Il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci entra nella collezione del Louvre Abu Dhabi

Una foto e una scritta scarna su Instagram caricata sul profilo ufficiale del museo emirino per comunicare al mondo che il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, battuto all’asta da Christie’s meno di un mese fa alla cifra stratosferica di 450 milioni di dollari, è pronto a volare verso il Louvre Abu Dhabi. Un colpo straordinario per il museo inaugurato solo poche settimane…

Il sospetto lo avevamo avuto fin dal primo istante che il Louvre Abu Dhabi potesse essere tra i possibili acquirenti del Salvator Mundi di Leonardo Da Vinci (Anchiano, 1452 – Amboise, 1519) venduto, solo poche settimane fa, alla cifra straordinaria di 450 milioni di dollari durante l’asta da Christie’s a New York. Una cifra così alta ha gioco-forza ristretto di molto il range dei possibili acquirenti. Ed ora arriva un indizio che profuma di conferma. Il dipinto attribuito a Leonardo da Vinci è pronto a volare verso il Louvre Abu Dhabiinaugurato in pompa magna appena un mese fa.

LA PROVA

È l’Instagram ufficiale del Louvre Abu Dhabi ad aver fornito una prova che profuma di conferma. Una foto dell’opera di Leonardo, caricata solo poche ore fa, e la scritta scarna “Il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci sta arrivando al Louvre Abu Dhabi”. Del resto durante la conferenza stampa inaugurale del museo, Mohamed Khalifa Al Mubarak, capo del Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi, ha più volte sottolineato come il Louvre Abu Dhabi non aveva nessuna intenzione di svolgere il ruolo di piccola succursale di provincia rispetto alla sede parigina. Troppo grande l’investimento economico per permettere che ciò avvenga. Ed ora il colpo straordinario messo a segno a pochi giorni dall’opening (con finanziamenti però che non vengono da Parigi, bensì dal Paese ospite).

I TERMINI DELL’ACCORDO

Del resto, uno dei termini dell’accordo internazionale siglato tra il governo di Abu Dhabi e la Francia nel 2007 prevedeva proprio la creazione, sotto la supervisione dello staff curatoriale del Louvre, di una collezione permanente che mettesse in condizione il museo in meno di due decenni di autogestirsi e poter mostrare al pubblico solo le proprie collezioni senza bisogno di prestiti. In base all’accordo stipulato, il museo di Abu Dhabi potrà utilizzare il nome Louvre per 30 anni e 6 mesi. La Francia garantisce un prestito costante di opere attraverso l’Agence France-Muséums, l’istituzione che riunisce i 13 maggiori musei francesi coinvolti nella partnership con gli Emirati. Si impegna, inoltre, a fornire curatori, conservatori ed esperti in ambito museale e a formare il personale. Infine, garantisce l’organizzazione di quattro mostre all’anno per 15 anni organizzate a rotazione dai musei francesi. Ma si pensa al futuro e a tenere alta l’attenzione dei media mondiali, guarda caso acquisendo l’opera più discussa degli ultimi anni: il Salvator Mundi di Leonardo che già si candida a contraltare ideale della Gioconda, guarda caso, opera simbolo del Louvre parigino.

PRIME NOTIZIE SULL’IDENTITÀ DEL MISTERIOSO ACQUIRENTE

E intanto iniziano a circolare le prime voci sulle generalità del possibile acquirente. Secondo il New York Times, che sostiene di aver avuto accesso ad una serie di documenti non meglio specificati, il proprietario misterioso dell’opera sarebbe Bader bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan al-Saud, piccolo principe saudita, lontano parente della famiglia reale. Sicuramente una persona sconosciuta negli ambienti del grande collezionismo internazionale e che non risulta proprietario di nessuna collezione di pregio. Se la scoperta del New York Times dovesse rivelarsi esatta c’è da chiedersi per quale motivo un non collezionista abituale abbia deciso di investire tanto denaro per acquistare l’opera più controversa di Leonardo, su quali siano i giochi di potere legati a quest’operazione finanziaria e soprattutto quali siano i termini dell’accordo con il Louvre Abu Dhabi.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.