Best Of 2016 di Artribune. Personaggi, artisti, curatori, musei, gallerie, politici

Una “classifica” che vorremmo integrare o focalizzare con suggerimenti e commenti di tutti: ma che aiuta ad inquadrare l’anno artistico appena concluso

Giuseppe Penone ® Nanda Lanfranco
Giuseppe Penone ® Nanda Lanfranco

L’evento artistico che resterà nella memoria? Il miglior giovane artista? La galleria che si è mossa meglio? È possibile mettere in archivio il 2016 con delle scelte oggettive? No, ovviamente: ognuno si è creato le proprie convinzioni, le sue personali “liste”. Ma Artribune ha messo insieme le idee dei propri redattori e di un gruppo di contributors, e anche quest’anno ha deciso di accettare la scommessa: ecco il nostro “best 2016”. Ora aspettiamo di leggere le vostre, di indicazioni…

MIGLIOR GIOVANE ARTISTA ITALIANO – La fucina delle nuove energie creative nazionali si conferma il Nord Est. Se nel 2014 indicavamo il goriziano Thomas Braida e lo scorso anno la veneziana di formazione e adozione Elena Mazzi, per il 2016 torniamo a Gorizia per segnalare Michele Spanghero: artista lontano da ogni protagonismo mediatico, che indirizza ogni sua energia nell’approfondimento della propria ricerca trasversale fra installazione, scultura e musica, con qualche vena performativa. All’attiva presenza nel tessuto culturale territoriale affianca sempre maggiori aperture internazionali, specie in ambiente berlinese con la galleria Mazzoli. E alla Quadriennale di Roma ha convinto la sua installazione nella mostra di Denis Viva

MIGLIOR ARTISTA AFFERMATO ITALIANO – Le motivazioni che portano ad indicare Giuseppe Penone le abbiamo scritte più volte in questi mesi, e del resto probabilmente non serve nemmeno troppo esibirle. Un crescendo partito dalla presenza a Documenta 2012, poi il grande progetto del 2013 a Versailles, quelli successivi alla Reggia di Venaria e a Firenze al Forte Belvedere, il Praemium Imperiale vinto nel 2014, e quest’anno le grandi mostre museali al Mart, ancora a Venaria, al Rijksmuseum, fino alla sua scelta – assieme a Jenny Holzer – come artista protogonista per l’apertura nel 2017 del museo probabilmente più importante di questi anni, ovvero il Louvre Abu Dhabi. E per la fine di gennaio è prevista una sua grande mostra a Roma, al Palazzo della Civiltà Italiana dell’Eur by Fendi

MIGLIOR ARTISTA INTERNAZIONALE – È nata a Glasgow, in Scozia, 39 anni fa, nel 1999 è stata selezionata da Peter Doig e Roy Arden per l’EAST Award all’East International, che peraltro ha vinto. Da lì la carriera di Lucy McKenzie è stata sempre in ascesa, tra mostre ed eventi in tutto il mondo che ne hanno promosso la ricerca, che affronta i confini tra arte e design. Qualche esempio? La Biennale di Venezia di Francesco Bonami nel 2003, Happy Outsiders alla Zach ta Galeria di Varsavia, e numerose altre in musei quali il Walker Art Center di Minneapolis, la Tate Britain a Londra, la Kunsthalle Basel. Oggi residente a Bruxelles, anche se docente all’Accademia di Diisseldorf, è rappresentata dalla Galerie Buchholz a Berlino e New York

MIGLIOR MUSEO IN ITALIA – Hangar Bicocca Milano per il programma di altissimo profilo internazionale, variegato nelle proposte e adatto a pubblici diversi, e per la grande attenzione alla didattica. Ma l’indicazione va estesa al complesso delle strutture artistiche e museali meneghine – dalla Triennale alla Fondazione Prada, al nuovissimo BASE – che hanno contribuito a fare di Milano la città più viva dal Paese (vedi sotto) e una delle più interessanti attualmente in Europa

MIGLIOR MUSEO INTERNAZIONALE – Il livello stratosferico dell’offerta culturale non conosce flessioni: basti citare la grande mostra dedicata in primavera a Georges de La Tour, o il successo della tappa spagnola delle celebrazioni per i 5 centenario di Bosch. A questo il Prado di Madrid ha affiancato nel 2016 un grande progetto di ampliamento nel Salón de Reinos – Hall of Realms, sede fino ad alcuni anni fa del Museo dell’Esercito, che sarà firmato da Norman Foster

MIGLIOR NUOVO MUSEO – Il vero punto di forza del nuovo edificio è la straordinaria capacità di dialogare con il paesaggio urbano e naturale, con continue osmosi tra interno ed esterno. Il miglior nuovo museo è il MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia, firmato dall’inglese Amanda Levete nel distretto di Belèm, a qualche chilometro da Lisbona

MIGLIOR COLLEZIONISTA ITALIANO – Per il terzo anno consecutivo il riconoscimento sarebbe dovuto finire a Giorgio Fasol: cambiano correnti, cambiano i protagonisti, ma non cessa il suo sostegno alla giovane arte. E la sua collezione quest’anno ha avuto la consacrazione con una mostra in tre sedi museali a Siena. Tuttavia, almeno per quest’anno, abbiamo deciso di cambiare e abbiamo optato per premiare Maurizio Morra Greco. Il collezionista napoletano è riuscito ad aggregare risorse pubbliche europee non indifferenti sull’edificio che ospita la sua Fondazione a Napoli e ha fatto partire un cantiere milionario che sta per partorire una struttura da migliaia di metri quadri nel cuore del capoluogo campano. Sarà lo spazio da tenere d’occhio nella seconda metà dell’anno

MIGLIOR MOSTRA IN ITALIA – Se lo scorso anno premiavamo il museo per il complesso del suo approccio al ruolo anche nel dialogo con l città, quest’anno il Madre di Napoli vince con Fabio Mauri – a luce solida: mostra dal taglio inedito, che presenta l’artista attraverso “metodo” e “pensiero”, veri protagonisti del percorso

MIGLIOR MOSTRA INTERNAZIONALE – Una mostra che è stata accusata di estetizzazione e parzialità. Critiche valide entrambe, ma come negare la componente estetica di ogni movimento rivoluzionario, e come è possibile essere enciclopedici? Soulèvements, curata da Georges Didi-Huberman al Jeu de Paume di Parigi non è una mostra di sola fotografia, anche se quest’ultima occupa un ruolo da protagonista, ma al fianco di opere e documentazione della più varia natura. Qual è l’oggetto? Il sollevamento, inteso come rivoluzione e rivolta, come movimento che porta ad alzare la testa, letteralmente, politicamente, socialmente. Al netto delle legittime critiche, una mostra fra le più belle e interessanti di questo decennio

MIGLIORE FIERA ITALIANA – Se tutte e tre le grandi fiere nazionali – Bologna, Milano, Torino – affrontano il nuovo anno con nuovi direttori, per MiArt il passaggio sarà sicuramente più morbido: e infatti l’era di Alessandro Rabottini – già vice di Vincenzo De Bellis – sta portando senso e nuove dinamiche nella fiera di una città con un grandissimo potenziale anche in questo ambito

MIGLIORE FIERA INTERNAZIONALE – Due o tre anni fa, vista la crisi che ha attraversato la rassegna inglese, non lo avremmo mai detto. E invece per il 2016 è andata proprio così: la fiera più bella – anche grazie ad un cambio di direzione evidente – è stata Frieze London

MIGLIOR EVENTO – Con The Floating Piers, la ciclopica installazione galleggiante sulla acque del Lago d’Iseo, Christo ha definitivamente sdoganato l’arte contemporanea rendendola un fenomeno che pop, accessibile e democratico. Senza nulla perdere della carica emozionale e spirituale

MIGLIOR PAESE – Olanda. Sempre più protagonista sul palcoscenico espositivo internazionale, nel 2016 ha fatto da cornice a una serie di eventi di grande richiamo. Oltre a rappresentare il cuore pulsante delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Hieronymus Bosch, con la mostra allestita nel suo paese natale, i Paesi Bassi hanno ospitato la collezione della corona inglese a L’Aia e il focus su Lawrence Alma-Tadema, la prima delle tre rassegne che animano il programma culturale di Leeuwarden, Capitale Europea della Cultura 2018. E il 2017 si apre con i festeggiamenti per il centenario di De Stijl…

MIGLIOR CITTÀ INTERNAZIONALE – Londra. Fra progetti realizzati, dal nuovo Design Museum alla Tate Modern 2, ad altri in cantiere, come quello pur tormentato del Garden Bridge, la capitale inglese guarda dall’alto quanti temevano per le ripercussioni post Brexit

MIGLIOR CITTÀ ITALIANA – Milano si conferma l’unica città italiana in grado di competere internazionalmente, sempre più ricca di progetti e nuovi spazi dedicati alla cultura (vedi Miglior museo in Italia). La città ha saputo monetizzare l’effetto Expo proiettandolo in una dimensione globale nella proposta culturale e nell’approccio strutturale. A fronte di una capitale in fase di patetico declino, Firenze, Napoli, Torino e Bologna vivono momenti abbastanza felici, ma nessuno corre come corre Milano

MIGLIOR DIRETTORE DI MUSEO IN ITALIA – In un panorama che per questa fattispecie offre un ampio spettro di scelta, da Bradburne a Brera a Schmidt agli Uffizi, Mauro Felicori si è fatto interprete del nuovo spirito del riformismo franceschiniano: con scelte a volte impopolari e piglio deciso verso i risultati, aiutati dal recupero di ampi settori della Reggia di Caserta dopo lunghi lavori di restauro

MIGLIOR CURATORE ITALIANO – Per Eugenio Viola il prestigioso incarico internazionale in Australia, a Perth, giunge a coronamento di un percorso che ha visto una grande crescita del critico napoletano sia sulla scena italiana, sia nel panorama internazionale

MIGLIOR CURATORE INTERNAZIONALE – È all’apice della carriera e riveste un ruolo chiave in uno dei più importanti musei al mondo: da un anno Clara M. Kim è stata nominata – assieme a Nancy Ireson – curatrice alla Tate Modern di Londra. E se continua a non sbagliare un colpo, come fa da circa 15 anni, entro 4 anni la vedremo a fare la curatrice a una importante biennale

MIGLIOR NOTIZIA – Il recupero dei 17 dipinti rubati al Museo di Castelvecchio di Verona, una vicenda che ha appassionato anche per le vicissitudini e le difficoltà seguite al ritrovamento: ma che alla fine ha premiato la determinazione di forze dell’ordine, diplomazia e magistrati riconsegnando all’Italia i preziosi capolavori

MIGLIOR GALLERIA D’ARTE ITALIANA – Il trentennale festeggiato dal napoletano Alfonso Artiaco sul finire dell’anno giunge solo a coronamento di un percorso galleristico che non subisce mai flessioni: una finestra sul mondo arricchita dalle presenze in tutte le fiere d’arte mondiali che contano

MIGLIOR UOMO POLITICO – Non può stupire la conferma del ministro Dario Franceschini: fra molte luci e qualche ombra, il suo approccio riformatore si rivela vincente negli esiti del mega concorso per i 20 direttori dei maggiori musei italiani, che ha messo in circolo idee e innestato nuove energie fresche in un panorama da tempo troppo chiuso e autoreferenziale. Spiccano i successi a livello internazionale, dai Caschi Blu della Cultura al G7 dei Ministri dei Beni Culturali, che per la prima volta si riunirà nei prossimi mesi a Firenze

MIGLIOR PROGETTO FUTURO – Manifesta a Palermo: i programmi operativi sono ancora tutti da scoprire, ma le premesse sono di quelle che fanno ben sperare: a cominciare dalla scelto di OMA di Rem Koolhaas come Creative Mediator

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