Franceschini scommette sui servizi aggiuntivi di musei e siti culturali. Si fondono le società Arcus e Ales: e a dirigerle arriva il supermanager Mario De Simoni

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Palazzo delle Esposizioni, a Roma

Palazzo delle Esposizioni, a Roma

Grazie a questa operazione vengono razionalizzate le società in house del Mibact per assicurare al meglio l’erogazione di servizi culturali, le attività di valorizzazione del patrimonio e le attività di fund raising”. Con queste parole, tratte dallo scarno comunicato del Ministero dei Beni Culturali, si sintetizza un nuovo – nodale – passaggio della riforma Franceschini: in altre parole il ministero si impegna, finalmente, dopo 25 anni dalla Legge Ronchey, a credere davvero nei servizi aggiuntivi che sono una parte del motivo per cui all’estero i musei “funzionano” meglio che in Italia. E lo fa con un primo passo burocratico, ovvero con l’annuncio di Ales, la società in house del Mibact, della fusione per incorporazione di Arcus Spa, in attuazione della legge di stabilità 2016.

BIGLIETTERIE, BOOKSHOP, RISTORANTI, BAR
E spunti di interesse arrivano anche dai nomi: amministratore delegato di Ales sarà infatti Mario De Simoni, attuale direttore generale del Palaexpo, esperienza che riempirà di sostanza e qualità il nuovo impegno; il consiglio di amministrazione sarà poi composto dai consiglieri Debora Rossi e Marco Macchia. Qual è la sostanza di questa novità? Che Franceschini scommette sulla valorizzazione del patrimonio culturale, e – visti anche gli scarsi risultati del decentramento – si attrezza per fare in modo che questa sia coordinata dallo Stato: Ales spa è infatti una società partecipata al 100% del Ministero dei Beni Culturali. Parliamo della gestione di biglietterie, bookshop, ristoranti, bar, vendita di gadget in musei e siti culturali, a oggi affidati a società e cooperative esterne con tutti i difetti di questa pratica nel panorama italiano.

CHE SUCCEDERÀ ALL’AZIENDA PALAEXPO?
In questa partita, si inserisce anche il futuro dell’Azienda speciale Palaexpo: hub romano oggi orfano del presidente – Franco Bernabè – e del consiglio di amministrazione, dimessosi in blocco in polemica con il Comune di Roma, e gestito dal commissario Innocenzo Cipolletta. E che ora resta senza il suo storico direttore Mario De Simoni, garanzia di continuità e di operatività sui più alti livelli. “Ci sarà probabilmente un periodo di vacatio, prima dell’arrivo del suo successore, ma non c’è nulla di cui allarmarsi”, ha rassicurato Cipolletta dalle pagine de La Repubblica: “la nostra programmazione è già stata stabilita, almeno nelle scelte, per i prossimi due anni”.

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