Foto d’artista scattate con l’iPhone. La mostra al Metropolitan di New York

“Talking Pictures” è il nome del progetto che ha visto dodici coppie di artisti dialogare per cinque mesi attraverso immagini e video, bandendo la scrittura. Le opere realizzate durante l’esperimento sono confluite in una mostra inaugurata nel giorno del decimo anniversario di nascita dell’iPhone.

Metropolitan Museum, New York
Metropolitan Museum, New York

Prendi dodici coppie di artisti muniti di iPhone e di’ loro di comunicare, per cinque mesi, solo attraverso fotografie scattate con il loro cellulare. Non si tratta del format di un reality show, ma della mostra promossa dal Metropolitan di New York Talking Pictures: Camera-Phone Conversations Between Artists, coincidente con il decimo anniversario di nascita del dispositivo prodotto dalla Apple.

LE “CONVERSAZIONI VISIVE”

Ormai da anni i telefoni vengono utilizzati per immortalare momenti di vita e condividere le proprie esperienze in tempo reale. La fotografia diventa dunque un mezzo di comunicazione immediato ed efficace, dal punto di vista narrativo anche più trasversale rispetto alla scrittura. Queste le riflessioni che hanno spinto il Met a invitare dodici artisti a partecipare al progetto, chiedendo loro di invitare a loro volta un altro artista a essere il suo “partner telefonico” per un periodo di cinque mesi, dal novembre 2016 all’aprile 2017. Le coppie partecipanti hanno quindi comunicato utilizzando soltanto foto e video, ed è stato loro raccomandato di non scrivere messaggi o didascalie e di non condividere le proprie immagini sui social network. Per certi aspetti, le Talking Pictures potrebbero essere considerate la versione contemporanea di quelli che un tempo erano romanticamente chiamati “epistolari” o “carteggi” privati. Cambia il mezzo, ma non cambia il mood e la complicità con cui questi artisti hanno vissuto le loro conversazioni visive: Manjari Sharma e Irina Rozovsky, ad esempio, attraverso lo scambio di immagini hanno scoperto di essere entrambe in gravidanza, e la loro conversazione si è conclusa con le foto dei figli appena nati. Le altre coppie di artisti coinvolte nel progetto sono composte da William Wegman e Tony Oursler, Cynthia Daignault e Daniel Heidkamp, Nicole Eisenman e A. L. Steiner, Sanford Biggers e Shawn Peters, Cao Fei e Wu Zhang, Teju Cole e Laura Poitras, Njideka Akunyili Crosby e Nontsikelelo Mutiti, Nina Katchadourian e Lenka Clayton, Christoph Niemann e Nicholas Blechman, Ahmet Ögüt e Alexandra Pirici, Pruitt e Jonathan Horowitz.

Talking Pictures Camera Phone Conversations Between Artists, immagine tratta dal dialogo tra Majari Sharma e Irina Rozovsky. New York, Metropolitan Museum
Talking Pictures Camera Phone Conversations Between Artists, immagine tratta dal dialogo tra Majari Sharma e Irina Rozovsky. New York, Metropolitan Museum

MUSEI E NUOVE TECNOLOGIE

Gli scatti realizzati durante il progetto sono esposti in mostra sui supporti tradizionali delle stampe fotografiche o fruibili attraverso schermi touch e proiezioni video. E non è escluso che il Met decida di acquisire alcuni “dialoghi” per arricchire la propria collezione, confermando così il sempre più crescente interesse, negli ultimi anni, per le forme d’arte legate alle nuove tecnologie da parte di istituzioni museali e gallerie. Basti pensare al Columbus Museum of Art dell’Ohio, che nel 2015 ha dedicato una grande mostra alla mobile photography, #MobilePhotoNow, organizzata con la collaborazione della #JJ Community, una delle più grandi comunità fotografiche su Instagram. O andando più indietro nel tempo, nel 2011, possiamo ricordare la mostra My Word Shared alla East Gallery di Londra, anche questa ideata da una comunità social appassionata di “iPhoneography”, la iGears London.

– Desirée Maida

www.met.org
www.columbusmuseum.org
myworldshared.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.