Presentato il film Fame. Racconta la storia del festival di street art che ha cambiato Grottaglie

Al Milano Film Festival viene proiettato Fame, il film che racconta la nascita e la genesi del famoso festival dedicato alla street-art, nato a Grottaglie, ma con un’ottima risonanza internazionale. Una manifestazione di grande successo che purtroppo ha chiuso i battenti all’apice della fama…

Il festival Fame a Grottaglie
Il festival Fame a Grottaglie

La nascita e l’ascesa del festival Fame, il primo festival in Italia dedicato alla street art. Un percorso raccontato e riportato nell’omonimo documentario presentato in questi giorni al Milano Film Festival. Il film, distribuito da I Wonder Pictures, non racconta solo una storia ma è piuttosto una sorta di piccolo manifesto sull’arte e la cultura.

Il festival Fame a Grottaglie
Il festival Fame a Grottaglie

LA STREET ART A GROTTAGLIE

A Grottaglie stavo bene. Ci entravo giusto giusto. Questo posto mi ha offerto da sempre un bene prezioso e sottovalutato: la noia. Fossi nato in un posto dove succedono mille cose sarei stato sicuramente più tranquillo, magari più distratto”, recita la voce fuori campo di Angelo Milano, fondatore del festival e co-regista del documentario insieme a Giacomo Abbruzzese, “Grottaglie è un deserto culturale e non c’è posto migliore del deserto per fare quello che ti pare”.

Il festival Fame a Grottaglie
Il festival Fame a Grottaglie

LA GENESI DEL FILM

Il film Fame utilizza immagini di “archivio” realizzate durante gli anni di attività del festival. La voglia di raccontare questa storia ha superato la distanza fisica tra Angelo Milano e Giacomo Abbruzzese, che abitano l’uno in Puglia e l’altro a Parigi. Ci sono voluti due, tre anni per realizzare il lungometraggio e raccontare la storia di Fame, un festival nato dalle persone e non dalle istituzioni che ha ottenuto con i propri mezzi un discreto successo. Ma proprio nel momento in cui il festival stava raggiungendo una certa popolarità ed autonomia, Angelo Milano ha deciso di “abbassare la saracinesca” e di non continuare più l’avventura. Mentre oggi le amministrazioni concedono muri agli artisti per realizzare i loro graffiti, nel 2006 quando Fame prendeva forma era tutto “illegale” senza alcun permesso. Era un legame in un qual senso più sincero, reale legato alla performance e al gesto artistico. Fame rappresenta “l’ultimo momento di purezza e di vandalismo della street art prima della fine”, dice Giacomo Abbruzzese. Fame non è solo un film che racconta una vicenda, ma è un film che lascia intravede la possibilità di agire, scegliere, dar vita a qualcosa di nuovo ed innovativo anche in un posto apparentemente lontano dai circuiti dell’arte come la Puglia.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.