A Villa Croce a Genova una serie inedita di 80 opere di Stefano Arienti disegnate con la luce

A Villa Croce a Genova 80 opere (carte, intonaci, disegni) realizzate con la luce. La serie inedita di Stefano Arienti sarà presentata per la prima volta al pubblico, nell’ambito della Giornata del Contemporaneo.

Stefano Arienti, Villa Croce Genova
Stefano Arienti, Villa Croce Genova

Il museo è naturalmente Villa Croce a Genova, città alla quale è dedicato il prossimo episodio della rubrica “Percorsi”, sul numero 40 di Artribune in distribuzione in tutta Italia, in oltre 600 punti, e nell’ambito della fiera Artissima. L’istituzione, ai nastri di partenza sotto la direzione del giornalista Carlo Antonelli, ex Rolling Stones, presenta fino al 14 gennaio 2018 una mostra a cura di Anna Daneri e Francesca Serrati dedicata a Stefano Arienti. Si intitola Finestre Meridiane. Intersezioni con la collezione di Villa Croce. Una occasione interessante perché mette gli spazi e le opere della raccolta del museo in dialogo con una serie inedita dell’artista di Asola, nato nel 1961, ma residente a Milano dal 1980, un insieme costruito a partire dal 2012, ma mai esposta prima. Si intitola Le Meridiane, alludendo al fatto che le 80 opere in mostra – disegni, carte e intonaci – vengono “tratteggiate” con la luce.

LA LUCE PER DISEGNARE

Ma che significa esattamente? Lo spiega ad Artribune lo stesso Arienti: “letteralmente seguo l’ombra che l’infisso della finestra proietta sul tavolo che le sta davanti, sia nella mia abitazione, nel pomeriggio (finestra ad ovest) che nel mio studio, la mattina (finestra ad est con infisso a graticcio). C’è un minimo di quattro linee diritte da seguire o molte di più con l’infisso a grata. Nel tempo che scelgo e ricalco le forme disegnate dalla luce, il sole si è già spostato quel tot che permette di disegnare le stesse linee in una nuova posizione sfalsata. Così procede questo disegno astratto così dinamico perché è il risultato di un processo naturale: quando arriva una nuvola, ho anche delle belle pause”.

UNA SERIE INEDITA

Il progetto apre al pubblico il 14 ottobre nell’ambito della Giornata del Contemporaneo indetta da Amaci, che coinvolge musei, non solo gli aderenti, associazioni, gallerie, istituzioni di tutto lo Stivale, in una grande festa dedicata all’arte del presente. Mostre, eventi, appuntamenti e un’immagine guida, Pane Quotidiano, ideata da Liliana Moro. Ma perché fino ad oggi la serie di Arienti Le Meridiane non era mai stata presentata al pubblico? “Non è insolito”, spiega lo stesso artista, “che io cominci una nuova serie di lavori con anni di anticipo rispetto alla data in cui poi trovano la loro presentazione in una mostra. Dal 2012 al 2015 erano principalmente prove e nel 2016 e 2017 il corpus più abbondante. Sono molto lento nel far maturare nuove tipologie di opere e nella progettazione in generale. Anche per me vale il principio che la progettazione in corso d’opera ha un ruolo molto importante, per questo mi prendo sempre un po’ di tempo supplementare per fare maturare delle serie che voglio eseguire”.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.