Dracula, a Torino. Da Bela Lugosi a Philip Glass

Affascinato dal Dracula di Bela Lugosi, il compositore statunitense ne ha scritto anni fa la colonna sonora per quartetto d’archi. Ora, al Teatro Vittoria di Torino, va in scena il suo adattamento a cura di Valter Malosti. Per tentare di dare un seguito all’idea sincretica che Bram Stoker aveva del suo stesso romanzo.

Philip Glass nel 2008 a Milano

Protagonista di uno dei percorsi musicali più affascinanti e sorprendenti del XX secolo, anche grazie a una miriade di collaborazioni che vanno da musicisti, registi e poeti quali David Bowie, Paul Simon, Suzanne Vega, David Byrne, Laurie Anderson, Brian Eno, Woody Allen, Allen Ginsberg, fino alla danzatrice Twyla Tharp o alla scrittrice Doris Lessing, Philip Glass ha avuto un impatto straordinario e senza precedenti sulla vita musicale e intellettuale del nostro tempo. Dopo aver studiato ad Aspen con Darius Milhaud ed essersi trasferito in Europa per completare la sua formazione con la leggendaria Nadia Boulanger (è durante il suo soggiorno a Parigi che il musicista entra in contatto con il virtuoso del sitar Ravi Shankar), Glass rientra a New York nel 1967 e forma il Philip Glass Ensemble.
Il nuovo stile musicale che il compositore stava maturando (e che prese forma in quel periodo con Steve Reich e Terry Riley) fu denominato “minimalismo”, un termine che delineava tendenze già presenti in letteratura e nelle arti visive, mai amato particolarmente da Glass, preferendo parlare piuttosto di “musica con strutture ripetitive“. Del resto, osservando la sua sconfinata produzione, possiamo notare che in lui non c’è mai stato nulla di “minimalista”, almeno da un punto di vista strettamente quantitativo. Glass è autore, infatti, di una nutrita serie di lavori da camera, così come di musica per il teatro e la danza, ha firmato dieci sinfonie, opere, brani vocali, concerti per strumento solista e orchestra, passando per un crescente corpus di pagine per il pianoforte solo, fino a toccare il mondo delle colonne sonore.

Bela Lugosi
Bela Lugosi

Proprio ricollegandosi a quest’ultimo ambito, il 2 dicembre andrà in scena presso il Teatro Vittoria di Torino l’adattamento in forma di melologo, a cura dell’attore Valter Malosti, del romanzo Dracula di Bram Stoker, con le musiche per quartetto d’archi di Philip Glass (tratte dalla colonna sonora per l’omonimo film di Tod Browning), eseguite dal Quartetto d’Archi di Torino. Il lavoro tenterà di innestare una sorta di commento alla musica che Glass scrisse per sonorizzare il film del 1931, con protagonista Bela Lugosi, dando un seguito all’idea sincretica e trasversale che Stoker stesso aveva del suo romanzo.
L’album contenente la colonna sonora originale di Glass venne pubblicato nel 1998 dall’etichetta Nonesuch, nell’incisione del Kronos Quartet. Tra le uscite discografiche più recenti, contenenti le musiche del compositore di Baltimora da non lasciarsi scappare – o da recuperare, nel caso vi siano sfuggite – segnaliamo il nuovissimo Music for Violin and piano: Glass, Kancheli Tüür di Andrea Cortesi e Marco Venturi (2014, Brilliant); Einstein on the Beach (2012, Orange Mountain Music); The Passion of Ramakrishna (2012, Orange Mountain Music); Massimo Mercelli, Carlo Boccadoro and I Virtuosi Italiani perform Philip Glass (2012, Orange Mountain Music); Satyagraha (Arthaus Musik, DVD) e le Metamorphosis nella registrazione dal vivo della pianista Branka Parlić.

Paolo Tarsi

Torino // 2 dicembre 2014 ore 20
Dracula
TEATRO VITTORIA
Via Gramsci 4
www.unionemusicale.it/concerti/confluenze-valter-malosti-02122014/

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Paolo Tarsi
Musicologo e compositore, dal 2010 fa parte del collettivo Argo con cui prende parte alla pubblicazione di una serie di romanzi collettivi. Suoi studi sono apparsi su riviste specialistiche e rivolgono particolare attenzione alla musica del secondo Novecento, ai rapporti tra musica e altre forme d’arte e all’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop. Collabora inoltre con “Il Giornale della Musica” e “Il Corriere Musicale”, ha tenuto conferenze e curato programmi radiofonici di musica jazz e contemporanea in Italia e all’estero. Scrive musiche per mostre di P. Cotani, M. Giacomelli, A. Warhol, collaborando con Tullio Pericoli e musei quali il MAXXI, dove ha partecipato a una perfomance di “Pendulum Music” di Steve Reich. Ha curato la musica originale e la sonorizzazione live durante la proiezione dei lavori del progetto Giovane Fotografia Italiana #02 presentato da GAI e Fotografia Europea in collaborazione con Acusmatiq 8.0 e Mediterranea 16 “Errors Allowed”, la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo e, successivamente, la performance musicale durante la presentazione parigina delle riviste “Argo” e “Alfabeta2”, Per un uso performativo delle riviste. Alfabeta2+Argo: Presentazione, smontaggio e performance, dove sono state eseguite sue composizioni accanto a brani di Erik Satie, John Cage e Fausto Romitelli. Nel 2012 ha conseguito il Certificate of Advanced Studies (CAS) in Musica elettronica e Sound Design presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, attualmente si sta specializzando nella composizione per il cinema con il premio Oscar Luis Bacalov.
  • pino Barillà

    Philip Glass – Enrico castellani. Due diversi linguaggi che dicono le stessa cosa.

  • M.P.

    Il commento su “minimalista” vs. “gran quantità di opere” poteva anche risparmiarselo. La prima parte sa molto di ctrl+v da Wikipedia.

    • Paolo Tarsi

      Mi viene da pensare che molti sul web provano “piacere di stare insieme – in rete mai a viso scoperto, guarda un po’ – solo per criticare”. Anche questo commento sa di ctrl+v, ma non da Wikipedia però https://www.youtube.com/watch?v=nfSFqWMtcbY

  • Argo Ogra

    L’articolo delinea con grande chiarezza il lavoro di uno dei padri del minimalismo in musica, ben fatto Artribune!