Verso Matera 2019. L’artista americano John David Mooney racconta la sua opera pubblica per la Capitale della Cultura

L’artista è un habitué di grandi eventi e grandi spazi: ai giochi Olimpici di Atlanta del ’96 realizzò una grande scultura di luce. “Sono entusiasta della città”

È un artista habitué di grandi eventi e grandi spazi: ai giochi Olimpici di Atlanta del ’96 realizzò una grande scultura di luce, poi passò a un progetto di urban light come la Chicago Tower illuminata per i 50 anni del Tribune, poi una spirale galattica di acciaio per il Planetario Adler (sempre a Chicago), e poi una susperficie colorata come la Miami Wave, che movimenta la pavimentazione all’aeroporto di Miami. Cosà realizzerà John David Mooney a Matera 2019? Ancora è presto per saperlo, ma quel che è certo è che per l’occasione di Matera capitale europea della cultura ci sarà anche un’opera dell’eclettico artista americano, un site-specific pensato per l’occasione, che come tutte quelle di arte pubblica da lui realizzate resterà alla città. Mooney, che ha appena fatto un primo sopralluogo nella città dei Sassi, lavorerà a stretto contatto con l’Open Design school di Matera, fin dalla progettazione dell’opera come è nel suo stile. “Sono entusiasta della città”, ha detto al suo ritorno, “ho vissuto un’esperienza indimenticabile, ho dormito in una cava, Matera è una città magica e ho respirato un’atmosfera di natura e cultura tradizionale unica al mondo. Ora torno a Chicago per cominciare la fase creativa lasciando spazio alle idee che verranno senza censurarne nessuna, questo è il mio modo di lavorare, dopo i sopralluoghi, dopo aver parlato con le persone del luogo dove devo installare l’opera, dopo essere entrato un po’ nel loro mondo e nel loro immaginario, inizio la fase creativa e poi una volta scelto un progetto, la realizzazione. La fase creativa solitamente dura circa sei mesi e poi un paio di mesi per la realizzazione”.

POCO PIÙ DI DUE ANNI
In questo caso però forse i tempi saranno diversi, perche ad oggi, a Matera 2019 mancano poco più di due anni. Mooney farà un secondo sopralluogo tra 8 mesi circa e poi ci sarà l’ultimo ritorno per realizzare l’opera e montarla. “Le mie opere sono progetti corali”, dice Mooney, “non ci lavoro mai da solo, c’è la collaborazione di decine di persone, architetti, designers, artisti, ingegneri, realizzatori, ognuno aggiunge un pezzo e arricchisce l’opera anche perché quello che voglio è che sia della gente che vive nella città e che la sentano come nata da loro”. Per questo l’opera di arte pubblica che realizzerà sarà qualcosa che collegherà la città e il presente con la natura e il paesaggio inconfondibile di Matera che tanta parte ha avuto nella storia del luogo. “La mia intenzione”, dice l’artista, le cui opere sono anche al Museum of Modern Art di New York. “è fare qualcosa di pubblico che colpisca e che sia riferito a Matera 2019 ma che allo stesso tempo non rompa con qualcosa che adesso è già in potenza Matera e nei suoi abitanti, qualcosa che è nel loro immaginario”. Non avendo ancora un progetto ma solo idee che devono prendere forma, non si sa che tipo di materiali saranno utilizzati. Dal 1981 Mooney ha dato vita ad una fondazione che porta il suo nome che ospita per motivi di studio e di collaborazione artisti, studenti, architetti, ingegneri e studiosi di varie discipline uniti in nome dell’arte che sperimentano nuovi linguaggi di progettazione e realizzazione.

Geraldine Schwarz

www.matera-basilicata2019.it

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