Il moderno adombrato dal contemporaneo. E Warhol…

“Per acquisire visibilità nel mercato globale devi possedere un’icona dell’arte che sia traducibile in ogni cultura”. Parola di Tobias Meyer di Sotheby’s. Uno sguardo alle aste di maggio, in quel di New York.

Warhol da Christie's

I compratori di oggi sono un gruppo molto eterogeneo rispetto ad alcune decadi passate. Con il nuovo denaro che continua a giungere da Asia, Russia e Medio Oriente, i compratori da questi Paesi stanno diventando i principali protagonisti dell’arena dell’incanto e i loro gusti si stanno omologando all’ovvietà.
Mentre le vendite del comparto degli Impressionisti e Arte Moderna hanno mostrato una crescente debolezza con risultati ben al di sotto della stima minima, il Contemporaneo e il Dopoguerra rappresentano il segmento più vivace del momento.
Il trend che emerge dalle vendite di maggio è la continua domanda per opere di qualità di Warhol. Christie’s ha venduto 25 lavori fatturando $ 96,7 milioni. Autoritratti di artisti contemporanei e del dopoguerra hanno ottenuto ottimi risultati, come Francis Bacon che ha totalizzato $25.2m e Cindy Sherman che ha stabilito non solo il suo nuovo record personale ma anche il nuovo record per la fotografia a $ 3.8m. La riscoperta di alcune opere ha incuriosito molti collezionisti, e Christie’s ha presentato molte opere nascoste in collezioni private per decadi. Tra questi: Pablo Picasso Les femmes d’Alger, Mark Rothko Untitled No. 17, Roy Lichtenstein Study for Kiss V.

Contemporaneo vs impressionismo

Come abbiamo detto, protagonista delle aste di maggio è stato Andy Warhol. Nel 2010, il 17% delle opere in asta appartenevano all’artista, mentre la scorsa settimana erano il 25%. Christie’s domina il mercato con 25 lotti venduti, totalizzando un fatturato ($ 97.162.850) che supera anche la somma delle altre concorrenti.
Le case d’asta lavorano duro per accaparrarsi le opere più importanti dei grandi artisti. Sotheby’s ha conquistato due collezioni molto importanti: quella di Allan Stone, officiata il 9 maggio, e quella di Dodie Rosekrans, che comprendeva tre Picasso e Jackie di Warhol, presentati il giorno successivo.
The Economist
ha puntato il dito contro Phillips de Pury riguardo alle ultime vendite di arte contemporanea. Innanzitutto, afferma che Philippe Ségalot e Phillips de Pury abbiano orchestrato la vendita dell’opera di Warhol The Men in Her Life.
Il top lot di Phillips de Pury è il ritratto di Elizabeth Taylor intitolato Liz #5 di Andy Warhol, venduto dal guru della finanza Steven Cohen, che ha accettato di affidarlo a Phillips in cambio di un garante in terza persona, chiamato “compratore irrevocabile”, che si vocifera corrisponda ai proprietari della casa d’asta Leonid Friedland e Leonid Strunin, venduto a un compratore telefonico per $ 24m. La stessa cosa è accaduta per il secondo top lot, Flower painting, venduto da José Mugrabi e aggiudicato a un altro compratore telefonico per $ 8.1m. Che siano stati Friedland e Strunin ad acquisirli?

Vendite nel settore Arte Contemporanea

Per attrarre opere di gran qualità, le case d’asta pre-vendono i lavori ai cosiddetti “compratori irrevocabili”, orchestrando così gli eventi e creando dei prezzi che non corrispondono alle regole della domanda e offerta.
Inoltre, parla anche del lato galleristico: nelle scorse settimane, il 52% delle opere proposte da Christie’s sono di artisti che hanno esposto da Gagosian. Da Sotheby’s sono il 25% mentre da Phillips il 46%.
Da Sotheby’s, risultati deboli come le vendite di Pink Panther di Jeff Koos ($ 5m, al di sotto della stima minima) e Sixteen Jackies di Warhol (di $ 2m inferiore), hanno portato preoccupazione tra gli investitori di Sotheby’s. Ma bisogna ricordare che molti risultati confermano un mercato in ottima salute e che gran parte del fatturato di Sotheby’s proveniva dalla vendita di opere superprezzate di Picasso e Alberto Giacometti, assenti nelle vendite delle ultime settimane.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • anna

    non piegate la creatività a nessuna ideologia o convenienza. l’arte è
    l’unica a toccare un assoluto detto ” bello”. chi ne vuole usufruire deve
    correrle dietro. bau!!!!

  • Fabrizio Spinella

    Non alla ideologia, Anna, forse; ma alla convenienza, sì. Contrariamente, si muore di fame. Il “Bello” non è più un assoluto, e nemmeno il “Bene”.