Lo Strillone: Monica Cuoghi e l’atto d’egoismo di Blu a dispetto di tutta la città su La Repubblica. E poi chè è Elena Ferrante, a tavola con gli artisti

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Cuoghi e Corsello, Pea Brains, Bologna, 1995

Cuoghi e Corsello, Pea Brains, Bologna, 1995

Quello di Blu mi sembra un atto egocentrico ed egoista. Quando un artista realizza un’opera poi non è più sua, diventa della città”. Nel coro di voci a sostegno, arriva – dopo quella di Artribune – un’altra voce di dissenso verso l’azione dello streetartista Blu, che ieri ha cancellato tutte le sue opere dai muri di Bologna. È quella di Monica Cuoghi, “la madre di ‘Pea Brain’, l’ochetta dalle lunghe zampe che iniziò a passeggiare sui muri di Bologna negli anni ’80”, spiega La Repubblica, che accoglie il suo parere: “è un atto di protagonismo: è come dire i graffiti sono miei e li distruggo quando voglio. Lui l’ha fatto per fare un dispetto a Roversi, ma ha finito per fare danno alla città. II paradosso è che alla fine gli unici lavori di Blu rimasti a Bologna saranno nel museo che ha voluto boicottare”. Di parere opposto Vittorio Sgarbi, che su QN si iscrive al partito dei favorevoli: “Esempio di coerenza gesto nobile e autentico quello di Blu: restituisce alla strada quello che nella strada è nato. Non perché qualcuno lo abbia commissionato, ma per un gesto di trasgressione dei writers alle regole della società”. Il Fatto Quotidiano riporta quello che ha scritto l’artista sul suo blog: “A Bologna non c’è più Blu e non ci sarà più finché i magnati magneranno per ringraziamenti o lamentele sapete a chi rivolgervi“.

Chi è Elena Ferrante? Se il dilemma sulla reale identità della scrittrice italiana di maggior successo negli ultimi anni, ci pensa Marco Santagata su La Lettura: “uno pseudonimo dietro al quale si nasconde la scrittrice (ebbene sì, una donna) di quattro fortunati romanzi in Italia e all’estero. Marco Santagata, dantista e a sua volta narratore, ha svolto un’accurata indagine filologica. Che da Napoli porta alla Normale di Pisa. E torna a Napoli, all’università Federico II”. “Un libro originale che coniuga in modo divertente e piacevole arte e cucina, proponendo 79 ricette, realizzate da alcuni maestri del passato e altrettanti artisti contemporanei”. Libero si è andato a leggere Let’s Bake Art: a tavola con gli artisti, della giovane Mariapia Bruno, che svela i segreti ai fornelli di personaggi Pablo Picasso, Filippo Tommaso Marinetti, Salvador Dalì, Frida Kahlo, Man Ray, Roy Lichtenstein, Christo, Robert Indiana, Steve McCurry, Alex Katz, Paolo Maggis.

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  • amaryllide

    qualcuno si stupisce che l’house organ del renzismo si sarebbe schierato con la congrega di Roversi Monaco? Io per niente, e questo non fa che confermarmi nell’idea che Blu ha fatto benissimo.

  • Milki

    Una serva ..peccato….bravo Blu!!!