Un enorme profugo gonfiabile gira per i canali di Venezia. Gli artisti belgi Dirk Schellekens e Bart Peleman invitano a riflettere sulla dimensione umana dell’emergenza rifugiati: ecco le immagini

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Dirk Schellekens e Bart Peleman, Inflatable Refugee, Venezia 2015

Dirk Schellekens e Bart Peleman, Inflatable Refugee, Venezia 2015

Il 16 novembre, qualche giorno dopo i fatti di Parigi, quando gli sciacalli della politica italiana non hanno aspettato un solo attimo ad usare le parole immigranti, rifugiati, islamici, clandestini e terroristi come fossero sinonimi, gli artisti belgi Dirk Schellekens e Bart Peleman hanno piazzato il loro Inflatable Refugee – un profugo in versione gonfiabile alto 6 metri – su una chiatta che ha attraversato i canali veneziani. Enorme, come lo è l’emergenza rifugiati negli ultimi tempi; di plastica gonfiabile, come i gommoni su cui gli immigranti azzardano la traversata del Mediterraneo; solitario, come lo è l’uomo – non soltanto il profugo – nella lotta quotidiana per la sopravvivenza; con lo sguardo rivolto davanti a sé, verso un’orizzonte quanto mai incerto.
Dopo l’esordio a Venezia, l’opera dei due artisti girerà per il mondo tra porti, fiumi e canali, per ricordare, con la sua presenza ingombrante, la dimensione umana della questione immigrazione. Le prossime tappe saranno (non in questo ordine): Varsavia, Barcellona, Firenze, Dubai, Sidney, Mosca, Copenaghen, Tokyo, Hong Kong, Kiev, New York, Roma, Parigi, Praga, Vienna, Madrid, Il Cairo, Rio de Janeiro, Washington, Amsterdam e San Pietroburgo. Nella gallery intanto le immagini veneziane…

Dirk Schellekens e Bart Peleman, Inflatable Refugee, Venezia 2015

Dirk Schellekens e Bart Peleman, Inflatable Refugee, Venezia 2015

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