“I Needed Color”. L’attore Jim Carrey racconta la sua passione per la pittura in un documentario

Uno studio pieno di tele e colori, un luogo dove dare sfogo alla propria creatività. Non stiamo parlando di un pittore, ma di Jim Carrey, l’attore americano che in un documentario recentemente pubblicato su Vimeo ha raccontato della sua grande passione per la pittura, considerata da lui una forma di catarsi e di cura per guarire dalle afflizioni della vita. Ecco alcune immagini dell’artista all’opera, e alcuni quadri non sono poi così male…

Jim Carrey, still da I Needed Color
Jim Carrey, still da I Needed Color

“Non è mai troppo tardi” è la frase che si sente dire tutte le volte che qualcuno si cimenta in nuove attività, inizia a coltivare passioni mai praticate prima o scopre di avere un talento inaspettato. Sembrerebbe essere questo il caso di Jim Carrey (Newmarket, 1962), l’attore canadese naturalizzato statunitense diventato celebre negli anni Novanta per aver interpretato ruoli comici tra il demenziale e il surreale in pellicole quali Ace Ventura, Scemo & più scemo, The Mask, ma anche i più impegnativi The Truman Show e Se mi lasci ti cancello. L’attore infatti, lontano dai riflettori dello star system, oramai da anni si dedica alla pittura, una passione di cui ha svelato origini e ragioni in un mini documentario pubblicato pochi giorni fa su Vimeo.

DA HOLLYWOOD ALLA PITTURA

I Needed Color è il titolo del video diretto e prodotto da David Bushell che vede Carrey protagonista, questa volta, nelle vesti di artista. Il doc è stato girato all’interno del suo studio di New York, un luogo pieno di enormi tele coloratissime, dove l’attore è filmato mentre disegna, dipinge e scolpisce. “Quando ho iniziato a dipingere, ero diventato così ossessionato che non c’era spazio per muoversi in casa mia”, spiega Carrey. “C’erano quadri ovunque. Stavano diventando parte degli arredi, mangiavo su di loro”. Un’ossessione nata per caso e anche per necessità, in un giorno di inverno “veramente brutto” mentre passeggiava tra le strade di New York: “è stato così deprimente. Avevo bisogno di colore”, racconta l’attore, e proprio queste sue ultime parole hanno dato il titolo al documentario.

Jim Carrey: I Needed Color from SGG on Vimeo.

L’ARTE COME CURA PER LE DIFFICOLTÀ DELLA VITA

Stando a quanto Carrey racconta nel video, la pittura rappresenta per lui una forma di liberazione, un modo per consolarsi delle delusioni della vita arrivato dopo aver praticato per anni lo sketching: “Ho sempre disegnato, ma non ho mai dipinto molto”, continua Carrey. “Improvvisamente, sei anni fa, in un momento in cui stavo cercando di curare il cuore spezzato, ho pensato: bene, forse dipingerò. Non so cosa mi insegni la pittura, so solo che mi rende libero. Libero dal futuro, libero dal passato, libero dal rimpianto e dalla preoccupazione”. Forse non ci si aspetterebbe mai di sentire pronunciare a un’icona della comicità simili parole, profonde e drammatiche, ma la vita di Carrey negli ultimi anni non è stata esilarante come le commedie che ha recitato: risale al 2010 la fine della sua relazione con l’attrice Jenny McCarthy, e al 2015 il suicidio della sua ex fidanzata Cathriona White. Un anno dopo la sua morte, la madre della ragazza ha accusato Carrey di avere fornito alla figlia le droghe che l’hanno uccisa e, probabilmente, l’attore entro quest’anno dovrà difendersi da tali accuse in un’aula di tribunale. In attesa di sapere come andrà a finire, ecco alcune immagini tratte dal video in cui l’attore è all’opera nel suo studio, immerso tra vernici e quadri che rappresentano figure umane dai colori accesissimi, in uno stile che ricorda i linguaggi dell’Espressionismo e della Pop Art…

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.