Brain-tooling. L’alpinismo culturale di Dolomiti Contemporanee

Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore ‒ fino al 30 settembre 2018. Ventiquattro artisti animano una rassegna che innesca un dialogo fra pratica creativa e tecniche di arrampicata.

Brain-tooling. Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore 2018. Francesco Zanatta. Photo credit Giacomo De Donà
Brain-tooling. Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore 2018. Francesco Zanatta. Photo credit Giacomo De Donà

Una nuova mostra collettiva rilancia per il secondo anno il Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore, una delle stazioni di “curvatura”, questa la parola d’ordine della stagione 2018, di Dolomiti Contemporanee.
Brain-tooling, a cura di Gianluca D’Incà Levis, Riccardo Caldura e Petra Cason, supera la necessità di parlare di un “tema” per concentrare l’attenzione sulle tecniche di aderenza che gli artisti sviluppano attraverso le loro peculiari ricerche, partendo da un parallelismo con il dry-tooling, tecnica d’arrampicata con cui il climber affronta la roccia nuda servendosi di piccozze e ramponi, solitamente usati sul ghiaccio.

GLI ARTISTI

In questo discorso sul mezzo, 24 artisti (Marta Allegri, Michele Bazzana, Andrea Bianconi, Michele Bubacco, T-Yong Chung, Irene Coppola, Ilaria Cuccagna, Fabiano De Martin Topranin, Barbara De Vivi, Hannes Egger, Chiara Enzo, Enej Gala, Andrea Grotto, Evelyn Leveghi, Stefano Moras, Marta Naturale, Penzo e Fiore, Nazzarena Poli Maramotti, Marta Spagnoli, Cristina Treppo, Caterina Erica Shanta, Luka Širok, Francesco Zanatta, Christian Manuel Zanon) presentano le proprie modalità di aggrappo cerebrale in un percorso polimorfo all’interno del quale trova posto anche una cospicua sottosezione dedicata a “Tiziano Contemporaneo”, che recupera e ripensa l’opera del Vecellio, la cui casa natale si trova a pochi passi dal Forte.
Dall’intuizione alla costruzione di senso si sviluppa la via. Alcuni lavori procedono attraverso calchi e stratificazioni, rivelando un concetto di aderenza quasi letterale allo spazio e al tempo che li accoglie e dove la lezione di Tiziano, che ancora oggi interessa e seduce molti, si intreccia con l’estro di Romano Tabacchi, la cui casa-atelier nella vicina Batteria Castello è stata un innesco fondamentale per gli artisti in residenza.

Brain-tooling. Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore 2018. Marta Spagnoli. Photo credit Giacomo De Donà
Brain-tooling. Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore 2018. Marta Spagnoli. Photo credit Giacomo De Donà

SAPERE AUDE

Alle ricerche che scelgono l’objet trouvé come mezzo di appropriazione del reale, si affiancano quelle che hanno fatto della pittura la propria “picca nel cervello”, strumento privilegiato delle proiezioni d’alpinismo culturale presentate in mostra. Particolarmente ficcanti sono i lavori di quegli artisti che riescono a individuare aggrappi minimi e audaci, servendosi nella loro sfida alla gravità della trasparenza del vetro o dell’impalpabilità del suono.
Cosa ci può dire, dunque, una mostra come Brain-tooling? Innanzitutto che il sapere aude è una necessità soprattutto in quei contesti periferici che rischiano la paralisi sotto il peso dell’inerzia.
E poi che l’attenzione, causa ed effetto della cura, ha una direttrice verticale e non orizzontale, come ci porta a pensare in modo distorto la quotidianità nella quale siamo immersi. In questa cornice concettuale non importa se la ricerca artistica sia infruttuosa o si faccia ripetitiva, purché ci sia.

Veronica Mazzucco

Evento correlato
Nome eventoBrain-tooling
Vernissage30/06/2018 ore 18
Duratadal 30/06/2018 al 30/09/2018
CuratoriGianluca D’Incà Levis, Petra Cason, Riccardo Caldura
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoFORTE DI MONTE RICCO
IndirizzoPieve di Cadore - Pieve di Cadore - Veneto
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Veronica Mazzucco
Nata nel 1987 a Feltre. Di formazione classica, presto scopre una passione per le arti visive. Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali a Udine, decide di trasferirsi a Venezia per specializzarsi in Economia e gestione delle arti e avvicinarsi ad un ambiente artistico più fervente e legato al contemporaneo. Parallelamente al percorso universitario ha avuto la possibilità di collaborare con organizzazioni quali la Peggy Guggenheim Collection e la Biennale di Venezia. Attualmente, oltre che di arte contemporanea, si interessa di industrie culturali e creative.