Fotografi armati di solo iPhone. E di Instagram, l’applicazione social che fa sembrare tutti un po’ più bravi. Arriva a Londra una mostra in galleria…

Si chiama My World Shared (il mio mondo condiviso) la mostra che aprirà a Londra negli spazi della East Gallery a Brick Lane – a Shoreditch, quartiere ad alto tasso creativo –  il prossimo 22 ottobre. Protagonisti dell’iniziativa, un gruppo di appassionati di Instagram, popolarissima applicazione per iPhone che permette di scattare fotografie, migliorarle velocemente […]

Si chiama My World Shared (il mio mondo condiviso) la mostra che aprirà a Londra negli spazi della East Gallery a Brick Lane – a Shoreditch, quartiere ad alto tasso creativo –  il prossimo 22 ottobre. Protagonisti dell’iniziativa, un gruppo di appassionati di Instagram, popolarissima applicazione per iPhone che permette di scattare fotografie, migliorarle velocemente con l’aiuto di un set di filtri, e condividerle con una cerchia di amici. Un po’ macchina fotografica, quindi, un po’ social network. Ma soprattutto, un mezzo che con estrema semplicità – bastano pochi “tocchi” sullo schermo del telefonino – rende i nostri scatti più affascinanti grazie all’uso di una patina vintage, un filtro seppiato, o un romantico bianco e nero.
Progettata da iGears London, gruppo di appassionati di – indovinate un po’ -“iPhoneography”, la mostra comprenderà numerose fotografie scattate esclusivamente con Instagram: “per catturare sotto forma di immagini la realtà attorno a noi e condividerla con il resto del mondo”.

www.myworldshared.com

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • hm

    – l’applicazione social che fa sembrare tutti un po’ più bravi. –

    forse fa sembrare tutti un po’ più vintage, visto che ‘consuma’ le foto dandogli l’aspetto di foto anni 70 sbiadite . effetto veramente odioso .

  • hm

    sicuramente la instagram sarà apprezzatissima dalle teste di cazzo hipster (lo dice anche la parola) dei dickheads —> http://www.youtube.com/watch?v=lVmmYMwFj1I

    • me.giacomelli

      A parte il turpiloquio da coatto di quinta categoria, hai segnalato un video mooooolto divertente!

      • hm

        se si definiscono teste di cazzo io li chiamo teste di cazzo . non voglio certo mancargli di rispetto .

        • augusta

          :-) in effetti……….

  • hm

    alla fine sono gli stessi che a milano girano con gli occhialoni senza lenti e vanno ai concerti di bugo .

  • augusta

    hm, bugo chi è??? sorry ma sono anziana.
    Su flickr (aubana49) vedi le mie foto che faccio con iphone senza instgram per ritoccarle. M’interessa l’attimo e il ritocco non è valido. Io arrivo dal mondo della fotografia analogica e ci ho messo un pò per apprezzare la digitale.
    Una mostra così mi piace e parteciperei volentieri.
    Video divertente. grazie perchè sei una fonte eccezzionale per youtube!!!!
    occhialoni senza lenti girano a milano? ma va???? e di cosa si fanno?? Bugo?

    • hm

      bugo è un hipster dickhead che ha perso il gel —> http://www.youtube.com/watch?v=av-EKvPZKMs

      instagram non serve per ritoccare le foto, semplicemente ci mette sopra dei filtri per farle risultare vintage, come fossero vecchie foto anni 70 un po’ scolorite e desaturate (se rivedi foto che hai fatto negli anni 70 puoi capire come diventano) . quindi in realtà non ritocca nulla ma rovina letteralmente le foto nel vero senso della parola . nessuno a parte degli hipster colti da disistima e complessi di inferiorità vorrebbe che le foto apparissero come negli anni 70 simil cheap polaroid . sì a milano girano un tot di hipster con occhiali senza lenti e abbigliamento finto nerd e ultravintage messo a caso (magari costato anche un casino) . il must è il maglioncione di lana (non mi viene il termine) tipo mantello da indossare con pantaloni iperstretti e stivale . ma anche scarpe iperclassiche tipo church con calzino in vista, l’importante è abbinare roba che non c’entra niente per risultare più testa di cazzo possibile . il tutto condito da occhialoni anni 70 da vista SENZA LENTI .

      • augusta

        E’ vero l’avevi scritto del ritocco..un orrore, a parer mio. come un orrore è la descrizione di questi tipi, prima senza lenti poi, magari, sarà trendy il senza denti ( va là che me li faccio strappare tutti e ci faccio una collanina) chissà..
        grazie hm ciao.

        • hm

          il punto triste secondo me è replicare un effetto vintage in una tecnologia di nuova generazione, nella musica elettronica questo ha anche senso perchè i software sono costantemente aggiornati alla velocità della luce, escono programmi nuovi tutti i giorni quindi è normale che ci siano software che riproducano synth ingombranti da migliaia di euro ma nelle arti visive tutto questo non ha senso, una polaroid costa 20-30 euro su ebay e lavora meglio dell’instagram . inoltre nelle arti visive ciò che viene proposto nelle gallerie al 95% è TUTTO vintage . quindi mettersi lì a far le foto con l’instagram è veramente da poveretti . delle due fai foto alla massima risoluzione e poi le rovini come si deve coi filtri di photoshop, non con quell’effetto scialbo da foto dimessa scolorita .

          • augusta

            son d’accordo..

  • ermete

    è solo tecnicismo virtuoso, ma l’idea dov’è ??? rincorrendo la tecnologia nn saremo mai liberi di esprimerci realmente e concretamente ma schiavi di essa quello che conta è l’idea che suggerisce la tecnica e nn il contrario. un certo signore di nome joseph kosuth diceva tempo fa: la filosofia prima dell’arte……….. il problema è che queste mostre vengono, recepite dalla gente comune, come fosse un battesimo dell’arte, dove l’artista, che fa la foto con iphone, è diventato Artista……… beh come si dice dalle parti mie …….. ci devi mangiare il pane………….

  • TheStylist

    L’iPhone ha rotto le ****.