Un anno di street art a Monza, con 5 artisti in azione. Camilla Falsini per il progetto Recover. Le foto di tutti i murales

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Camilla Falsini per Recover, Monza - 2015

Camilla Falsini per Recover, Monza – 2015

È in corso da novembre 2014 e sta per concludere il suo percorso: 12 mesi di rigenerazione urbana, che hanno trasformato Monza in un cantiere aperto. Muri e spazi da riqualificare, o semplicemente da reinventare con nuovi timbri e nuove storie, per un festival spalmato nell’arco di un anno, grazie a un bando dall’amministrazione comunale.
Sei gli artisti coinvolti fin qui da Recover, tra interventi negli spazi urbani e sulla facciata di Grauen Studio, spazio polivalente che ha accolto anche le loro personali. In occasione dell’inaugurazione del Macello Park in via Clementi, Gianluca Rossi aka SSTM ha dipinto sul cancello del cortile una schiera di colonne greche, spezzate: sintesi grafica e palette essenziale – rossi, bianchi e neri – per un’opera che traduce solidità e precarietà, fragilità e forza: “Un invito a tutti gli skater, a tutti i parkourer”, ha spigato l’artista, “a non fermarsi e fare di ogni errore, di ogni caduta, la base per plasmare la colonna del loro trionfo”.
Il muralismo d’ispirazione primitivista di Giorgio Bartocci – in cui la figurazione si spinge verso l’informe ha cambiato pelle del  del centro civico di Via Iseo, che ospita anche la scuola media Sabin. Un’esplosione di organismi astratti, dai contorni fluidi, che incidono sull’intonaco una scrittura piena di tensione.
Matteo “Ufocinque” Capobianco ha impreziosito con la sua “Foresta Urbana” il sottopasso pedonale di C.so Milano. I preziosi intagli di carta esposti indoor – installazioni fatte di ombre e di evocazioni naturali – diventano all’esterno delle tracce evanescenti, sagome di arbusti, forme organiche, intrecci di rami.
Di nuovo la natura protagonista delle opere di Lucamaleonte: un’altra pagina dell’immenso catalogo faunistico e botanico che l’artista assembla nel tempo, con una tecnica singolare, una grazia rara e un sapore retrò che rimanda al tratto di antiche incisioni e illustrazioni scientifiche.
Luigi Loquarto
 aka gig ha messo su muro un bastimento di barchette di carta e un accrocco di sassi come macchie cieche scandiscono il tempo e il corso dei ricordi, nel gioco fra leggerezza e persistenza.
L’ulimo intervento – prima di queli conclusivi, assegnati per dicembre a Geometric Bang, Crisa e Domenico Romeo – lo ha firmato Camilla Falsini, che il prossimo 24 ottobre inaugurerà anche la tradizionale personale da Grauen. Cinque metri per otto di colori giustapposti, nel rigore di geometrie nette e di campiture piatte. Un borgo medievale, affacciata su una via antica: astrazione squillante dai toni infantili, che tramuta storia e architettura in un’apparizione fantastica. Ricordando l’utopia e la meraviglia delle città invisibili di Calvino.

– Helga Marsala

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