Sulla tavola, al di là del muro

Marten Persiel firma un toccante docu-film, vincitore del premio Perspective en Dialog all’ultima Berlinale. La pellicola, in questi giorni nelle sale cinematografiche di Berlino, è in arrivo presto anche in Italia. Con una prima proiezione in ottobre, a Roma, in occasione del Road To Ruins Film Festival.

Panik - (c) Wildfremd Production Berlin

This Ain’t California è un inno alla potenza sovversiva della vitalità, un nostalgico documentario che ci porta in viaggio attraverso il mondo sconosciuto dei Rollbrettfahrer, gli skateboarder, chiamati così nella DDR. Il film racconta la passione di un gruppo di amici – un “movimento di giovani ribelli” – la cui unica ragion d’essere fu l’illusione di restare giovani e immortali. Al centro, le vicende di tre ragazzi, dall’infanzia negli anni Settanta, attraverso i turbamenti adolescenziali negli anni Ottanta, fino a quell’autunno del 1989 quando, ormai ventenni, tutto quello che avevano conosciuto cambiò per sempre, dividendo le loro strade. Tre ragazzi che scoprivano il loro amore per lo skateboarding sull’asfalto screpolato della DDR, tre ragazzi che, per fortuna, possedevano livelli sufficientemente maniacali di protagonismo per registrare la loro vita su Super-8. Qui, oggi, si ritrovano un’ultima volta insieme per salutare il loro amico Denis (Panik) il quale inspiegabilmente cambia rotta di vita, in modo inesorabile.
La vita nella DDR come non è mai stata vista prima.

Il film mostra tutto quello che ti aspetteresti di vedere in un film sugli skaters, con acrobazie, scorrazzamenti sulle ruote in mezzo alla folla, miti e cadute pazzesche, ma mostra anche una Berlino che non c’è più e il coraggio di alcuni adolescenti, i quali fecero di questo sport il loro atto di ribellione contro il regime.
Il ritmo è frenetico, con una colonna sonora che spazia da vecchie hit degli anni Ottanta alle canzoni popolari in voga nella Germania dell’Est. Alcune scene mancanti nella narrazione sono sostituite nel film da animazioni grafiche in bianco e nero. Imprigionati da un muro che ostacola la loro passione per la tavola sulle ruote, gli adolescenti dell’Est riescono a trovare la via di fuga sul confine e creano un network sotterraneo illegale di collegamento tra le due Germanie, dove il passaparola, il contrabbando di riviste e di ruote e di pezzi di skate unisce i ragazzi dell’ovest e quelli dell’est in una forza prorompente. Un’affermazione senza tempo del valore dell’amicizia e del coraggio dell’essere giovani.

Valentina Scotti

www.thisaintcalifornia.de
www.roadtoruins.it

CONDIVIDI
Valentina Scotti
Valentina Besegher Scotti (Milano 1976) video artista, live video performer e graphic designer, vive e lavora a Berlino. Diplomata in tecniche di produzioni multimediali, focalizza la sua ricerca sulla narrazione del mondo reale attraverso la decontestualizzazione onirica dei suoi elementi, sul sogno come racconto non lineare e fuori controllo della memoria. Usa diversi linguaggi iconografici e mixed media, come super8, 8mm., collage, fotografia, found footage. Dal 2005 è curatrice e art director di vjcentral.it, il primo portale italiano ad accesso pubblico dedicato al LiveMedia e al Vjing. Dal 2011 recensisce per Artribune eventi LiveMedia, audiovideo, experimental cinema e video art nell’area berlinese.