Bartolomeu Mari nominato direttore del Museo Nazionale della Korea. Ma a Seoul lo seguono le polemiche per la censura alla mostra La Bestia e il Sovrano al MACBA

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Bartolomeu Mari

Bartolomeu Mari

Non basta allontanarsi di 10mila chilometri per lasciarsi alle spalle accuse – e pesanti polemiche – di autoritarismo e atteggiamento censorio. Ne sa qualcosa Bartolomeu Mari, l’ex direttore del MACBA di Barcellona costretto alle dimissioni dopo le note polemiche seguite all’annullamento della mostra – che poi si è inaugurata, ne abbiamo parlato quiLa Bestia e il Sovrano per la presenza di un’opera ritenuta offensiva per l’ex sovrano spagnolo Juan Carlos.
La riscossa di Mari, che resta una delle figure più note e accreditate del panorama del contemporaneo globale, è appunto arrivata dall’altra parte del mondo, con la nomina a direttore del National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul, in Corea. Ma il critico, che entra in carica il 14 dicembre, è stato seguito in Asia dalla scia delle polemiche: tanto che la comunità dell’arte coreana non ha tardato a contestare pubblicamente la scelta del Ministero della Cultura con una petizione firmata da oltre 650 artisti e curatori, tra cui personaggi di fama internazionale come Kim Beom, Koo Jeong-a, Park Chan-Kyung e Noh Sun-tag.
Per uno scherzo del destino, Mari sostituirà con un mandato di tre anni l’ex direttore Jeong Hyeon-min, a sua volta dimessosi dopo le accuse di essere intervenuto nel processo di reclutamento del museo per ottenere l’assunzione di un conoscente.

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