Danh Vo lo stakanovista. Fra mostre e mercato

Originario del Vietnam e cresciuto a Copenhagen, dal 2005 Danh Vō vive a Berlino. Ed è stato uno dei protagonisti delle aste londinesi di ottobre, svoltesi durante la Frieze Art Week.

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Danh Vō, We are the People (detail) - allestimento presso Firstsite, Colchester – courtesy Isabella Bortolozzi Galerie, Berlino

Danh Vō, We are the People (detail) – allestimento presso Firstsite, Colchester – courtesy Isabella Bortolozzi Galerie, Berlino

Classe 1975, Danh Vō ha un passato travagliato, che lo vede a soli quattro anni scappare con la famiglia dalla madrepatria e approdare in Danimarca.
In mostra fino al 19 dicembre alla Galleria di Chantal Crousel a Parigi e al Palacio de Cristal di Madrid fino a marzo 2016, l’artista vanta un curriculum eccellente, che lo vede nel 2015 alla Sharja Biennial e curatore – insieme a Caroline Bourgeois – della mostra Slip of the Tongue alla Fondazione di François Pinault, a Punta della Dogana. È inoltre protagonista del Padiglione danese alla 56. Biennale di Venezia.
Tra il 2014 e il 2013 compie un vero e proprio giro del mondo: è a Rivoli per Intenzione manifesta, espone alla Triennale di Yokohama, a Palazzo Grassi per Illusion of light, partecipa a The New International al Garage di Mosca, alla Biennale di Berlino, è al Para-Site di Hong Kong, al Walker Art Center di Minneapolis, alla Biennale di Venezia nel Palazzo Enciclopedico di Massimiliano Gioni e il Guggenheim di New York gli dedica una personale. Sono solo alcuni degli innumerevoli appuntamenti del fittissimo calendario dell’artista.

Dahn Vō, Il Palazzo Enciclopedico, Arsenale, foto Valentina Grandini

Dahn Vō, Il Palazzo Enciclopedico, Arsenale, foto Valentina Grandini

Vō non manca di stupire anche alle aste, con una crescita lineare, sana e progressiva. Il biennio 2013/2015 è significativo anche in questo senso. A Londra nel 2014 da Sotheby’s Numbers (9) raddoppia quasi la stima e arriva a quasi 330mila euro. Un mese dopo, We are the People (detail) a New York da Phillips raggiunge i 417mila euro. A maggio, nella Sotheby’s americana Alphabet (L) supera i 500mila, raddoppiando anche in questo caso la stima. Il suo Vj Star del 2010, che ricorda gli encausti di Jasper Johns, viene infine presentato a Londra da Phillips lo scorso 14 ottobre, raggiungendo la cifra di 672mila euro.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #28

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