Incastonato in un paesaggio collinare dal sapore antico, Peccioli unisce il fascino della Toscana medievale alla concettualità dell’arte contemporanea. Grazie a un “museo diffuso” di installazioni espressamente pensate per la città e il territorio circostante.

Una città può legarsi all’arte contemporanea nella maniera più ovvia, richiamando i grandi nomi del settore e creando mostre-evento che nella maggior parte dei casi passano senza lasciare niente al territorio, e spesso incontrando la disapprovazione dei propri cittadini. Oppure si può pensare all’arte come a una risorsa per abbellire i centri abitati, con essi armonizzata per introdurvi anche quotidiani spunti di riflessione. Da quasi trent’anni, la cittadina di Peccioli porta avanti Cantiere Peccioli, un ambizioso progetto che interseca l’arte contemporanea con il territorio e la sua identità, e che per questa ragione trova un generale apprezzamento fra i residenti, che percepiscono quelle opere come patrimonio pubblico, simbolo di identità e appartenenza.

UN PROGETTO DI AMPIO RESPIRO

L’idea di un parco d’arte contemporanea nasce nel 1991, sulla base di due esigenze molto sentite dall’amministrazione comunale: la prima, creare un cammino culturale incentrato sull’arte, la seconda, farlo in maniera da lasciare un qualcosa che duri nel tempo, per cui, anziché muoversi su un calendario di mostre a tema, si è scelto di commissionare a vari artisti un intervento pensato ad hoc per la città e il territorio, creando nel tempo un vero e proprio museo a cielo aperto, perfettamente integrato con l’abitato e la natura circostante, e per questo capace di esprimere intimità, facendo percepire come “di casa” le opere degli artisti coinvolti.
Da Hidetoshi Nagasawa a Vladimir Dubosarsky, da Vittorio Corsini a Federico De Leonardis, l’amministrazione cittadina ha dato vita a un eterogeneo museo diffuso, nato senza un fil rouge prestabilito, bensì formatosi sull’accostamento delle differenti sensibilità degli artisti coinvolti. Nomi noti del panorama internazionale si affiancano ai giovani artisti dell’Accademia di Brera, con la quale il Comune ha avviato una proficua collaborazione, offrendo agli allievi la possibilità di cimentarsi con una committenza importante. Dall’architettura alla fotografia all’installazione, questo particolare museo è costituito da opere uniche, appositamente concepite per Peccioli, e interamente finanziate da risorse comunali.
Se, da un lato, le opere disorientano e sorprendono l’osservatore, dall’altro creano nuove relazioni con il paesaggio circostante, lo arricchiscono di elementi che s’intersecano con la storia e le tradizioni locali. Particolarmente suggestivo Acropoli di Vittorio Messina, realizzato sul belvedere cittadino, che richiama la convivialità del passato, così come il Cortile di Vittorio Corsini, ricostruzione, con sedie impagliate e piante di fico, delle antiche “veglie sull’aia”.

Cantiere Peccioli. Luca Maestroni, In Peccioli Lux
Cantiere Peccioli. Luca Maestroni, In Peccioli Lux

L’ASSE CON BRERA

Per ampliare la prospettiva del progetto, e intercettare anche i giovani talenti emergenti, il comune di Peccioli ha coinvolto la prestigiosa Accademia di Brera, e con cinque dei suoi artisti ha realizzato il progetto In Peccioli Lux, dislocato in alcuni degli angoli più caratteristici della cittadina, riqualificando quelli più marginali. Dai Yujie ha realizzato una luminosa volta celeste per le finestre dell’ex cinema Passerotti, luogo caro alla memoria dei pecciolesi, e nel giardino del Centro Polivalente ha posizionato le sagome luminose di animaletti selvatici, a ricordare l’antico legame dell’individuo con la natura. Sulla stessa linea Luca Maestroni, le cui sagome di capriolo che s’illuminano in successione, al margine del bosco, danno l’impressione dell’animale in movimento. Infine, Luisa Turuani, Sara Marioli e Wang Yuchen sono intervenuti nell’abitato, fra vicoli e case non abitate, con installazioni che s’illuminano al passaggio delle persone creando momenti d’interazione e di intimo dialogo fra queste e il paesaggio urbano; che si arricchisce, parla del passato e del presente, e regala momenti di bellezza.

Cantiere Peccioli. Vittorio Corsini, Lo sguardo di Peccioli
Cantiere Peccioli. Vittorio Corsini, Lo sguardo di Peccioli

UN PROGETTO IN FIERI

Il Cantiere non conosce soste, e le ultime opere aggiuntesi in ordine di tempo sono quelle del progetto Il cielo accanto, ideato dalla “vecchia conoscenza” Vittorio Corsini e costituito da quattro momenti diversi, che si fondono in un itinerario fra le vie dell’abitato. Dai pannelli con le gradazioni dei colori del cielo ‒ che riscrivono la prospettiva dell’orizzonte ‒, passando per gli elementi naturali luminosi sulla chiesa del Carmine, fino agli sguardi degli abitanti di Peccioli fotografati e affissi lungo il Belvedere e l’innovativo Lightmood, un’installazione luminosa collegata a un algoritmo che monitora l’umore degli individui sulla base di quanto scritto su Twitter in tempo reale e lo riporta con l’accensione di un colore corrispondente allo stato d’animo prevalente. Un progetto dinamico, che dalla dimensione locale passa a quella globale, da quella spirituale a quella terrestre, e unisce Peccioli al “respiro dell’umanità”.
Voluto per affascinare, far pensare, regalare bellezza e portare nel mondo il nome della cittadina, Cantiere Peccioli funziona per l’umiltà e la competenza con cui negli anni è stato portato avanti cercando il consenso della cittadinanza e l’armonia con il paesaggio. Una strategia che si è rivelata utile per arricchire la città, materialmente e spiritualmente.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.