Giuseppe Gallo torna a Cosenza

Castello Normanno-Svevo, Cosenza – fino al 7 gennaio 2016. Quarantacinque opere tra dipinti, disegni e sculture, realizzate tra il 1985 e il 2015. L’antologica di Giuseppe Gallo è la realizzazione di un desiderio e di un omaggio reciproco tra Cosenza e uno dei suoi artisti più apprezzati in ambito internazionale. Un protagonista negli Anni Ottanta della Scuola di San Lorenzo a Roma.

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Giuseppe Gallo, Piano inclinato, 2008 - photo di Ottavio Celestino

Giuseppe Gallo, Piano inclinato, 2008 – photo di Ottavio Celestino

SALUTO A COSENZA
Una mostra imponente, bellissima nella sua elegante essenzialità. Dalle pendici del colle su cui sorge il Castello Normanno-Svevo, già salutano lo sguardo del visitatore, o del semplice passante, ergendosi come un fiero stendardo, le sette gambe bronzee che avanzano aggrappate a un piano inclinato, scultura del 2008 dedicata alle scoperte galileiane sui moti gravitazionali.
Di fatto, l’intera opera di Giuseppe Gallo (Rogliano, 1954; vive a Roma) si nutre di scienza, matematica, cosmogonia, alchimia, numerologia, ma anche di poesia, sentimenti umani e natura, di filosofia, di saperi e credenze antiche in parte derivanti da quella “subcultura” calabrese di cui è figlio legittimo e affezionato.

Giuseppe Gallo, Eroi, 2006 - photo di Ottavio Celestino.

Giuseppe Gallo, Eroi, 2006 – photo di Ottavio Celestino.

OPERE FRA TORRI E CORTILE
Il Castello sembra fatto apposta per contenere le monumentali sculture di Gallo, e viceversa, contenuto e contenitore si incastrano magicamente in un equilibrio armonico ed emotivo perfetto; vedi il cucchiaio bronzeo sospeso, in Bilico, al soffitto a volta della Torre maestra. L’enigmatica Utopia, del 1989, trova la sua cornice ideale all’interno della torre diametralmente opposta, quella ottagonale probabilmente edificata da Federico II di Svevia, affascinato anche lui da temi simbolico-esoterici (l’otto è il numero dell’equilibrio cosmico, nella cabala legato all’eternità) e dalla geometria, per cui la torre funzionava anche da gnomone individuando l’altezza del sole e quindi le ore.
Le grandi installazioni sono invece allestite nelle sale più ampie del Castello e nel cortile. Nella Sala gotica del Ricevimento, svettano dialogando tra loro gli Eroi: dodici sedie con piedi altissimi, dall’impatto surrealista, evocano le radici o i rami degli alberi ondulati dal vento; mentre nella stanza attigua incontriamo Prismi, ventisei sculture in bronzo – maschere teatrali e simboli apotropaici – che insieme disegnano ancora le diagonali di un ottagono. Nel cortile interno sfilano dodici sagome in acciaio corten alte quattro metri, tutte nella medesima posa, metà uomini e metà animali, forse fauni nell’atto della concentrazione o della riflessione filosofica (riecheggia l’influsso che su Giuseppe Gallo ebbero i naturalisti meridionali: Campanella, Giordano Bruno e Telesio).

Giuseppe Gallo, Piccoli pensieri, 2014-15 - photo Ottavio Celestino

Giuseppe Gallo, Piccoli pensieri, 2014-15 – photo Ottavio Celestino

DIPINTI E DISEGNI
Ma trattandosi di un’antologica, la mostra non poteva non includere le opere grafiche e pittoriche, come il ciclo È un monocromo se la guardi da venti metri del 2010 o Gallo morto per amore del 2015, che sono parte fondamentale della sfera creativa dell’artista: una pittura fortemente materica, inedita, enigmatica, colma di cifre e codici, da ammirare con stupore e divertita meraviglia.
Infine, al piano superiore – oltre ai Ritratti interiori e alle varie Palle di cannone – è esposta una serie di disegni, Piccoli pensieri, realizzati da Gallo per l’occasione: come consueto nell’artista, lo spirito è quello del gioco visionario, dell’ironia, della colorata auto-critica. Per esempio: “Per secoli e secoli i pittori si sono confrontati amati e odiati discorrendo del lavoro animosamente. Ciò che oggi non succede più. / Per giorni e giorni in questi funesti anni i pittori parlano sempre animosamente ma di curatori, gallerie, musei, aste. Sarà una rivoluzione epocale o un errore madornale”.

Valentina Tebala

Cosenza // fino al 7 gennaio 2016
Giuseppe Gallo – Una notte ho provato a uccidere un sogno. Da allora non mi sono più svegliato
a cura di Alberto Dambruoso
CASTELLO NORMANNO-SVEVO
Via del Castello
0984 1593110
[email protected]
www.castellocosenza.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49205/giuseppe-gallo-una-notte-ho-provato-a-uccidere-un-sogno/

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