Max Mara Art Prize for Women. A Londra vince Helen Cammock con un progetto sul lamento nell’Opera

Fondato nel 2005 dallo storico marchio fashion e organizzato con la Whitechapel Gallery, è l’unico premio di rti visive in UK dedicato ad artiste donne. Per la vincitrice 6 mesi in residenza in Italia in 6 città: da Palermo a Reggio Emilia.

Helen Cammock Portrait Photo Magda Stawarska Beavan
Helen Cammock Portrait Photo Magda Stawarska Beavan

Helen Cammock(Londra, 1970) è la vincitrice della settima edizione del Max Mara Art Prize for Women, il premio istituito nel 2005 dalla storica casa di moda italiana, fondata a Reggio Emilia da Achille Maramottinel 1951, in collaborazione con la Whitechapel Gallery: un riconoscimento a cadenza biennale e unico nel suo genere perché riservato ad artiste donne che operano nel Regno Unito e non hanno mai presentato i loro lavori in un’antologica. Il tutto coronato dall’opportunità di trascorrere sei mesi di residenza artistica in Italia. Ne ha dato annuncio – nel corso di un evento tenutosi il 16 aprile alla Whitechapel Gallery di Londra – la giuria, presieduta da Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel Gallery, e composta dalla gallerista Vanessa Carlos(Carlos / Ishikawa, Londra); dall’artista ed ex vincitrice del premio Laure Prouvost; dalla collezionista Marcelle Josephe dalla critica d’arte Rachel Spence. Londinese come Emma Hart, che ha vinto il premio due anni fa, ma di madre inglese e padre giamaicano, Helen Cammock è un’ex allieva del Royal College of Art, con tanti anni di lavoro nel campo dei servizi sociali: un’esperienza che si ritrova nella sua arte capace di esplorare la società contemporanea e il ruolo dell’individuo al suo interno, utilizzando vari medium, dal video al suono e dall’installazione alla scrittura, traendo ispirazione da cantanti e musicisti, scrittori e filosofi come Nina Simone, Philip Larkin, James Baldwin, Maya Angeloue Walter Benjamin.

LE MOTIVAZIONI DELLA SCELTA

La giuria è rimasta colpita dal modo in cui Helen Cammock combina stampa e produzione cinematografica con la sua esperienza di cantautrice per mettere in luce storie perdute di sopravvivenza”, ha dichiarato Iwona Balzwick, presidente della giuria del Max Mara Art Prize for Women. “Concentrandosi sull’espressione del lamento in grado di condurre il jazz e il blues in dialogo con l’Opera barocca italiana, la sua proposta, premiata da Max Mara con una residenza, comprende la ricerca della musica veneziana del XVII secolo e i metodi educativi volti a raggiungere voci marginali che furono pioniere a Reggio Emilia. Il suo viaggio attraverso questa storia culturale porterà alla creazione di un nuovo lavoro di immagine in movimento, una performance e una serie di stampe”.

LA RESIDENZA

La residenza di Helen Cammock, organizzata da Max Mara e dalla Whitechapel Gallery, inizierà nel maggio 2018 e comprenderà sei città italiane – Bologna, Firenze, Venezia (Fondazione Cini), Roma (American Academy of Rome e Istituto Nazionale Centrale delle Grafica), Palermo e Reggio Emilia – dove l’artista incontrerà esperti, studiosi, associazioni, istituzioni e comunità relative alle sue aree di interesse, con la supervisione di un tutor locale per ogni sezione. “È incredibile aver ricevuto un premio così focalizzato nel tempo e nello spazio e ricco di supporto per l’artista”, ha affermato Cammock. “Non ho mai sperimentato prima un’opportunità così strutturata che comprenda viaggi, ricerca, realizzazione e quindi risultati per un periodo prolungato. Durante i sei mesi di residenza mi ritroverò in una cultura che è nuova per me, incontrare praticanti che lavorano in modi diversi per me e considerare come il mio lavoro possa entrare in dialogo con nuove storie. È un’opportunità per lo spazio e il tempo di potersi concentrare sull’essere artista – questo è forse l’aspetto più significativo di questo premio. Sono abituata a lavorare (come molti artisti) per trovare un equilibrio tra progetti, commissioni, insegnamento e altri lavori retribuiti; il tempo prolungato e ininterrotto di poter ragionare sulle idee e i processi è un lusso raro”. Il nuovo corpus di opere che nascerà da questa residenza sarà esposto in una grande mostra personale alla Whitechapel Gallery nel 2019, prima di raggiungere la Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

      Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).