I giovani artisti italiani? Carini, educati e mosci. Parola di Luca Beatrice: “scivolano nel decorativo, non danno fastidio a nessuno e si vendono bene”

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Luca Beatrice

Luca Beatrice

Una dozzina di opere tutte decisamente cool, scelte con grande attenzione tra le realtà emergenti, dove per prima cosa si respira un’aria di buona educazione”. Il contesto? Una visita ad Ennesima, la mostra curata da Vincenzo De Bellis in Triennale a Milano: è questa che fornisce lo spunto a Luca Beatrice per una riflessione sulla generazione di artisti italiani nati negli anni Settanta e Ottanta: “Giovani, carini e mosci. Scivolano nel decorativo: non danno fastidio a nessuno e si vendono bene. Ma che noia”, scrive sul quotidiano Il Giornale.
Chi finisce nell’occhio del ciclone beatriciano? Non certo “le rockstar (Cattelan e Vezzoli)”, ma gli autori della dozzina di opere di cui sopra: “Tele centinate che citano il minimalismo nella versione Ikea (Santo Tolone); pittura astratta senza dipingere, realizzata con materiali di scarto, che fanno pensare a Daniel Buren, l’inventore del decorativismo ambientale geometrico (Alek O); sculture stanche, afflosciate su se stesse, dove la scelta del cemento armato determina la rinuncia alla monumentalità plastica (Luca Monterastelli, già invitato allo scorso Padiglione Italia); e poi disegni a matita di volti, molto eleganti e un po’ scolastici (Andrea Romano)”. Panorama eccessivamente depressivo? Siete d’accordo?

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  • un critico italiano

    Ma senti da che pulpito vengono le prediche….

    • curator2

      infatti, lui che con la porcara di felipe cardenas / alessandro riva e le sue scelte ammiccanti, plasticose e ultrapop consumistico anni ’90 certo non ha dato contributo vigoroso all’arte! beatrice sei un prodotto di questo sistema, non criticarlo.

      • bisturi

        “curator 2” e “un critico italiano” eccoli qua , almeno a dar retta alla firma , due colleghi invidiosi (se davvero sono colleghi) di Luca B e che,mi giocherei non so cosa, se mai hanno organizzato qualche mostra state sicuri che avranno sicuramente esposto robaccia quanto e più di Luca. Perchè dico questo ? Perchè l’autocritica manca generalmente a quasi tutti i critici curatori nostrani , vero flagello del sistema artistico italiano. Nessuno di loro che non si senta indispensabile e cruciale e intelligente ma quasi tutti hanno esposto robaccia e hanno scritto poco di rimarchevole.
        E non se ne salva quasi nessuno, anche quelli che predicano bene ma poi razzolano male , come stigmatizzato giustamente da Whitehouse.
        Dopo anni stentano a decollare nuove firme dopo i soliti Bonito Oliva e Celant. incredibile ma vero, dato che Gioni e Bonami possono anche fare delle mostre importanti (E Gioni anche belle) ma non hanno uno spessore teorico. . Ci prova la Bagargiev ma i suoi riferimenti sembrano la lista della spesa.
        Per buona parte di tutti gli altri il fallimento e il basso profilo. Si spera di meglio dai personaggi dei nuovi musei, mah, vedemo.
        Il curator 2 parla di un “ultrapop consumistico anni 90” e di porcate fatte dal semidefunto condannato per pedofilia Riva in combutta con Beatrice (fino a prova contaria però ligio alla legge italiana):
        evidentemente questo signore ritiene che il mediocre ultrapompato Pessoli esposto in personale da De Bellis sia meglio, il che mi fa sinceramente ridere. Come fa ridere pure Politi sull’ultimo numero della sua ormai sempre più scarna gazzetta quando ci vuole convincere che Pessoli è un artista di successo perchè lavora con gallerie importanti e una di queste è addirittura proprietà di un figlio di.
        Notare come non si capisca mai cosa intenda Politi , dato che confonde regolarmente e ossessivamente successo con qualità, facendoci dubitare da anni , causa questa sua monomania, del suo equilibrio psichico o comunque facendoci sospettare di sue frustrazioni personali mai superate.
        Ma notare pure che il dichiaratamente esterofilo direttore editore imprenditore mantiene comunque il vizio italiano di valutare innanzitutto il pedigree (il figlio di) delle persone unitamente all’abitudine. immaginiamo, di soppesarne il portafoglio.
        Considerato che ciarla sempre di libera concorrenza possiamo capire come mai dopo tanto parlar male dell’italia non sia stato in grado di trasferirsi allora negli USA che addita sempre a esempio. Forse perchè laggiù la sua rete parentale di amichetti e sodali non può reggere il confronto e il reuccio si troverebbe tutto nudo, considerato che anche in Italia è ormai in mutande. Ma si sa che Politi, pur oggi sciancato, per l’arte Italiana è stato una versione mini di quello che è stato Berlusconi per il nostro sistema politico, altrettanto deleterio, e non si può dire infatti che non sia stato molto influente, purtroppo. E i risultati si vedono in queste iniziative alla De Bellis dove il criterio è quello in fondo rodato e cinico dei soliti noti e del pedigree. E in effetti sembra una mostra di cani e Pessoli dipinge proprio come un cane infatti.
        Per quanto riguarda l’ultrapop consumistico
        va di gran moda dovunque in America (basta vedere la recente mostra a Miami targata Gagosian – Deitch) in Cina e in India al contrario dell’arte italiana esposta da De Bellis che non interessa nessuno fuori dalla parrocchia e che, punto centrale, è peggio addirittura dell’ultrapop italiano alla Perretta BeatriceRiva Sciaccaluga degli anni 90 che non era sempre tanto male dato che alcuni suoi rappresentanti, senza grandi lobbies alle spalle, girano ancora eccome.
        Ma qualcosa mi dice che ne vedremo delle belle. il mondo non sta fermo . e certi cialtroni prima o poi, scusatemi, creperanno :)

  • rasoio

    beh certo Luca Beatrice, della serie bisogna pur campare, non è certo un’eroe senza macchia e ha sponsorizzato un’arte per palati grossolani ma….. la situazione in effetti è negli ultimi tempi decisamente peggiorata, queste cose non sono certo meglio e la sua critica è giusta, l’arte recente italiana è terribile banale senza coraggio accademica senza personalità senza scarti, insomma inutile .Le scuderie sono tutto e i cavalli poca roba.
    Almeno Luca Beatrice aveva fatto una sua scelta di campo che, pur remunerativa, lo tagliava fuori però da certi ambienti: non si può avere tutto ma il nostro è un grande lavoratore e bisogna riconoscerglielo: non saprei dire quante mostre ha organizzato in vita sua ma credo, belle o brutte che fossero, che lui sia il recordman italiano in assoluto . La verità è che tutt’ora è molto invidiato dai colleghi, anche se è uno sfegatato opportunista e ha la sfacciataggine di non nasconderlo a differenza di quasi tutti gli altri che non lo sono giusto perchè non possono :)
    Ricordo una sua squallida collega dell’altro ambiente, non cito il nome, che sulla vetrina di Artforum in qualità di corrispondente italiana :) stroncò la sua prova al Padiglione Italia della Biennale incentrando la sua analisi sopratutto sul fatto che Luca era stato scelto per la sua vicinanza ad un’area politica, come se lui fosse uno sconosciuto e dovesse la sua carriera esclusivamente al Giornale e a Berlusconi. Queste sono cose che fanno incazzare anche un’anti berlusconiano inossidabile come il sottoscritto che non ama alla passione luca Beatrice ma si trova a provare disgusto per certi antiberlusconiani radical chic ipocriti molto informati ma spesso ignoranti per non dire altro.
    Ora, chi sponsorizza queste cose, quest’arte recente, non sceglie un bel niente e semplicemente registra quello che offre la piazza, o le relazioni nelle quali è embricato; ma quello che è interessante riguarda i margini e non questo genere di mostre, fintamente riassuntive. é triste che solo un berlusconiano faccia il whitehouse e abbia il coraggio di dire qualcosa fuori dalla normale amministrazione: gli altri tutti zitti:
    beh, vergognatevi!

  • Luka Sposato

    Parole dozzinali e generalizzate. Se vengono proposti giovani mosci è sicuramente colpa di un ritardo nella Critica.
    Un Beatrice, un Oliva, un Celant hanno le palle di andare a scovare giovani in gamba? O resteranno rintanati nel sbadigliante giornalettismo critico che commenta sempre a POSTERIORI (come le loro facce) l’arte che viene proposta?
    Sfido Beatrice a scovare qualche artista potente under 35, che esistono, ma ovviamente lo dovrebbe fare gratuitamente, ammesso che sia in grado di capire cosa sia diventata l’Arte frattanto che lui si è (intellettualmente) prostituito.

    • Sebastiano Comis

      Sposato ma divorziato dall’italiano

      • Luka Sposato

        Un po’ frettoloso nel commentare, come capita spesso su internet. A mente fredda sono più diplomatico e accessibile, ma non rinuncerò mai al mio New-taliano!

  • Whitehouse Blog

    Ciao Luca,
    I giovani di Ennesima sono i soliti noti. Da quasi 7 anni quotidianamente affronto il problema e sono stato scomodo e fastidioso per molti. Da questa analisi critica è disceso un linguaggio che ha portato a circa 30 progetti (puoi vedere su Whitehouse gli ultimi a Londra, Berlino, Gordes, New York..). MyDuchamp invece è una via parallela che gioca con l’arte moderna, proprio per aprire un dialogo, un commentario davanti le opere. È chiaro che se si procede con il solito corteo dei soliti noti non se ne esce mai. Allora per dar fastidio bisognerebbe rapire qualcuno….non so.
    Forse serviva e servirebbe un sistema critico che sappia fare le differenze tra i progetti e stimolare la qualità. Per dire, basta pensare al tuo padiglione Italia del 2009, per trovare la medesima noia e debolezza. O mi sbaglio?

  • Angelov

    Qualcuno disse che con la Mafia bisogna dopotutto convivere; un altro disse che anche con un Tumore bisogna essere in grado di convivere, per poter sopravvivere; Milano ha due bubboni: i quotidiani: “Il Giornale” e “Libero”, ed è un ottimo esempio di come si possa, nonostante tutto, conviverci e sopravvivere.

  • luca

    Beatrice sei un curatore mediocre, marchettaro e sfruttatore…continua a leccare i piedi a Cairo, Benetton ecc. e non preoccuparti per noi..cazzone!,

  • Whitehouse Blog

    Dico e ridico queste cose da sette anni…ma se non si esce da solito orticello, non si andrà mai oltre e non ci sarà mai alcuno stimolo ad andare oltre. Invito a visitare i progetti che trovate in prima pagina su Whitehouse alla Boros, New Museum, Gordes e Serpentine. Questa è una progettualità che potremo dire “contemporanea” e “fastidiosa” e quindi ovviamente ignorata. Purtroppo senza critici e curatori intellettualmente onesti non se ne esce. Anche perché i giovani usciti da accademie e affini per essere accettati copiano semplicemente gli altri. Quindi è un circolo vizioso. Poi ci sono quelli che condividono mai poi supportano il proprio clan (vedi Caliandro e compagnia cantante).

  • curator2

    saccentone

  • Ladri Di Biciclette

    Vero che gli artisti di oggi son quelli che su facebook pubblicano le bozze delle opere con tanto di matitina ben sistemata accanto, tutti educati e corretti, tra di loro o con chi conviene esserlo, ma anche vero che è proprio questa compostezza e educazione a trovare sempre spazio nei contesti che trattano d’arte o simili. Grazie a dio esistono ancora rari luoghi come Artribune che badano anche al contenuto e vanno oltre le belle copertine. Thanks

  • Gian Maria Garuti

    chi sei luca beatrice? forse lo sa chi è del campo ma gli altri ?
    purtroppo non sapete neanche voi cosa è cool e cosa non va bene
    Le scelte sono soggettive e le disanime sono leggere e poco articolate
    Giusto dire che ci vuole piu grip ma cosa vuol dire esaminare cosi le opere??
    da lettore dico che non queste critiche non servono a nessuno

  • Eppure vi è stato un giorno in cui mi arrivò un email nel quale Luca aveva quasi pensato di invitarmi alla sua Biennale di Venezia – Padiglione Italia -, o forse me lo sono sognato?, Comunque sia deve avermi ritenuto poco fastidioso perché non se ne più fatto nulla. Eppure era l’anno del mio progetto “Firma Boresta” http://pinoboresta.blogspot.it/2008/10/firma-boresta.html). Ma che volete esiste sempre una ragione valida se un critico non ti invita, il bello della questione è scoprire dopo un po’ di tempo che non è mai per il motivo che tu pensavi e altre volte addirittura neanche quello con il quale il critico di turno giustifica la tua esclusione dalla mostra, e allora? E allora “Manifesto della Boresta” http://tuttomostre.blogspot.it/2015/10/manifesto-della-boresta.html

  • Simone

    Sta parlando degli artisti che da anni propone giusto? ottima autocritica! è un genio

  • Frank Kabe

    Luca mi ha recensito una mostra che ho fatto con Alessandro Mendini a Firenze ,niente da dire bravissimo nelle sue analisi ma altrettanto bravo a volatilizzarsi ….e sparire.