in via assolutamente prevalente, all’estero e non in Italia.
          Personalmente, non essendo e non volendo essere un critico, non esprimo giudizi sul suo lavoro. Ci son cose che mi piacciono, altre che mi piacciono meno, altre ancora che non mi piacciono affatto, ma siamo, come vedi, al “mi piace/non mi piace”. Leggo attentamente le critiche e cerco di acquisire concetti ed analisi per mia cultura personale ma sono intimamamente convinto che, per leggere un giudizio criticio profondo e motivato, dovremo attendere ancora molti anni e, questo, non solo per Cattelan.

          • SAVINO MARSEGLIA (artista)

            I PUPAZZI DI CIOCCOLATA DI CATTELAN SONO MOLTO GUSTOSI!

            Caro Luciano, dici bene: “bisogna aspettare molti anni” per avere un giudizio dalla storia – sulla validità o meno dell’opera di un artista -. io dico che questo giudizio è sempre un privilegio che contraddistingue le classi superiori, cioè: la la classe culturale vincente che decreta la validità o meno dell’opera di un artista.

            Devi sapere (tanto per citarne uno) che l’opera di un genio come Leonardo da Vinci è stata valorizzata nell’Ottocento. Ma non sempre questa “classe superiore” è obiettiva nei suoi giudizi critici. La storia lo dimostra ampiamente.

            Per quanto riguarda il successo di Cattelan all’estero, questo non giustifica la validità della sua opera. Anche le cucine (Scavolini) hanno ampio successo commerciale all’estero. Purtroppo, Il vero nuovo nell’arte è ancora da costruire…, e nel caso specifico di Cattelan, le sue pupazzate fanno il verso a tanta anti -arte messa a segno da ben agguerriti e temuti artisti dadaisti.

            Le opere di Cattelan non fanno neanche il solletico alle galline: sono troppo piacevoli e divertenti, e si possono gustare come pupazzi di cioccolata. Ma qui parliamo di gusto nell’arte e non di estetica, che è tutt’altra cosa! Il Guggenheim, sicuramente, alzerà a livelli stratosferici il prezzo delle sue opere e i visitatori non saranno affatto sorpresi, i collezionisti si!
            con stima.

          • Caro Savino, il discorso su chi scrive la storia e come, interessantissimo per altro, ci porterebbe davvero molto lontano e richiederebbe uno spazio spropositato. Magari, quando, a mesi, torno al “paesello” io porto una pagnotta di Altopascio, una soppressa lucchese ed un bel pezzo di lardo di Colonnata e ti vengo a trovare a Fiesole, oh! Tu ci metti un fiasco di Gallo Nero ed una finocchiona eh! Detto ciò mi preme che ti sia chiaro che non mi è mai passato per la mente di fare un’equazione che rifiuto e contesto ma, l’argomento era quello del successo di Cattellan che veniva pesentato come risultato di una operazione tutta Italiana (Politi-Bonami-Gioni) “imposta” all’estero : tesi questa che non mi convince e che chiedevo venisse meglio motivata ed argomentata con fatti ed evidenze.
            Sono perfettamente d’accordo quando dici che Cattelan non è certamente un artista “contro” (ma non mi pare abbia neppur mai sostenuto di esserlo e non credo che un artista debba essere necessariamente “contro”). So bene che molti dei suoi lavori riecheggiano (e qualcheduno più che riecheggiare decisamente copia) precedenti lavori altrui o loro concetti (ma non è nè il primo nè l’unico) ed invece, per me, l’originalità è, nel mio lavoro, elemento che ritengo essenziale (ma la critica non ha mai ritenuto l’originalità di un lavoro elemento essenziale al suo valore artistico). Non ostante tutto ciò ci sono dei lavori di Cattelan che mi piacciono e, più in generale, trovo in lui una vena d’ironia anche nel trattare un argomento che, evidentemente lo ossessiona, come quello della morte e la capacità, rarissima al giorno d’oggi, di ridere di se stesso e non prendersi troppo sul serio.
            Ciao Savino… e prepara la tavola!!

          • scusa è saltato un pezzo : dopo equazione aggiungi ” successo(valore economico)=valore artistico “.

  • LorenzoMarras

    Luciano l’argomento non verte intorno al successo Cattelan. Discorrerne sarebbe un non senso. E’ ovvio che , seppure visto nel nostro ristretto ambito, possiamo parlare di successo eminentemente economico ma, particolare NON trascurabile, gia’ stabilito in partenza e senza nessuna aleatorieta’ dal
    momento che quei compratori (gli investitori) avevano a che fare con una merce gia’ profilata (detto terra terra scambiabile – liquidabile).
    I nomi che hai citato , in se , non li ho mai ritenuti dei potenti ma , egregi funzionari dell’intero meccanismo dove , non si entra tanto nel merito, ma solo nelle strategie atte a conservare e sviluppare quei i “valori” che ogni realta’ che porta il nome di “merce” veicola.
    L’ambito artistico, ovvero, non sfugge a quelle che sono le dinamiche di appropriazione, su scala planetaria e cosi, smette definitivamente la sua “missione”; Cattelan stesso nonostante alcuni discorsi discutibilissimi di alcuni qui dentro, come Rossi Luca, non ha mai fatto mistero di NON essere affatto interessato ad una cultura artistica “CONTRO” , insomma di non essere un “ribelle”.

    Cio’ che mi ha sempre interessato non è tanto, comunque, il “cattelan” in carne ed ossa ma la discorsivita’ celebrativa dei suoi fedeli perche’ li Detesto profondamente tutti e perche’ dietro ognuno di loro trovi spesso la figura di uno sgherro predisposto alla vigliaccheria piu’ abietta.

    L’altroieri ero a una partita di calcio , si tra ragazzi delle giovanili ed i tifosi erano rappresentati dai genitori dei ragazzi , ebbene a parte le giustificabili emotivita’ dipese essenzialmente dal momento cosi’ gravido di tensione , come possono esserlo tutte le manifestazioni sportive… quello che mi ha fatto impressione è la cecita’ beninteso collettiva, a giudicare anche le cose piu’ insignificanti come una sfera che esce vistosamente fuori dal campo e naturalmente la ferocia espressiva che l’accompagna.

    L’ambiente delle Arti visive è, per certi versi, lo stesso con un aggravante che trovo NON secondaria. Mentre in uno sport come quello, puoi cogliere il palese deficit ….si insomma…. culturale ..che puoi riscontrare con estrema facilita’ , qui invece che il livello conoscitivo è senza alcuno dubbio, di altro spessore , e’ comunque tale da non giustificare i medesimi eccessi.

    • Caro Lorenzo, le tue argomentazioni sono, come sempre, molto interessati ed indubbiamente più meritevoli di discussione che non dei semplici “fatti di cronaca”.
      Ma le mie repliche erano dirette alla sedicente angela carrera che mi ha accusato di voler, per desiderio di visibilità personale, “sminuire” la narrativa de l’ uomo tigre (che buffo doversi giostrare tra tutti questi nomi come in un cartoon pastiche) mentre io avevo chiesto solo di elaborare delle affermazioni che, così come riportate, risultavano pure “enunciazioni” di fatti che non sono accadimenti banali e quotidiani e quindi appaiono sorprendenti come : Bonami andò negli US e divenne potente (come? Perché. In virtù di che?quali le influenze che esercitò con successo per definirlo “potente”?) o che paiono contraddetti da fatti noti : Politi e Bonami di comune accordo iniziarono la speculazione (ma se erano, all’epoca, cane e gatto! Era tutta una “messa in scena”? Quali sono le evidenze che lo suggeriscono? Avevano davvero il potere di influire così pesantemente su un mercato notoriamente piuttosto xenofobo?). Detto questo, poi, hai ragione tu, in fondo questa è cronaca… ma anche la cronaca ha la sua importanza e sarebbe davvero utile poterla ricostruire chiaramente è già così difficile avere un’idea corretta degli accadimenti recenti, se poi vengon meno le testimonianze e le evidenze …allora siamo fritti!

      • Luciano ho letto le affermazioni della Carrera e i cui contenuti , cosi come sono esposti non sono una novita’, nonostante chiami in causa L’uomo Tigre.
        Quello che ho voluto rimarcare è che in un ambito come quello del mercato riguardante le arti visive è piuttosto problematico Individuare responsabilita’ legati alle persone ovvero che Tizio caio oppure Sempronio rivestono un ruolo determinante.
        Ci sarebbe anche da ridere se interpreto con correttezza lo spirito di un Politi , con una certa paradossalita’ , penso, che egli potrebbe essere anche lusingato essere pensato come persona che detiene un qualsivoglia potere. Ma questo genere di “”potere””, caro Luciano, e bada, non a caso gli metto le dovute virgolette ha la sua valenza solo con i cretini (e purtroppo sono tanti) che pensano che una relazione come la sua possa aprire chissa quale sesamo.

  • Concludo Luciano, significandoti che se esiste un autentico potere (apparte il fatto che sicuramente non è di casa nostra) questo, attiene esclusivamente
    a tutte quelle fasi che riguardano la VALORIZZAZIONE del “manufatto” Cattelan ed i cui esiti vanno oltre la sua persona.
    Voglio dire , che la persona in carne ed ossa , non puo’ assolutamente governare quelli che sono i trend valoriali della sua opera ma li puo’ solo subire. E questo vuole anche dire che tutti gli atti legati alla sua esistenza come abbandoni – eventuali crisi depressive – morte e quant’altro non saranno piu’ un fatto strettamente personale ma si riverberanno sulla sua opera come qualsiasi altra star dello spettacolo.
    Ecco perche’ ho sempre fatto un discorso inperniato sulla “metafisica Cattelan” piuttosto che come Cattelan Maurizio proprio perche in quest’ultimo c è quasi come uno spossessamento della di lui persona.

    E’ una merce e come tale adempie alla sua funzione di perfetto feticcio implicante dei conseguenti adoratori e, compratori.

    Ovviamente una merce di lusso, destinata esclusivamente a benestanti che,voglio rimarcare, non sono propriamente degli allocchi ma individui che guadagnano ed anche bene da questa “adorazione”.

    E questo è stato reso possibile solo da chi ha il potere nel governare i valori
    (Van Gogh non ha forse subito lo stesso destino ?)

    • hm

      – Van Gogh non ha forse subito lo stesso destino ? –

      no . non è stato gonfiato a sproposito e oggetto di speculazioni come copialand .

      • Cristiana Curti

        Non sono d’accordo, hm. Van Gogh è il simbolo riconosciuto dell’inizio di una fase eccentrica del mercato dell’arte alla fine degli anni ’80 del secolo scorso i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti oggi.
        Gli estremo-orientali (al tempo, perlopiù giapponesi) acquistavano arte europea dell’800 in modo spasmodico sino a giungere all’eclatante battuta in asta dei Girasoli per una cifra che – nel 1987 – equivaleva a 50 miliardi delle nostre lire.
        Questo è il discrimine. Van Gogh è stato oggetto di “speculazione” – se così vogliamo chiamarla – come, dopo di lui, ogni altro artista che sia sfuggito nelle quotazioni di mercato dai normali termini di comprensione del parametro valoriale.
        Chi stabilisce che Pontormo debba valere meno di Toulouse-Lautrec?
        Il mercato o la storia dell’arte?
        Del resto, screditare, come si è fatto durante gli ultimi trent’anni in Occidente, il ruolo fondamentale della teoria come parte integrante della formazione dei movimenti e delle poetiche artistici ha liberato il campo per altri “operatori del sistema”, e ha permesso di identificare un progressivo o regressivo valore economico con un fenomeno equiparabile ai flusso di “gusto/tendenza/moda”.
        E’ bene? E’ male? Non so dare una risposta univoca. E’ così.
        Prima lo capiamo e lo analizziamo per ciò che è, senza preconcetti, prima riusciamo a modificare, se vogliamo, la scala di valori.
        Cattelan, in questo senso, non è neppure uno dei simboli più interessanti di questo fenomeno.

        • Cristiana Curti

          Aggiungo. Ricordo bene che i Girasoli (acquistati da una compagnia assicurativa giapponese) non furono mai pagati al proprietario interamente. La compagnia fallì e si scoprì che aveva millantato un potere economico che non possedeva o non aveva mai posseduto, per cui dovette restituire al mittente il quadro, che, se non vado errata, fu rimesso in asta alcuni mesi dopo con un risultato ancor più clamoroso del primo. Nel frattempo il “valore” dei Van Gogn (e degli Impressionisti a ruota) era raddoppiato.

          • hm

            @cristiana curti
            secondo me van gogh non è stato oggetto di speculazione, ma di veri appassionati che per aggiudicarselo spendevano di tutto . è molto diverso no? un conto è essere un titolo parmalat, un altro essere un nova sf n.1 (collana di fantascienza di bologna degli anni’70) —> http://www.ebay.it/itm/Nova-SF-n-1-Libra-Editrice-1967-/370551613559?pt=Libri&hash=item564698e877 che su ebay sfiora i 200€ e in blocco va oltre i 1500 € . peggio di dylan dog . divertente che una prima edizione chessò del luminare umberto eco non vada mai sopra i 30€ . ho fatto questo esempio anche per far capire che ci sono aste truccate e aste non truccate (e questa di ebay era pure un’asta privata quindi non affidabile al 100%, anche se più o meno il valore è quello) . poi è anche diverso se a determinare il valore sono 4 persone o 40 secondo me, le aste dovrebbero essere tutte pubbliche o in linea di massima gli artisti dovrebbero fare come hirst che negli ultimi tempi faceva direttamente le aste di sé stesso . non so se le fa ancora però . in ogni caso per me il valore non corrisponde per forza al mercato, non ho mai pensato questo . anche se il mercato (onesto) è sicuramente un indice di valore . una prima edizione di dan simmons su ebay va intorno ai 100 € mentre uno di asimov massimo 10€ . a me asimov ha sempre fatto cagare, ma se ci fai caso da feltrinelli per esempio di fantascienza viene venduto solo asimov, dick ed herbert . al massimo adams . in base a cosa? solo perchè sono i più venduti (dick è sicuramente venduto e di moda, ma sugli altri ho molti dubbi) o per altri motivi? inoltre non ho capito se imputi il valore raggiunto da van gogh sul mercato esclusivamente ai giapponesi, mi sembra molto riduttivo . van gogh è diventato simbolo di arte universale, lo conoscono anche gli analfabeti .

          • Cristiana Curti

            @hm. Il mercato non è onesto o disonesto. Il mercato è mercato. Domanda e offerta. E’ drammaticamente semplice e trogloditico. Un mio amico broker dice “la quantità di denaro (anche virtuale) è sempre la stessa, si sposta solamente. Quando dicono “il mercato ha bruciato xyz miliardi di euro” non è vero. Si è solo spostato da un più a un meno ma in quel meno c’è il più che manca al diagramma superiore ed è in tasca a qualcun altro”.
            La speculazione su Van Gogh non è indice di svalutazione “morale” di Van Gogh. Gli impressionisti per tutto il Novecento hanno costuito il parametro su cui si incardinava l’arte del momento (o per rifiutarli o per omaggiarli). Non a caso è solo da una decina d’anni che il mercato si è un poco acquetato da quelle parti, perché si sta rileggendo la storia dell’arte con uno scarto più avanzato nel tempo.
            Comunque è probabile che tu non abbia assistito all’arrembaggio di Van Gogh e degli Impressionisti della fine anni ’80, ma io sì. E siccome ero forse giovane come tu sei ora mi ritrovavo a fare le tue stesse considerazioni. Ciò non vuol dire che mi sono assuefatta, ho solo capito che il fenomeno della valutazione economica di un un’opera d’arte (piuttosto casuale, ancorché spinta da ottime ragioni storico-artistiche) è questione che ha poco a che vedere con l’artisticità (la qualità artistica). E che non impedisce di poter affermare ancora “questo mi piace o questo no” indipendentemente dall’attenzione mediatica che si crea intorno all’oggetto di speculazione.
            Hirst è stato l’unico a “fare asta di se stesso”, ma ha rischiato grosso e non ha più ritentato. La vendita non è andata del tutto come sperava (aveva appena raggiunto vette straordinarie, pilotate da Saatchi, che si stava liberando di molti YBA degli anni ’80 per andare a veleggiare altrove, in pittura). C’è stata qualche sorpresa e qualche strano invenduto, anche se nel complesso ci guadagnò parecchio lui e la casa d’ìincanti…
            Ma non ci si improvvisa mercanti di se stessi. Ho sempre ammirato chi sa vendere, io non riuscirei a convincere un ghanese ad acquistare un condizionatore.
            Ma amare l’arte e essere felici di apprezzarla è altra questione. Non confondo le due sfere e non mi sento offesa da nulla né viro la mia idea su un artista solo perché ha avuto un buon esito in asta. Anche se il fenomeno, quando diventa importante, mi può interessare.

          • hm

            – “la quantità di denaro (anche virtuale) è sempre la stessa, si sposta solamente. Quando dicono “il mercato ha bruciato xyz miliardi di euro” non è vero. Si è solo spostato da un più a un meno ma in quel meno c’è il più che manca al diagramma superiore ed è in tasca a qualcun altro”. –

            stai scherzando? se compri dei titoli di una banca e dopo scendono perdi tutti i soldi (e quindi bruci e fai sparire tot euro, non è che c’è un altro dietro a prenderseli) e inoltre adesso hanno vietato di giocare al ribasso, nel senso di comprare magari i titoli di una banca quando sta per fallire e poi rivendere tutto facendo i miliardi (anche se poi di fatto resta a discrezione della banca stessa che favorisce i parenti, gli amici etc), è ovvio che giocare al ribasso è un gioco sporco, è un gioco da avvoltoi perchè esiste chi conosce già in anticipo le notizie e quindi può prevedere i movimenti di borsa e condizionare i mercati in questo modo, magari aspetta che un’azienda stia per fallire vende tutti i titoli e poi li ricompra quando non valgono più nulla . il gioco al ribasso magari lo fa l’1% di chi compra e vende titoli ma sono quelli che fanno veramente i soldi, i broker avvoltoi da rapina modello patrick bateman —> http://www.youtube.com/watch?v=WJUBPeOpCf0
            non so che idea tu abbia di mercato ma è quantomeno romantica, o appunto onesta . nel senso di mercato che non agisce sulla speculazione .

          • hm

            qui c’è un altro momento fondamentale di american psycho (ma è meglio il libro) DA GUARDARE ATTENTAMENTE, il male per il male, fare soldi per fare soldi nutrendosi NO STOP di carcasse altrui, speculare su titoli gonfiati ed emettere bond spazzatura, acquistare un copialand per acquistare un copialand da rivendere gonfiato al primo poveretto che se lo piglia lol —> http://www.youtube.com/watch?v=jmsvax8Rrhk&feature=related

        • Cristiana Curti

          So benissimo che io perdo denaro quando le mie azioni vanno giù. E so bene che – ormai – la speculazione è proprio questo: far perdere o acquistare valore virtuale a un’azienda (gruppo, ecc.) del tutto disgiunto dal valore reale (fatturato, qualità del lavoro, dei prodotti, ecc.) dell’azienda medesima per poter capitalizzare il “guadagno” così ottenuto.
          Ma quello che perdo io arriva a qualcun altro che ha speculato non tanto contro di me ma contro quell’azienda (gruppo, merce, moneta, ecc.). Questo volevo dire.
          Il denaro “a disposizione” della finanza è sempre lo stesso (100) solo che un giorno vedremo 20 da a, 30 da b, 50 da c. E il giorno dopo a avrà 10, b 35 e c sarà a 55. Nulla si crea e nulla si distrugge, tranne le nostre vite reali se abbiamo dei risparmi investiti.
          Non è comunque cosa per me. Non mi interessa. Non mi emoziona. Semmai – poiché è cosa che non conosco – mi preoccupa. Mi interessa solo se investe degli ambiti che entrano nella mia vita e solo se posso analizzarli per tentare di capirli.
          E’ per questo che non penso affatto che ci siano fantomatiche grandi potenze come – mi perdonino gli interessati – Politi o Bonami che pilotano Cattelan verso il fulgore delle vendite di Sotheby’s e Christie’s. Anche se un diario e una cronaca vogliono far immaginare questo e anche se il sottobosco di amanti e mariti e mogli si passa di bocca in bocca il segreto del successo (sempre attraverso qualche lobbies interessante: omosessuali, ebrei…). Ci vuole qualcosa di più di un nome pescato dal cilindro, anche se certa agiografia casca a pennello, per costruire l’esplosione economica di un artista sui mercati internazionali (per intenderci non parlo delle decine di migliaia di euro che Pignatelli spunta per i suoi treni sbuffanti sui canaponi). C’è una evidente sinergia di intenzioni basata su un’analisi molto precisa della realtà storica. Questo mi interessa.

          • hm

            – Il denaro “a disposizione” della finanza è sempre lo stesso (100) solo che un giorno vedremo 20 da a, 30 da b, 50 da c. E il giorno dopo a avrà 10, b 35 e c sarà a 55. –

            assolutamente no . sarebbe bello se fosse così . è una sorta di catena di sant’antonio senza fine che va avanti con bond equivalenti a carta straccia . vedi il caso madoff con i mutui subprime .

            – Ma quello che perdo io arriva a qualcun altro che ha speculato non tanto contro di me ma contro quell’azienda (gruppo, merce, moneta, ecc.). –

            no non è immediato come credi . nel senso che tu perdi ma non è l’altro che ti ha fatto perdere, l’altro guadagna per proprio conto e si arricchisce sempre di più sulle carcasse altrui . è come se alla roulette qualcuno perdesse sempre e qualcun’altro che ha sotto controllo i numeri vincesse sempre, non per forza fa perdere te ma guadagna lui . non è nemmeno vero che nulla si crea e nulla si distrugge, chi stampa moneta per esempio potrebbe anche stampare contante dal nulla . io invece penso che il successo di uno e dell’altro IN QUESTI TEMPI sia da imputare in primis a lobbies e a gruppi interessati . e quanto ti ho risposto ne è la prova più lampante . se non è cosa per te non ti interessa e non ti emoziona però non puoi dire che la quantità di denaro è sempre la stessa, altrimenti non ci sarebbe nemmeno inflazione e bond che equivalgono a carta straccia . la quantità di denaro che circola sarebbe sempre la stessa in un’ipotetica società nazista di fantasia dove il compenso equivale al lavoro direttamente svolto, e il lavoro dei singoli è l’unico metro di guadagno . cosa che non avviene certo in borsa . e gli usa che pagano da anni e anni la cina con carta straccia, bond che avranno valore (se lo avranno) tra decenni?
            – Il mercato non è onesto o disonesto. Il mercato è mercato. Domanda e offerta. E’ drammaticamente semplice e trogloditico. – —> scusa ma questa frase che hai scritto ribadisco che non ha nessun senso . ha senso in un mercato ideale e pulito non drogato marcio come quello di oggi . se vuoi equiparare il successo di cattelan a van gogh e gli impressionisti è solo un problema tuo, ma non corrisponde alla realtà . il fatto che gli yba poi oggi siano crollati di valore non ti ha fatto pensare?

          • hm

            volevo scrivere vedi il caso madoff E i mutui subprime . non con, visto che non c’entra una mazza madoff con i subprime .

          • Cristiana Curti

            Caro hm, non vorrei procedere in questioni di alta finanza che davvero conosco poco, ma vorrei sottolineare che in realtà ci sono affermazioni tue e mie che collimano nella sostanza. Tuttavia, non potrò io certamente esporre complesse teorie sui flussi di capitale come uno dei più ferrati economisti finanziari. Se sei convinto che io e te la pensiamo diversamente, bene. Non vedo motivo di procedere oltre su questo argomento.
            Invece sulle modalità di (presunta) “speculazione” che portarono Van Gogh e gli Impressionisti a quotazioni straordinarie (da elevate che già erano) alla fine degli anni ’80 del Novecento, ribadisco senz’altro che i meccanismi di valorizzazione economica di quei “beni” (perché l’opera d’arte diventa un bene, passando per la finanza) sono identici, anche se prendono le mosse da blocchi di partenza differenti. Diverso è infatti scegliere di supervalutare un comparto di arte contemporanea e uno di arte storicizzata. Le azioni di convincimento dei mercati si baseranno su ambienti e investitori – in parte – diversi. Ma la sostanza resta quella. Il valore artistico non è dirimente se non per quanto possa incidere in positivo, con le sue specifiche caratteristiche, nella valutazione della singola opera (rarità, tecnica, ecc.).
            Fra l’altro, e lo ripeto, Cattelan non è neppure uno degli esempi più eclatanti di queste “manovre speculative” nel campo dell’arte, anche perché non ha con sé un gruppo di spalleggiatori che costruiscano – ad esempio – il caso dell’arte italiana contemporanea. E’ possibile che, senza altro “materiale” (italico) da cui attingere, il mercato smorzi i toni su Cattelan (c’è più interesse quando si può costruire un “caso-Paese”…).
            In quanto agli YBA, certo che so che le loro quotazioni complessive hanno avuto una notevole battuta d’arresto, e Hirst, come ti dissi, ne è esattamente la cartina di tornasole. Già la sua famosa asta di sé non andò così bene come poteva sperare e prudentemente decise di non ripetere mosse già rischiose (secondo me, anzi, organizzò l’asta proprio in previsione di un prossimo declino delle sue quotazioni).
            Ma anche il mercato degli Impressionisti si sta con molto meno clamore lievemente modificando verso il basso (con i dovuti distinguo), per il motivo che negli ultimi vent’anni l’interesse del pubblico occidentale (che determina anche le caratteristiche generali del mercato) è andato convergendo verso l’arte più recente che è più facile da “manipolare”. C’è ancora possibilità di studio e approfondimento del settore “post-war/cont.”, mentre l’arte dell’ ‘800 – si potrebbe dire – è “esaurita” da questo punto di vista.
            Interessante (aberrante, se preferiamo) è l’esempio dell’apertura dell’anno di incanti del 2010 con la vendita dell’ Homme qui marche di Giacometti (bronzo in tiratura di 6 esemplari) per 65 milioni di sterline, il che vuol dire 390 complessivi per l’opera. Come per magia coloro che possedevano gli altri 5 esemplari (per lo più musei privati americani) hanno visto quintuplicare il loro valore economico nel settore “Giacometti”.
            Ricordo bene le difficoltà del MART intervenute per portare a termine la straordinaria (straordinaria!) mostra su Modigliani chiusa il marzo scorso a cui la Direzione e gli studiosi lavoravano da oltre sei anni, allorquando le aste del periodo fecero volare i valori già elevatissimi del livornese: erano a rischio molti prestiti per i maggiorati costi di assicurazione “in corsa” e a budget già stabilito da tempo.
            Come vedi le quotazioni delle opere d’arte (e le loro presunte “bizzarrie”) non sono solo questioni che interessano i singoli speculatori, c’è un sistema “produttivo” intero che si muove dietro questo comparto.
            Questi ragionamenti, fatti da chi – come me – non gestisce patrimoni milionari di ricchi collezionisti d’arte (e soprattutto non ha nessuna velleità di pontificare intorno al boom del mercato dell’arte del III millennio, come fecero altri, piuttosto malamente, di questi tempi), possono essere imprecisi nei contorni, ma temo non nella sostanza. Se vuoi che affermi che la finanza è “cattiva”, posso farlo senz’altro. La mia opinione però non modifica quello che molti hanno costruito nei decenni precedenti a questo. Se vuoi che affermi che queste realtà non mi vanno bene, lo farò senz’altro. Ciò non cambia che io non abbia strumenti adeguati per far sì che si modifichino in breve (cosa di cui avremmo bisogno).
            Senza parlare dei grandi scandali dei subprimes o delle diverse porcherie cosmiche di casa nostra come Parmalat e Cirio (robe che avrebbero affossato comunque l’economia di un piccolo Stato), posso dirti che, dal mio modesto punto di vista, è già sufficientemente rivoltante assistere a un’azienda sana e operativa che viene liquidata con interventi esterni del tutto indipendenti dalla sua natura e dal suo andamento reale di produzione e corretta conduzione.
            Anche solo per questo, comincerei a reagire.
            Ma come?

          • Cristiana Curti

            …”sono identici, anche se prendono le mosse da blocchi di partenza differenti.”… aggiungi “…a quelli che regolano le scalate dei vari Cattelan”.

      • LorenzoMarras

        Hm, lo sapevi che Van Gogh non aveva mai venduto un opera in vita sua? non sto parlando di sostegni in cambio dei suoi dipinti, ma vendita vera e propria. Inviava le sue opere al Fratello che lavorava se non sbaglio in una galleria ed il quale fratello gli inviava un assegno mensile.
        Ma il fratello non un vendette UNO dico UNO dei dipinti di Van Gogh, nonostante rincuorasse Vincent che tutto andava nel migliore dei modi.
        Quando morirono entrambi, la Vedova di Theo per sbarazzarsi di tutte quei dipinti li vendette in blocco per una somma ridicolissima.
        La fortuna , se fortuna si puo’ chiamare dal momento che il poveretto aveva condotta una vita , possiamo dire un po’ randagia ? e che quel blocco di dipinti NON era disperso ed era concentrato in un solo soggetto. Per di Piu’ le storie che si raccontavano intorno al defunto erano quelle tipiche, dell’artista maudit e d’incompreso e allora, vai con i miti … e tra l’altro i dipinti stessi ne offrivano ampiamente l’occasione. Uno tra tutti la serie dei suoi autoritratti , incluso quello fatto dopo aversi mozzato un orecchio, in cui il MITO si incarnava glia’ bello e pronto.
        Queste cose, sulla vita dell’artista piu’ che sull’opera in se, piacciono tantissimo ed il mercato questo lo sa bene e fa appunto leva su questi, diciamo assets immateriali che , beninteso , accompagnano sempre l’opera.

        Hm, ti ricordi , anche tu stesso a proposito di Cattelan avevi scritto che si mettevano in giro episodi della sua vita, tipo somaro a scuola , nemico del padre ed altre cose che non ricordo bene; figurati per gli altri.

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          PAUSA POETICA!

          A VAN GOGH

          Quando davanti all’improvviso sulla parete bianca
          s’aprì il rettangolo azzurro
          della Auvers-sur-oise
          uno spiraglio sensibile di cose sognate
          mi spronò:
          “tutto era possibile”.

          Il blu del cielo notturno
          Traspirava dalle finestre storte
          E i tetti sbilenchi
          Coprivano una massa
          D’apparenza

          Le linee bianche e nere
          Con le azzurre e gialle
          S’univano
          Mentre al basso
          Sognate margherite
          Fluttuavano nel mare cupo:

          Frettolosa l’olandese
          Davanti alzando la gonna
          In passo senza moto
          procedeva
          verso l’oasi d’un tetto rosso.

          Solitari e incompreso
          Fuggiva la folla amorfa
          Per vivere nella follia
          d’un mondo solo da lei conosciuto.

          E mi portavi per mano
          Sul tuo prato incredibile
          Sulla tua strada inesistente.

          • Helen

            Grazie Savino, trovo molto bella questa poesia dedicata a Van Gogh.

        • hm

          sì lo sapevo benissimo, ed è per questo che nessuno ha mai gonfiato inopinatamente il valore dei suoi dipinti come invece successo per le insulse operette di copialand . ti consiglio di andare ad amsterdam e vedere qualche dipinto di van gogh dal vivo, capirai che se valgono c’è anche un motivo . lo stile non è un’optional . tra essere un nemico mondano del padre e vivere come un protagonista dei libri di bukowski in ogni caso ce ne passa .

          • hm

            *un optional .

    • Caro Lorenzo il tuo discorso, come suol dirsi, non fa una piega. E’ solo l’ultima tua frase che mi lascia un po’ perplesso:
      “E questo è stato reso possibile solo da chi ha il potere nel governare i valori”
      frase con la quale sono d’accordo se quel “chi” tiene il posto di un sistema o di una, più o meno ampia o ristretta, collettività selettiva fin che si vuole ma necessariamente “aperta”, sia pur basta sulla ricchezza dei suoi membri ma certamente non solo ed esclusivamente su questa, alla fine, ciò che chiamiamo mercato. Mi troverebbe del tutto in disaccordo se, invece, quel “chi” stesse idealmente al posto di una misteriosa “cricca” di tipo “settario” . Lo dico non perché mi sfiori l’idea che tu possa pensarlo ma perché, purtroppo, sono invece molti quelli che, magari senza aver mai chiaramente elaborato un concetto simile, quando parlano del “sistema” o del “mercato” pare proprio che abbiano in mente un simile fumettistico modello.

  • LorenzoMarras

    Luciano caro la tua perplessita’ è la benvenuta perche’ rappresenta , in vero, la sostanza di tutta la faccenda.
    Solo un mercato organizzato puo’ consentire il governo delle quotazioni , sopratutto in un mercato come quello artistico dove gli attori sono numerosissimi e se non ci fossero adeguate barriere al loro ingresso, ci sarebbero guai seri per tutti coloro che hanno impiegato il proprio denaro e che non vogliono che vada a farsi benedire.

    Dunque ingresso ben selezionato e naturalmente molto (molto limitato) e naturalmente un bellissimo corollario intorno , fatto di studiosi eminenti, curatele , direttori artistici, gallerie con adeguato blasone ecc ecc ecc .

    Lucia’ , per la simpatia che sinceramente ho per te non ho difficolta’ a dirti papale papale e per il nostro beniamino di cui si parla, niente e nessun altro che possa rompere le scatole.

    E’ gradito naturalmente il tifo della massa caprona, perche’ tutto fa brodo.

    • …e su questo siamo ancora d’accordo, in effetti il mercato dell’arte ed il sistema ad esso collegato mi ricorda tanto la Borsa Valori Italiana degli anni ’60 quando, non piu’ di cinquanta operatori in tutt’Italia rappresentavano il 90 % delle transazioni di borsa…

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    Caro Luciano, ti ringrazio dell’invito. La morte non arriva mai con l’arte. Alle persone anziane che amano la vita temono la morte. Nelle opere di Cattelan, questo pericolo di morte non c’è. L’essenza della sua opera è una moneta con una sola faccia su cui è incisa la morte e la vita. Ma senza le due facce la moneta non vale…

    Ti aspetto a pranzo in Toscana.

  • Caro Savino, contaci! Riflettevo a quanto hai scritto … in effetti sara’ interessante vedere se, quando stara’ veleggiando verso la fine dei suoi ‘anta, riuscira’ ancora a mantenere quella vena d’ ironia nei confronti della morte… beh! caro Savino, spero proprio che entrambi si possa essere ancora li’ a constatarlo ;-)

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Ti ringrazio caro Luciano, se voglio trastullarmi sulla morte, non devo cercarla

      lontano: vado alla vicina Casa del Popolo, dove posso ridere sulla morte di me

      e degl’altri – in compagnia di simpatici vecchietti dotati di sagacia ironia.

      “d’altronde sono sempre gli altri a morire” (M. Duchamp)

  • angela carrera

    accidenti il discorso è andato avanti…
    ma più chiare delle osservazioni di Lorenzo a cui faccio i mie complimenti, bravo, ma cosa vuoi Gerini??????????
    ma il mercato lo conosci?
    sono stata sposata per 15 anni con un mercante di N.Y.C. ti assicuro che cattelan era sconosciuto negli USA, e il successo è avvenuto prima in Italia, poi in Francia, e poi In Inghilterra e USA.
    me li ricordo tutti i commenti dei mercanti ai tempi, la considerazione di quello che faceva non è cambiata, la differenza oggi è che il suo mercato è forte grazie al mercato, dovuto al fatto che il un uomo europeo molto potente e se dico molto potente è così, da diversi anni lo sostiene.
    C’è anche stato un periodo che questo equilibrio si stava perdendo, ma poi arrivò un offerta veneziana molto esclusiva.
    E come accenna Tigre (che presumo sia uno che fa il mercante, altrimenti come fai a sapere certe cose) tutto parti da le prime operazioni di Bonami e Politi.
    Politi, Bonami e Celant lo ripeto, avevano il massimo controlla sulla situazione Italiana, le prove le trovi rileggendo vecchi numeri della rivista F.A. e analizzando il passato. é lampante non ci voglio studi o una particolare intelligenza.
    ora vado a dormire ciao.
    Non pensate a Cattelan, è tempo sprecato nemmeno lui sa quanto culo ha avuto.

    • angela carrera

      vorrei aggiungere
      operazioni di mercato come questa ormai stanno diventando sempre più frequenti, negli ultimi 20 anni tutto è sempre più controllato, oggi uno come Joseph Beuys, non solo non potrebbe mai emergere, ma credo che sarebbe ostacolato, tutte queste realta mega galattiche sono in realtà sostenute da personaggi che hanno investimenti in affari che riguardano molte vicende internazionali, tutti a mio conto veramente distanti da valori etici e morali.
      Credo che gli Italiani in questi anni sono stati molto abili hanno costruito bluff incredibili e ripetuti, vanessa beecroft dove la mettiamo? il caso Vezzoli, che non stimo è un caso opposto, lui in Italia non aveva avuto mai sostegno fu solo quando un suo importante e conosciuto amante Inglese lo aiutò, le cose cambiarono.
      comunque ripeto cerchiamo di essere meno ingenui.

      • Scusa “angela carrera”… ma ti ho forse pestato la coda? Te l’ha prestata qualchedun’altro?
        Prima mi accusi di sminuire le affermazioni dell’uomo tigre (ed io avevo solo chiesto maggiori dettagli) per ottenere “visibiltà” poi mi chiedi che cosa voglio con dieci punti interrogativi .
        Bene ti rispondo : ciò che vorrei è avere maggiori informazioni, possibilmente non costituite da mere affermazioni, su un argomento di cui si sta parlando, non che mi stia particolarmente a cuore, ma visto che se ne parla sono felice di conoscere quanto più mi riesce.
        Conosco il mercato? Perbacco se lo conosco! Ci vado quasi tutti i giorni per comperare riso, pesce, uova e verdura!!! Come? Non ti riferivi a quello? Ah beh! No, scusa, a me non ne interessa altro.
        Essere ingenui: ti chiedo, secondo te, è più ingenuo chi chiede e vuol conoscere di più o chi, dall’alto dei suoi quindici anni di coniugio con un mercante di N.Y.C. (dobbiamo dirti che brava! oppure poverina! ?), ha deciso che di sapere ne ha acquisito d’avanzo e liquida ogni questione con i “basta vedere” , “più chiaro di così” e “i fatti basta vederli”?
        Bada che sei tu che parli di Cattelan come di “nostro fenomeno” mentre io credo che sia, appunto, un “fenomeno non nostro”
        In ultimo, ti consiglierei, quando sei completamente sveglia e non semi-assopita come ieri, do rileggerti gli interventi di Loernzo, forse potresti scoprire che li hai malintesi.
        Ciao e … rilassati! Né Politi, né Bonami, Celant, Cattelan, neppure presi tutti assieme, sono così importanti da perderci la calma o le buone maniere.

      • hm

        ma sì dai si sa, cattelan ha sfondato in europa e negli usa perchè è stato sostenuto dal sionismo internazionale (d’altra parte è ebreo anche cattelan, come si fa a non sostenere un proprio figlio nel mainstream?) che controlla il mercato mondiale dell’arte e l’ha gonfiato come un titolo di banca, giusto gerini non lo aveva ancora capito . vezzosi invece ha sfondato perchè (oltre al fatto che è strapieno di soldi, i suoi sono quelli della lampada flos) sua madre ha un tot di agganci nel mondo dello spettacolo da sempre e gli ha fatto conoscere iva zanicchi etc etc e altre vecchie galline, poi da lì ha proseguito quella strada (un po’ patetica ma d’altronde lui ha sempre sostenuto che il suo sogno era rappresentare la finocchia sfranta e disperata di provincia, quindi abbastanza coerente alla fine) . direi che c’è riuscito a livello ideale, non fosse per il fatto che le finocchie di provincia non sanno nemmeno chi sia vezzosi .

        • Cristiana Curti

          E’ fantastico: voglio una storia dell’arte contemporanea curata da hm. Secondo me avremmo da imparare a palate (per causa di una scrittura originale e coerente) e comunque ci divertiremmo tutti. Però deve essere scritta così (bene e allegramente…).
          Beatrice la finirebbe di credere di essere il più dandy degli scribacchini, hm ha, fra l’altro, una proprietà di linguaggio e di sintassi straordinaria che se ne mangia venti a colazione. Però deve smettere di rintuzzare Luciano (che ha una pazienza del diavolo).

          • LorenzoMarras

            Cristiana sono d’accordo, mi ricorda molto Celine per quella disinvoltura nell’uso di un linguaggio , in apparenza spigoloso ma che poi , quando nemmeno ti aspetti ti sorprende con argomentazioni che mettono in dubbio il tuo modo di pensare. E questo fa bene perche’ bisogna sempre leggere con attenzione e imparare anche dal prossimo.

            A proposito del prossimo Cristiana , ho acquistato il libro a che serve Michelangelo di Montanari e piu’ che un saggio sui falsi di autore mi è sembrato un saggio sulle miserie degli “specialisti” , sconfinate.
            E’ un saggio che piu’ che ad una riflessione conduce ad uno stordimento tanta la miseria che attraversa. Una miseria che ha tanti padri .
            Ciao Cristiana.

          • Vedi Cristiana, il fatto e’ che, a volte, anch’io trovo divertenti i commenti di hm ed ha ragione anche Lorenzo, capita pure che un suo commento faccia riflettere o metta in crisi il tuo punto di vista. D’altro canto, questo commentario e’ aperto a tutti. Se non mi s’offende, non mi s’attribuiscono idee, affermazioni o comportamenti che non mi appartengono, per me, va tutto bene. Quando, al contrario, capita replico se ritengo ne valga la pena ma la presa in giro o lo sfotto’ non mi danno alcun fastidio; c’e’ sempre qualche cosa da imparare anche da chi ti prende per i fondelli.
            Forse, alla fin fine, il punto e’ che io ho molte piu’ domande che risposte e, purtroppo, un’unca certezza.

      • LorenzoMarras

        Scusi Signora Carrera, la ringrazio sentitamente per il gradito complimento pero’ mi sento obbligato dirle che ho fatto un deliberato esercizio di cinismo, certo strumentale alla dimostrazione di una tesi in cui coloro che nei commenti precedenti sono stati ritenuti dei soggetti di potere , di fatto non hanno avuto altro ruolo che quello di “piazzisti” un mero ruolo di intermediari ecco.
        Vede diversi anni fa lessi un Flash art , in cui ora non ricordo con precisione, ma un certo numero di critici curatori e quant’altro (tra cui diversi della mia regione ….La Sardegna … ) vennero chiamati ad esprimersi sulla scelta dei primi CENTO ARTISTI della penisola ed in quella occasione appresi che il nostro Fortunato Artista risulto’ classificarsi al primo posto.
        quasi all’unanimita’ – circa il 97% delle preferenze –
        All’epoca non sapevo molto di queste, come si dice ero piuttosto ingenuo MA non a tal punto a non accorgermi che una maggioranza cosi’ bulgara non poteva condividere le stesse idee . Provi a far sedere nello stesso tavolo , che so’ dieci addetti ai lavori dei giorni nostri e farli argomentare su un artista e forse, dico forse potrebbero anche arrivare alle mani.
        Ecco gia’ da allora, compresi che accanto ad esperienze meritevoli di favore ne esistevano altre, che malgrado il fracasso intorno a loro, non erano proprio cristalline .
        Aggiungo e vorrei ribadire, comunque che cio’ raccontato sopra , solo come primo passo , funzionale ad una maturita’ verso i circuiti che queste cose, ESIGONO.

        Ma ripeto, Non me ne vogliano quei nomi ma sicuramente non sono uomini di potere.
        La saluto Signora Carrera.

        • angela carrera

          incomprensioni e giochi di parole
          allora
          facciamo questo ragionamento
          Politi quando si incontrava con i curatori che si adoperavano alle se manovre, avrà ostacolato altri artisti? per agevolarne altri? quelli più facili da gestire?

          Gli artisti che in tutti questi anni, grazie a queste manovre sono rimasti tagliati fuori! non dalla possibilità di avere un pubblico, non dalla possibilità di avere un produttore o finanziatore, ma dalla possibilità di avere un clima intorno a se sensibilmente e culturalmente preparato per comprendere e dialogare con la ricerca che hanno fatto e stanno facendo oggi, sono artisti che non hanno più il potere vivere del proprio lavoro.

          ho vissuto per 15 anni con un uomo, mio marito che di lavoro faceva il mercante, oggi non c’è più, un incidente me lo ha portato via, ma non mi dimenticherò mai ciò che mi ha insegnato nel lavoro che faceva.
          “Gli artisti, gli artisti loro arrivano per primi, ma spesso noi questo non lo accettiamo” erano le sue parole costati quando vedeva talenti non compresi o ostacolati, parole di rabbia e autocritica verso il sistema.
          parliamoci chiari, decidere se un artista può lavorare per esprimere il suo talento o riuscire a non farlo lavorare più, è avere potere, e anche se fai da tramite anche se sei un esecutore di ordini non decisi da te, quello è potere.

          niente di personale con nessuno, concentriamoci sull’arte per favore.
          Oggi come sempre la mia passione è l’arte che compro e produco quando posso, non è il mio lavoro, io vivo di altro.
          vorrei un giorno potermi occupare di artisti italiani, ma la situazione e la lettura sul panorama artistico attuale è totalmente falsata, inriconoscibile e questo lo attribuisco a casi come questi, di questo ormai vecchio artista arraffa tutto e di tutti quelli che nei magheggi lo hanno sostenuto.
          Tanti sono i collezionisti esteri che vorrebbero avvicinarsi all’arte contemporanea italiana, ma oggi si trovano a condividere le stesse mie emozioni e ipotesi… è un peccato per la nostra cultura italiano.
          saluto a tutti.

          mi scuso con tutti quelli che posso aver offeso, non era nei mie intenti, ma la cosa mi ha surriscaldato parecchio, perchè sarebbe bene svuotare il sacco, e sarebbe altrettanto giusto saper ascoltare senza accendere discussioni su vicende che non si conoscono, mettendo in dubbio chi ha il coraggio di raccontare fatti oscuri.

          • LorenzoMarras

            Signora Carrera, comprendo perfettamente .
            La sua piu’ che giustificata amarezza è anche la mia. Ma cio’ non deve indurci nell’errore di personalizzarne le cause verso un Politi, un Bonami o altri …..perche’, mi creda, non hanno quel ruolo cosi’ determinante come troppi , paradossalmente, gli riferiscono. (gli nego l’attributo di uomini detentori di potere).
            E , guardi, lo dico con estrema pacatezza , non legga la mia come una difesa verso i suddetti ma , semplicemente, e precedentemente seppure in modo cinico l ho suggerito, come un modo per liberarsi dalla loro INESISTENTE influenza nel condizionare coloro che operano nelle arti visive.
            Chi opera nelle arti visive, chi è Artista non dovrebbe in primis essere condizionato da nessuno, si chiami Caio, Tizio o Sempronio.

            Non ho giocato con le parole, cio’ che ho scritto prima è francamente brutto. Le parole che riguardano l’universo Affaristico, sono decisamente brutte … mercato, quotazioni, trend, assets… sono parole BRUTTE e lo sono tanto piu’ se prese in riferimento a quella meravigliosa avventura che per ogni uomo è l’incontro con l’esperienza artistica.

            Parole, comunque che ho dovuto impiegare per SEPARARE la faccenda in quanto è dominante l’idea che chi abbia altissime quotazioni , di per se sia un Artista migliore rispetto a chi, quotazioni non conosce per tutti quei motivi di cui anche lei ha fatto menzione.

            Le rinnovo i miei saluti .

          • fabio c

            signora Carrera lasci stare, questi fanno il gioco che più gli conviene, non vede che stanno girando termini e parole.
            si poteva pensare che fossero totalmente ingenui invece non lo sono forse devono provocare apposta…
            grazie per la sua testimoninaza

  • @angela carrera
    “Politi quando si incontrava con i curatori che si adoperavano alle se manovre, avrà ostacolato altri artisti? per agevolarne altri? quelli più facili da gestire?”
    Quando il mercante/gallerista/critico/giornalista/ Tizio Caio s’incontra con il curatore/direttore di museo o fondazione Mevio Sempronio per suggerirgli/consigliargli/imporgli una mostra con certi artisti, anziché con altri – quando il gallerista/mercante/teleimbonitore Dacio Strabone cerca di convincere uno/una pluralità di compratori che le opere di certo artista sono miglior investimento rispetto a quelle di altro/altri – quando un collezionista decide di porre in asta le opere di un artista e comperare quelle d’un altro – quando un critico/giornalista/redazione decide di recensire una mostra e di non recensirne altra/altre – (tutti comportamenti che avvengono quotidianamente in ogni parte del mondo e ad ogni “livello” d’importanza) viene compiuta operazione diversa da quella che tu descrivi?
    Tutti quei soggetti che ho citato sono mossi esclusivamente da ragioni che attengono esclusivamente il valore artistico degli autori/opere che promuovono o “spingono” o anche e magari soprattutto, da interessi economici o, persino, da intenti anche men nobili?
    “sarebbe altrettanto giusto saper ascoltare senza accendere discussioni su vicende che non si conoscono, mettendo in dubbio chi ha il coraggio di raccontare fatti oscuri.”
    quello che tu non hai ancora compreso è che nessuno ha mai posto in dubbio i fatti oscuri, come li chiami tu, al contrario si è chiesto di approfondire con dettagli atti a dimostrarne o almeno ad avvalorarne, non tanto la veridicità (che nessuno ha contestato) quanto la rilevanza. Affermare semplicemente : Tizio e Caio hanno fatto la tal cosa E PER QUESTO MOTIVO” è accaduta la tal altra cosa è una “narrativa monca” perché nulla dice su quel “E PER QUESTO MOTIVO” che è, al contrario, la parte rilevante e fondamentale dell’enunciazione.
    Come ho già detto se hai/avete, particolari illuminanti e chiarificatori credo che tutti i lettori, me per primo, siano interessati a conoscerli. Insistere esclusivamente su affermazioni non seguite da approfondimento ha tanto il sapore di diffusione dell’ennesima “leggenda metropolitana”. Sia chiaro, a volte, le leggende metropolitane hanno una base di verità, il loro difetto è, in genere, quello di esaltare i dettagli più “affascinanti” e “misteriosi” conferendo un carattere “oscuro” all’enunciato e trascurando di approfondire, appunto, quel “nocciolo di realtà” che magari contengono.

    • fabio c

      a cosa ti serve sapere sapere dei fatti?
      o sei tonto o ci fai
      ma tu dove vivi?
      leggende metropolitane?
      ma ci fai o ci sei? dai smettila stai diventando assurdo ma veramente dici?
      salutami i puffi.

      è chiaro che non hai vissuto certe cose, e nemmeno hai la cortesia di stare al tuo posto per ascoltare, ti racconto io un fatto non faro nomi vediamo se capisci, un artista abanese, anni fa stava avendo un successo internazionale molti quasi tutti i collezionisti italiani lo sostenevano con l’appoggio dell’editore italiano.
      doveva fare una mostra importante a ny da un gallerista molto famoso, ma litigo con l’artista itlaliano più famoso, l’albanese non accetto il ricatto che gli fece il nostro compatriota.
      Il giorno stesso della mostra nella galleria di ny, l’editore itlaino scrisse una lettera a tutti i collezionisti che stavano investendo sull’artista balcanico, dicendo che la mostra era andata male (non era vero) e che lui non poteva garantire più il suo appoggio e consigliava a tutti di ritirare l’interesse sull’artista.
      chi segui subito questo consiglio furono da subito i curatori, i nomi è un pò superfluo immagino!
      sono passati diversi anni e quell’artista a dovuto passare un periodo un duro, ora sta ricominciando a lavorare con fatica e la stima di pochi.

      ti avrei fatto dei fumetti per renderti la cosa più semplice ma qui non si può.
      non rispondermi, lascia perdere.

      • E invece ti rispondo, intanto, per dirti che sei un cafone maleducato e colpevolmente tale, dato che eserciti la tua maleducazione trincerandoti codardemente dietro un “alias”.
        Io non ho mai offeso nessuno, ho, qui, sempre e solo chiesto approfondimento. Non dovevo? Dovevo prendere per dimostrate delle semplici affermazioni? E perchè mai? Commetto un delitto se dico che mi riesce difficile immaginare che tre personaggi (erano due ma poi ci si è aggiunto Celant!) semplicemente dicendo “ecco qua il nuovo fenomeno” siano riusciti a convincere collezionisti scafati, non certo “di primo pelo”, a sborsare centinaia di milioni di dollari (ed a comtinuare a farlo… di “realizzi” non se ne è mai sentito parlare), critici, curatori, Musei ed Istituzioni di mezzo pianeta ? Detta semplicemente così la cosa non ha il sapore della leggenda metropolitana? A me e non solo a me, pare di si. Senza supporto di fatti, ti assicuro che sembra persino più inverosimile della leggenda del “complotto del sionismo internazionale” di hm.
        Detto questo, a cosa serve sapere dei fatti? I fatti servono a conoscere la storia: le narrative che prescindono o non si appoggiano sui fatti non sono storia ma leggende.
        Tu esponi un fatto, bene! Finalmente! Grazie! Non è centrale per il discorso dell’affermazione di Cattelan ma almeno è un fatto! (potevi anche mettere i nomi, intanto si comprendono perfettamente)
        Infine, tu ci creda o meno poco importa, ti assicuro che ho vissuto più vicende, soggiornato ed operato in più paesi, conosciute più persone di quante tu non ne possa neppur immaginare. Non ho, purtroppo, mai incontrato i Puffi, perché io frequento la storia e non le favole e le leggende, salutameli tu quando li vedi.

        • hm

          guarda gerini che ti hanno già risposto un chilometro di righe fa, il sunto è questo te lo riporto perchè altrimenti potresti andare avanti per giorni (poi magari tra un po’ torna anche il tuo fake serenovariabile e fai ulteriore confusione) rifletti su questo prima di scrivere altro :

          – I fatti bisogna solo vederli esistono da ormai 20 anni.
          a NYC coi sono da 35 anni e le assicuro che si è vero che c’era Celant (che avvio la cosa un suo collaboratore fu proprio Bonami) e c’è tutt’ora anche se con meno rilievo oggi, ma Politi era l’unico ponte mediatico per l’arte, una dogana cui nessuno poteva evitare.
          Se fossimo più attenti tutti, scopriremo che questa storia di Cattelan, è ridicola come le opere che sempre ha presentato, cose fatte 10/30 anni prima da artisti che veramente avevano una ricerca, ed è vergonoso che ancora e ora in modo globale si parli di una cosa simile –

          – gli interessi da Bonami e Politi erano gli stessi, in quegli anni hanno fatto tutto per i loro interessi.
          La rivista era seguitissima Politi aveva un potere assoluto o eri con lui e lavoravi o se eri contro non esistevi nemmeno, nessuno si poteva permettere di contraddire le sue decisioni.
          Chi voleva fare le cose in italia doveva confrontarsi con Politi e se uno straniero voleva confrontarsi con il mercato italiano si passava da Politi.
          Questo valeva per tutti i curatori italiani.
          Tutta la credibilità ottenuta da Bonami era sostenuta dalla nostra rivista Italiana, e se poi i due compagni di merende hanno litigato è perche forse la torta o le torte non sono state spartite come ogni uno di loro avrebbe voluto. –

          – oggi Flash Art non è letta e oggi Politi sta perdendo vistosamente colpi.
          Ma ai tempi la rivista era veramente una bibbia sia per l’italia che per l’estero e se qualcuno si doveva confrontare con il panorama Italiano si andava da Politi alla sua redazione……. e quanti giochi sono stati fatti, e lo sappiamo tutti che Politi e Bonami erano annodati in progetti ormai avviati, anche se avevano convergenze.
          Cattelan è un ragazzo adoperato per un gioco basato tutto sul commerciale.
          Dire il contrario significa avere interessi. –

          – operazioni di mercato come questa ormai stanno diventando sempre più frequenti, negli ultimi 20 anni tutto è sempre più controllato, oggi uno come Joseph Beuys, non solo non potrebbe mai emergere, ma credo che sarebbe ostacolato, tutte queste realta mega galattiche sono in realtà sostenute da personaggi che hanno investimenti in affari che riguardano molte vicende internazionali, tutti a mio conto veramente distanti da valori etici e morali. –

          il fatto gerini è che da almeno 2000 anni c’è gente che complotta nell’ombra e spaccia per leggende semplici verità (o viceversa per verità leggende prelevate da altre culture), l’impero romano non è mica crollato per niente . e perchè ora siamo nel 2012 cosa rappresenta l’anno zero? la data di inizio dell’età sionista, chiaro .

          • fabio c

            bravo
            ma lo fa apposta?
            ho chiamato i Puffi e lo hanno invitato ad andarlo a trovare c’è un grosso fungo per gli ospiti, ma se è arrabbiato con me sicuro che non accetta l’invito.
            Ci rimarranno male sicuramente, poverini.

          • hm

            un peyote? non so se lo regge, potrebbe rimanerci poverino . i puffi lo capiranno sicuramente .

          • hm

            che poi non è nemmeno un fungo è un cactus, ma quando è piccolo si può spcciare da fungo, gerini non se ne accorgerà .

  • augusta

    E se Cattelan fosse un derivato? Se fosse un subprime? Se tutto ciò fosse creato per inventarsi un nuovo fondo composto da artisti? Chi sarà in futuro e con che criteri otterrà triple AAA??? chi sceglierà gli artisti da inserire? Meglio investie sui mercati emergenti o su soliti? Meglio la Cina o la classica vecchia america?
    cattelan è un’ipotesi di rinnovamento per il mercato americano che si ripete all’infinito nei musei con Stella, Warhol, Morris, Motherwel, etc? Il Guggenheim si apre al nuovo alternativo perchè verso la Cina non ce la fa ancora e nemmeno verso l’India?
    Da questo punto di vista Gupta è stato declassato in brevissimo tempo da AAA a una A sola!
    Arte e Borsa? Ma il mercato è uno globale, infinito nel suo continuo divenire. Noi siamo e saremo sempre ometti che oggi girano in maserati e domani lottano per l’ultima fascina di legna.
    Sarò andata un pò fuori tema ma leggere i commenti è sempre interessantissimo, peccato che non ho molto tempo.

  • augusta

    motherwell..sory…:-)

  • Cristiana Curti

    Cara Augusta, bello risentirti ogni tanto.
    Cattelan è già un’ “azione” di un Fondo in Arte (subprime non saprei, è evidente che non si può sofisticare troppo quel mercato). E’ cosa che già esiste. E se mai ti interessa io fui contattata quando alcune banche e società di Forex cominciavano a delinare una strategia di pacchetti azionari in arte da offrire ai propri clienti. Era interessante il fenomeno, oltre dieci anni fa – per l’Italia – in fase nascente e investigativa. Molto lontano dalle mie competenze (semplicemente non ci credevo a un Fondo in Arte come veniva prospettato da quei signori molto astuti), ma piuttosto lontano anche dalle loro, direi, a naso.

  • augusta

    Cara Cristiana, bello che mi rispondi. Grazie. Io purtroppo ho poco tempo e scrivo poco. Incredibile quello che mi racconti.
    a presto.

  • franco

    La quantità di parole,concetti,teorie che viene spesa per l’arte contemporanea è inversamente proporzionale alla capacità dell’arte di dare piacere.Arte anaffettiva.