Il segno espanso di Marina Bindella. Al MLAC di Roma

MLAC, Roma – fino al 28 novembre 2015. Nell’unico – o quasi – museo universitario italiano che si occupa di arte contemporanea, una monografica di Marina Bindella. Il segno inciso si espande attraversando il tempo e l’indefinito.

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Marina Bindella, Finis Terrae, 2015 - particolare

Marina Bindella, Finis Terrae, 2015 – particolare

È un’amante del segno, Marina Bindella (Perugia, 1957). Il tratto grafico si sviluppa nell’intimità dell’artista come un cimelio prezioso che va custodito e alimentato, e genera una spinta verso le libertà espressive apparentemente non concesse alla xilografia. Finis Terrae, l’ultimo lembo di terra rimasto? O l’ultima spazialità contenuta che si espande in occasione di questa mostra, che rappresenta il ritorno ai luoghi della formazione della Bindella e insieme il punto da cui si guarda oggi.
La pacatezza, la misurazione e la ferma razionalità con cui l’artista pensa alle sue astrazioni siedono allo stesso tavolo dell’impeto e della velocità con cui l’incisione schizza sulla superficie. Le forme che genera il segno si caricano qui di matericità, e l’ignoto scava dentro e fuori. Una riflessione sulla temporalità e le dilatazioni che essa accoglie. Alla fine della terra, del segno di incisione convenzionale, ritroviamo la dimensione propria di Bindella che si risolve in un’atmosfera pulviscolare, in cui si intravedono fasci di luminosità che sfuggono alle regole e trascendono il codice segnico.

Eleonora Milani

Roma // fino al 28 novembre 2015
Marina Bindella – Finis Terrae
a cura di Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi
MLAC
Piazzale Aldo Moro 5
06 49910365
[email protected]
www.luxflux.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49345/marina-bindella-finis-terrae/

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