Galleria dell’Accademia, a Firenze il debutto della neodirettrice Cecilie Hollberg. “Ospitare eventi di sponsor? Sì, purché siano compatibili e sicuri”

Print pagePDF pageEmail page

Cecilie Hollberg

Cecilie Hollberg

Si apre il 22 dicembre con la mostra Carlo Portelli. Pittore eccentrico tra Rosso Fiorentino e Vasari e con un convegno in programma per febbraio 2016, teso a riaccendere l’interesse attorno alle collezioni musicali, la nuova stagione della Galleria dell’Accademia di Firenze, con Cecilie Hollberg direttrice. Originaria della Bassa Sassonia, con studi in storia, scienze politiche, lingue e letteratura italiana e tedesca a Roma, Göttingen, Monaco di Baviera, Venezia e Trento, manager e funzionario tecnico-scientifico in numerose istituzioni culturali in Germania, la neo direttrice ha da subito posto l’attenzione sull’identità, complessa e stratificata, del museo di cui è alla guida, ormai autonomo dall’ex Polo Museale Fiorentino: “È vero“, ha esordito, “qui abbiamo un’icona della storia dell’arte di tutti i tempi. Ma nella Galleria dell’Accademia non c’è solo il David di Michelangelo, e occorre valorizzare le altre collezioni”. Sarà dunque proprio questa una delle mission del suo mandato, teso a “promuovere i valori e le eccellenze di questo luogo, tra cui la gipsoteca” e orientato ad intensificare le relazioni con le realtà del territorio: l’adiacente Accademia di Belle Arti in primis, ma anche il Pecci.

I PRIGIONI MICHELANGIOLESCHI NON LASCERANNO MAI LA LORO CITTÀ
Abbiamo un dialogo aperto con Prato“, ha affermato la Hollberg posta di fronte all’interrogativo sul futuro dell’ambiziosa mostra sui cosiddetti Michelangelo di oggi annunciata la scorsa estate dall’allora direttore Angelo Tartuferi e da Fabio Cavallucci del Centro per l’arte contemporanea toscano. “Dobbiamo valutare questo concept, verificandone anche adattabilità e fattibilità, in termini di sicurezza”. Cecilie Hollberg, in seguito all’esito del concorso pubblico e prima del suo insediamento, ha dichiarato di aver intrapreso una serie di colloqui per valutare possibili sponsorizzazioni per l’Accademia, dimostrandosi aperta alla possibilità di ospitare eventi, purché compatibili con il luogo e le necessità di conservazione delle opere. Sui dettagli della questione più calda, l’autonomia stessa, Hollberg prende tempo, ammettendo di doversi ancora orientare, perché “la riforma è nuova, nuova per tutti, anche per noi”. Tassativa invece la posizione sui prestiti: “i Prigioni michelangioleschi non li daremo mai, a nessuno. I Musei Capitolini hanno ricevuto la richiesta per lo Spinario e il Galata e credo che li abbiano pure concessi. Con me i Prigioni non lasceranno mai la loro città”.

Valentina Silvestrini

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community