L’idea di un festival del cinema, che avesse dimora nella splendida e suggestiva cornice dell’Irpinia, nasce dalla tenacia e dalla intraprendenza di un gruppo di amici, che hanno sempre creduto e credono fermamente nell’apporto fondamentale che l’arte cinematografica, al pari delle altre, reca alla formazione culturale dell’uomo, non come singolo individuo, ma come soggetto attivo di emancipazione e progresso della società”.
Comincia così lo statement dell’Ariano International Film Festival, rassegna nata nel 2013 nella cittadina in provincia di Avellino, con la direzione artistica di Annarita Cocca e la direzione creativa di Daniele Langella. Uno dei tanti festival indipendenti, partoriti dalla volontà di un gruppo di professionisti e sostenuti dalla passione per il cinema, con l’obiettivo di valorizzare un territorio attraverso la cultura: fare aggregazione, informazione, dibattito, approfondimento, dalla prospettiva mai facile di una provincia del Sud, guardando a un pubblico e a una produzione nazionali ed internazionali.

E il Festival di Ariano Irpinio ce l’ha fatta. Con il patrocinio di diverse ambasciate, ministeri ed enti culturali, con una presentazione ufficiale al Festival di Cannes, negli spazi dell’Istituto Luce, quest’anno la kermesse ha ricevuto oltre settecento candidature da tutto il mondo, ottanta delle quali sono state selezionate per il concorso, tenutosi fra il 31 luglio e il 3 agosto: lungometraggi, cortometraggi e documentari, distribuiti fra sei sezioni, e una giuria di attori, registi, giornalisti, produttori, presieduta da Franco Oppini.
A latere anche un concorso di fotografia, accompagnato da una mostra, un programma di convegni e seminari sul cinema e la fotografia, e un cammeo dedicato al fenomeno del Cosplay, con tanto di sfilate e premiazione finale.
Molti gli ospiti, tutti nomi popolari arrivati dal grande e dal piccolo schermo – da Remo Girone a Nieto e Maribel Ripoll, protagonisti della soap opera Il Segreto – e infine la lista dei film vincitori, di cui vi mostriamo trailer ed estratti, insieme agli scatti dei tre fotografi premiati: Mahfuzul Hasan Bhuiyan dal Bangladesh, Gillian Hyland dal Regno Unito e l’iraniano Foad Ashtari, a cui è andata una menzione speciale.

1° Classificato Lungometraggi: L’Arbitro, 2013
Regia: Paolo Zucca; con: Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Alessio Di Clemente Vero, Marco Messeri, Benito Urgu, Francesco Pannofino

Selezionato per le “Giornate degli autori” della 70ª Mostra del cinema di Venezia, il film, interamente girato in bianco e nero, è una commedia grottesca che ruota intorno al mondo del calcio e all’Atletico Pabarile, la squadra più scarsa della terza categoria sarda. A muovere le fila della pazza storia, una banda di bizzarri protagonisti: arbitri ambiziosi, allenatori ciechi, bomber di provincia, tra rivalità paesane e passioni umane, nel più improbabile dei campionati di calcio.

Menzione speciale Lungometraggi: È La mia prima volta!, 2014
Regia: Claudio Serughetti; con: Emanuel Caserio, Eleonora Mancini

Geniale e divertente mockumentary, dedicato all’incontro/scontro tra il mondo dei giovani e il caos della politica italiana. Nicolò, ventenne, alla vigilia del suo primo appuntamento con le urne, vive un incubo alimentato da ossessioni, paure, emozioni: Silvio Berlusconi, sorridente dentro una teca di vetro, gli appare come il corpo di un santo imbalsamato.  Nel mix tra fiction e realtà, il regista cuce le scene di fantasia con spot e comizi relativi alla campagna elettorale per le politiche del 2013, insieme alle interviste fatte da Nicolò a personaggi come Don Gallo, Giorgia Meloni, Vittorio Sgarbi, Beppe Grillo e vari cittadini comuni.

1° Classificato Animazione: Wedding Cake, 2013
Regia: Viola Baier

Zuccherosa storia di due sposi di marzapane, intenti a organizzare il matrimonio perfetto in cima a una torta mariage: prove generali di vita di coppia, dalla mini prospettiva di due pupazzi, simboli dell’evento lieto e romantico per eccellenza.

1° Classificato Web-Series: Bodycount – The Series
Regia: Simon Barletti

Un Pulp/Thriller per il web, tutto italiano, che ruota intorno alla storia di un ragazzo scampato a una sparatoria, colpito da amnesia: reclutato da un’organizzazione criminale segreta, dovrà uccidere sette criminali inclusi in una lista denominata “Bodycount”. Per ognuna delle sette prove assumerà una nuova identità, con l’aiuto di due sinistri chirurghi che gli cambieranno i tratti del volto.

Documentari: 1° Classificato: Minerita, 2013
Regia: Raúl De La Fuente

Un western tutto al femminile – che ha collezionato una sfilza premi e partecipazioni internazionali – ambientato nel Cerro Rico de Potosí, in Bolivia, territorio senza legge, governato da una violenza brutale. Una storia di tre donne, Lucía, Ivone e Abigail, che lavorano in miniera, rischiando la propria vita per estrarre argento e zinco. Tra sfruttamento, coraggio, sofferenza e desiderio di ribellione.

Menzione speciale documentari: 29200 Puthod. L’altra verità dela realtà, 2014
Regia: Federico Angi

Una sequela di interviste ed interventi “girati” con personaggi come Carla Fracci, Ferruccio Soleri, Anna Prina, Beppe Menegatti, Liliana Cosi e molti altri, legati alla storia del Teatro Alla Scala di Milano e al mondo artistico internazionale. Un omaggio corale alla pittrice ottantenne Dolores Puthod.

1° Classificato Lungometraggi scuole: Nicht Den Boden Berühren, 2013
Regia: Mia Spengler

Amori, rivalità, superficialità, edonismo pop, vite sbandate e appassionate, tra giovanissimi cresciuti negli anni Novanta. La vicenda della quindicenne Fila, ragazzina popolare tra gli amici, determinata ed invidiata, rivale della coetanea Gülcan e innamoratasi del ventisettenne Artur, spacciatore di droga dal cuore tenero.

1° Classificato Cortometraggi: Le Train Bleu, 2012
Regia: Stephanie Assimacopoulo

Un melo costruito intorno alla città dell’amore, Parigi, e girato tra una stazione e un bar: dalla Gare de Lyon al Le Train Bleu, Helie e Selena si fermano per un ultimo drink, provando a salvare la loro relazione. Ignari di cosa accadrà, da lì a poco…

Helga Marsala

www.arianofilmfestival.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Lulù Rudoni Angi

    Bellissimo Festival e bellissimi i film premiati