Costellazioni sonore in terra d’Abruzzo

Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo – fino al 29 gennaio 2017. Estetica e suono si mescolano nella rassegna abruzzese. Accendendo i riflettori su una galleria di sperimentazioni.

Andrea Gabriele, Che ti amerà per sempre, 2012. Museolaboratorio, Città Sant’Angelo 2017. Photo Claudia Petraroli
Andrea Gabriele, Che ti amerà per sempre, 2012. Museolaboratorio, Città Sant’Angelo 2017. Photo Claudia Petraroli

Esperienze sonore e pratiche estetiche, contesto rurale e realtà internazionali: questi gli ingredienti di una mostra di ricerca che non si ferma esclusivamente al prodotto finale, ma che si racconta nel suo farsi. Non a caso, un archivio di supporti video, audio e cartacei pone le basi per la costituzione di una raccolta a consultazione permanente all’interno del museo di Città Sant’Angelo.
Pollinaria e Museolaboratorio sono i due fulcri attorno ai quali certe pratiche hanno gravitato, da sempre punti di incontro tra gli artisti stessi, come centri di una costellazione di rapporti e collaborazioni intessute negli anni”, afferma Carla Capodimonti, co-curatrice del progetto, facendo riferimento alle “costellation of moments” della Teoria estetica di Theodor W. Adorno.

SUONO, SILENZIO, RUMORE

Il vero protagonista è il suono, secondo le esperienze inaugurate da John Cage, Morton Feldman, Brian Eno, come emanazione di un elemento immateriale all’interno di uno spazio. Sono coinvolti artisti/musicisti abruzzesi appartenenti a diverse generazioni e attivi a partire dagli Anni Novanta. Tra i performer Vincenzo Core, che presenta a Pollinaria il risultato della sua residenza, Lorenzo Balloni e Gaetano Cappella.
Nella prima sala del Museolaboratorio trova spazio un lavoro site specific di Andrea Gabriele, una mattonella del pavimento incastonata e mimetizzata tra le altre, su cui sono incise delle coordinate geografiche. Parte della collezione permanente del museo dal 2012, Che ti amerà per sempre è un lavoro non finito (causa la prematura scomparsa dell’artista), il cui completamento prevedeva proprio un intervento sonoro. Il silenzio, come pagina bianca, si intensifica preparando lo spettatore agli ascolti successivi.
Segue il tavolo di lavoro di Giustino Di Gregorio, che negli Anni Novanta, corteggiato dal genio del rumorismo mondiale John Zorn e dalla sua etichetta Tzadik, pubblica un album dal titolo Sprut. Impiegando il DAT (Digital Audio Tape), sperimenta pioneristicamente il collage sonoro in modalità analogica.

Tu M', Monochrome # 09+V06, 2009. Museolaboratorio, Città Sant’Angelo 2017. Photo Marco Marzuoli
Tu M’, Monochrome # 09+V06, 2009. Museolaboratorio, Città Sant’Angelo 2017. Photo Marco Marzuoli

SOUND ART E CONTEMPLAZIONE

Marco Marzuoli realizza un lavoro scultoreo in cui il nastro magnetico si trasforma in sostanza tangibile, forma, disegno, feticcio, creando una coreografia visiva alla stregua degli esperimenti su pellicola realizzati da Rosa Barba nei suoi re-enactment cinematografici.
Fabio Perletta il suono lo produce, lo comprime, lo interroga costringendo lo spettatore a porsi in ascolto, a spostarsi nello spazio, cercando di catturare frequenze inudibili incastrate in centinaia di combinazioni che si autogenerano. Nella cornice di un giardino Zen, gli speaker diventano fiori che diffondono suoni ovattati, imprigionati, letteralmente sottovuoto.
Chiude la mostra il duo Tu M’ (Rossano Polidoro ed Emiliano Romanelli) che in Monochrome # 09+V06 dà vita a una dimensione contemplativa in cui la sagoma del Gran Sasso affiora maestosa e potente, in simbiosi con l’accompagnamento musicale.
“Negli ultimi anni”, afferma il co-curatore Leandro Pisano, “la sound art sta guadagnando sempre di più interesse da parte dei critici, dei curatori e del sistema dell’arte contemporanea. Si tratta di un fenomeno nuovo e interessante perché riconfigura il suono, elemento tradizionalmente accessorio rispetto alla sfera visuale, come linguaggio dotato di una propria forte autonomia”.

Marta Silvi

Evento correlato
Nome eventoA Constellation of Moments - Mostra e Archivio
Vernissage23/12/2016
Duratadal 23/12/2016 al 29/01/2017
CuratoriCarla Capodimonti, Leandro Pisano
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoMUSEO LABORATORIO - EX MANIFATTURA TABACCHI
Indirizzovico Lupinato 1 - 65013 - Città Sant Angelo - Abruzzo
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Marta Silvi
Marta Silvi (Roma, 1980) è storica dell’arte e curatrice indipendente, di base a Roma. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa con una tesi sul reimpiego delle immagini in movimento. Regular contributor per Artforum e Flash Art Italia; collabora inoltre con Artribune, ATP Diary, Look Lateral. Nel 2007 è stata finalista alla II Edizione del Premio Nazionale DARC MAXXI per la storia e la critica dell’arte italiana contemporanea. Tra il 2008 e il 2012 è stata co-direttrice della galleria Monitor a Roma. Ha contribuito a pubblicazioni universitarie internazionali e ha partecipato al libro "Cinema d’Artista" di Maria Rosa Sossai (Silvana Editoriale, 2009). È stata assistente prima e curatrice poi, in diverse mostre in Italia e all’estero. Tra quelle più recenti, "On the Tip of My Tongue" (Palazzo Trinci, 2014), "Nico Vascellari" (Lum, Ex-Chiesa Santa Maria di Betlem, 2014), "La Solitudine dei Monumenti" (Palazzo Candiotti, 2016), "Nicola Samorì" (CIAC, 2016), tutte a Foligno. Nel 2016 ha insegnato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2014 e, nel 2017 insieme a Carla Capodimonti, ha curato la sezione Arti Visive e l’Open Call for Artists per il Dancity Festival di Foligno, presentando mostre, performance, talk e progetti speciali (Nico Vascellari, 2014; Claire Fontaine, 2017).