Quale sarà il futuro del Centro Pecci di Prato? Indiscrezioni danno Lorenzo Giusti direttore

Sono poche e fumose le informazioni sull’Istituzione toscana. Nel frattempo emergono alcuni interrogativi sul destino della struttura che è costata una ingente quantità di danaro ai contribuenti. E ancora, sarà Giusti a dirigere il Museo? Intanto il Cda rende noto: Cavallucci resta fino a fine anno.

Centro Pecci - photo Mario Gianni
Centro Pecci - photo Mario Gianni

Il 19 marzo chiude la Fine del Mondo, la mostra che ha inaugurato il Centro Pecci di Prato lo scorso 16 ottobre, dopo i lavori di restauro della parte storica dell’edificio, progettato da Italo Gamberini, e l’apertura ufficiale della nuova struttura di Maurice Nio. Il Centro Pecci è stato fondato alla fine degli anni Ottanta dal Comune di Prato; è gestito dalla Fondazione per le arti contemporanee in Toscana ed è sostenuto interamente da fondi pubblici, a parte qualche minore sponsor locale che ha contribuito al Grand Opening. A un mese dalla fine della mostra inaugurale e dalla scadenza del mandato del direttore in carica Fabio Cavallucci ancora però non si hanno notizie sul futuro dell’istituzione. Quale sarà il destino del Museo? Al di là di accordi formali con la Regione Toscana, il Centro Pecci è da considerarsi ancora l’hub del contemporaneo in Toscana?  Quali sono i futuri progetti condivisi con le realtà culturali in città e in Regione?

Fabio Cavallucci
Fabio Cavallucci

NESSUNA NOTIZIA DA PRATO

Ad oggi, dal Centro non hanno comunicato alcun programma a breve e lungo termine, nessuna mostra è stata annunciata, non ci sono aggiornamenti sulla conferma o meno dell’attuale direttore, il cui mandato scade in concomitanza con il termine della mostra da lui curata. Non è stato inoltre presentato ufficialmente un bando nazionale o internazionale per la ricerca di una nuova figura alle redini del museo. E, ancora, non ci sono dati sul numero dei visitatori paganti, previsioni sul budget 2017 o, auspicabilmente, sul prossimo triennio triennio. Sulla futura direzione del Centro, tempo fa, circolavano alcuni nomi papabili e pare fosse Lorenzo Giusti, attuale Direttore del Man di Nuoro, tra i candidati più accreditati. Giusti, pratese d’origine, conosce molto bene il territorio, e ha lavorato come curatore dello spazio EX3 di Firenze, poi chiuso. Secondo alcune indiscrezioni pare che ci siano stati già degli incontri con il Sindaco di Prato Matteo Biffoni.

IL SILENZIO DI GIUSTI

Rispondo a tutte le domande, tranne a quelle sul mio futuro!“. Così ci ha risposto il direttore del MAN di Nuoro, Lorenzo Giusti, a proposito dei rumors che lo vedono tra i favoriti per la direzione del Centro Pecci di Prato. “È veramente prematuro parlarne“.
Sono tante le domande a cui l’Istituzione si trova a rispondere, dopo l’ingente investimento milionario del Comune di Prato e della Regione Toscana, che hanno anche attinto a finanziamenti europei. La giunta comunale presieduta da Matteo Biffoni ha, con grande entusiasmo e determinazione, fortemente voluto la riapertura del centro insieme al suo Assessore alla Cultura Simone Mangani. Nel frattempo, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana ha deciso all’unanimità di chiedere a Fabio Cavallucci, attuale Direttore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, la disponibilità a proseguire nel suo incarico fino al 31 dicembre 2017. Il CdA, una volta completato l’assetto di governance della Fondazione con l’ingresso dei due consiglieri nominati dalla Regione Toscana, ha stabilito, quale criterio di selezione del futuro Direttore del Centro Pecci, lo strumento della call internazionale.

– Daniele Perra

 

Dati correlati
CuratoriFabio Cavallucci, Lorenzo Giusti
Spazio espositivoCENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI
IndirizzoViale Della Repubblica 277 - Prato - Toscana
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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per i media e la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia” “GQ.com”, "SOLAR". È consulente strategico per la comunicazione della FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e docente di Contemporary Art e Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". Ha lavorato come Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall, Svezia, e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e allo IED e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano (2004-2005). È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.
  • Il problema di Prato è la location, quindi grande opportunità per ripensare il museo, al netto delle clientele locali da coinvolgere anche se mediocri.