Da ex zuccherificio abbandonato a polo culturale. Nasce Classis, nuovo museo d’arte di Ravenna

L’ex stabilimento industriale, dopo i lavori di restauro e di riconversione a spazio espositivo per oltre 21 milioni di euro, ospiterà Classis Ravenna, nuovo museo d’arte antica e polo di ricerca culturale che sorge a pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Ecco le prime anticipazioni dell’ambizioso progetto

Classis Ravenna, rendering dell'allestimento
Classis Ravenna, rendering dell'allestimento

Nei primi decenni del Novecento a Classe, frazione di Ravenna celebre per la Basilica intitolata a Sant’Apollinare Patrimonio dell’Umanità Unesco, sorgeva una fabbrica in cui 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in zucchero che, per nave o per ferrovia, veniva distribuito in tutta Europa. Ma nel 1962 lo zuccherificio dovette chiudere e, con l’abbandono della produzione, venne abbandonato e dimenticato anche il complesso industriale. Almeno fino agli Novanta, quando l’amministrazione comunale della città decide di ristrutturare l’ex fabbrica di zucchero per riconvertirla a museo. Un lungo e complesso progetto che vedrà finalmente la luce il prossimo 1 dicembre, in occasione dell’inaugurazione di Classis Ravenna, il nuovo Museo della Città e del Territorio che custodirà e racconterà la storia antica di Ravenna, dall’era preistorica a quella medievale.

Classis Ravenna prima e dopo il recupero dell'edificio
Classis Ravenna prima e dopo il recupero dell’edificio

IL NUOVO MUSEO E LA RIQUALIFICAZIONE DELLA FRAZIONE DI CLASSE

Per il progetto di ristrutturazione e realizzazione del nuovo museo, promosso dal Comune di Ravenna, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero dei Beni Culturali e la locale Fondazione Cassa di Risparmio, sono stati stanziati oltre 21 milioni di euro, per un’area espositiva di 2.800 metri quadrati e un’oasi verde di un ettaro e mezzo. La progettazione del nuovo Classis Ravenna è stata affidata all’arch. Andrea Mandara, che ha operato al servizio di un comitato scientifico coordinato dal prof. Andrea Carandini. “Dal museo si possono facilmente raggiungere altri gioielli ravennati”, spiega il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale. “Innanzitutto, la contigua Basilica di Sant’Apollinare, ma anche l’Antico Porto, gli scavi di San Severo e tutta la zona ambientale a sud di Classe, dalla pineta all’Ortazzo e l’Ortazzino oggetto di un progetto di riqualificazione, così come sta avvenendo per la stazione ferroviaria cresciuta a servizio dell’ex Zuccherificio”. “Classis Ravenna sarà il punto di partenza necessario per ogni visita, non solo alla contigua area archeologica dell’antico Porto di Classe, ma verso l’intera città”, dichiara Giuseppe Sassatelli, Presidente della Fondazione Ravenna Antica, cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo Museo, insieme a quelle dell’Antico Porto, della Basilica di Sant’Apollinare e, nel cuore di Ravenna, della Domus dei Tappeti di Pietra, il Museo TAMO e la Cripta Rasponi. “Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria, nonché supportato dai più moderni ausili tecnologici, qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medioevo”.

Classis Ravenna, rendering dell'area espositiva
Classis Ravenna, rendering dell’area espositiva

UN MUSEO DI STORIA ANTICA VOTATO ALL’INNOVAZIONE E ALLA RICERCA

Il nuovo museo racconterà le origini e la storia millenaria di Classe, anche grazie alle centinaia di reperti rinvenuti nel porto del porto della frazione: gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno in Classis Ravenna uno spazio congeniale, accanto ai pezzi più significativi dal punto di vista artistico. I materiali archeologici esposti testimonieranno l’evoluzione del territorio ravennate e la multietnicità delle sue popolazioni seguendo una “linea del tempo” che, con apparati grafici e visivi, accompagneranno il pubblico creando uno stretto rapporto tra la storia e i materiali archeologici esposti. In questo modo sarà possibile articolare una narrazione che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. “Classis Ravenna non sarà un semplice ‘contenitore di materiali’, ma anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo”, sottolinea l’Assessore alla Cultura Elsa Signorino. “Qui ampi laboratori per lo studio e per il restauro consentiranno a docenti e studenti dell’Università di svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. Il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell’intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei”, conclude Signorino, “svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Il tutto con una forte vocazione al territorio”.

– Desirée Maida

Classe – Ravenna // 1 dicembre 2018
Classis Ravenna
Via Classense
www.ravennantica.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.