Pierre Huyghe all’Espace Louis Vuitton di Venezia. Le immagini in anteprima della mostra

Torna in Laguna l’artista francese con una mostra all’Espace Louis Vuitton. E tra le opere in mostra c’è anche “A Journey that wasn’t”, girato in una spedizione dell’artista in Antartide…

Pierre Huyghe, Photo Credit Ola Rindel
Pierre Huyghe, Photo Credit Ola Rindel

Mancano ormai pochi giorni all’inaugurazione della 57° edizione della Biennale di Venezia, l’evento più atteso dagli art-addicted di tutto il pianeta, e le agende degli addetti ai lavori si riempiono di eventi ed inaugurazioni da non perdere. Tra gli opening più attesi c’è, come ogni edizione, l’inaugurazione de L’Espace Louis Vuitton, avamposto in laguna della fondazione parigina di proprietà della nota maison del lusso, che punta quest’anno su Pierre Huyghe, indiscutibilmente tra gli artisti francesi più rappresentativi dentro e fuori i confini nazionali. La mostra veneziana rientra in “Beyond the walls”, programma nato all’indomani dell’inaugurazione della Fondazione Vuitton a Parigi con l’intento di mostrare le opere della collezione nelle sedi di Monaco di Baviera, Pechino, Tokyo e Venezia.

LE OPERE IN MOSTRE

Visionario, poliedrico, poetico, complesso, a tratti paranoico: provare a racchiudere l’opera di Huyghe in una definizione unica è una impresa vana. Appassionato di cinema, ma anche di musica, letteratura, fantascienza, archeologia, Huyghe utilizza il video, le installazioni, la performance, la fotografia e il disegno per sondare il senso profondo delle relazioni sociali, il rapporto fra natura biologica e mondo invisibile, tra materia inerme e ambiente naturale.
La mostra all’Espace Louis Vuitton presenta tre lavori fondamentali dell’artista francese. Il percorso espositivo si snoda attorno al film A Journey that wasn’t, girato nel 2005 durante una spedizione di Huyghe in Antartide, in compagnia di un gruppo di scienziati e artisti, a bordo di un antico veliero, alla ricerca di una nuova isola creata dallo scioglimento dei ghiacci dove ipoteticamente vive un esemplare di pinguino albino. Il video si articola in due parti, da un lato il racconto della spedizione e dall’altra la trasposizione in suoni della topografia dell’isola in uno spartito musicale interpretato da un’orchestra sinfonica al Central Park di New York. Oltre al film, sono in mostra la scultura sonora Creature (2005-2011) e Silence Score (1997), trascrizione sonora di Huyghe dei suoni impercettibili dell’opera di John Cage 4’33’(Silence), registrata nel 1952. Ecco le immagini in anteprima.

– Mariacristina Ferraioli

Pierre Huyghe
Espace Louis Vuitton Venezia
Calle del Ridotto 1353
30124 Venezia – Italia

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.