Salvate il soldato Ronchi. Il mondo della cultura bolognese si mobilità in favore dell’ex assessore, cacciato dal sindaco Merola. Con una lettera aperta…

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Alberto Ronchi

Alberto Ronchi

Pochi giorni fa, al termine di un braccio di ferro con il sindaco sulla questione di Atlantide, all’assessore alla cultura di Bologna Alberto Ronchi erano state ritirate le deleghe (ne abbiamo parlato anche noi). Già in quella occasione si erano registrati parecchi malumori tra gli addetti ai lavori che si schieravano a favore dell’operato dell’ormai ex assessore “punk”. Il 9 ottobre proprio Ronchi ha esposto le sue ragioni in una conferenza stampa affollatissima, al cui termine si era dichiarato “un uomo di governo” e si era reso disponibile a strutturare un soggetto politico alternativo al PD per le prossime elezioni amministrative.
Ora, con una lettera inviata alla stampa, più di trenta soggetti attivi nella programmazione culturale del capoluogo felsineo (tra cui festival, progetti, associazioni no profit, gallerie) si dichiarano “evidentemente dispiaciuti per l’interruzione di questo lavoro prima del termine del mandato”. Non solo, continuano, “ci teniamo a sottolineare alcuni aspetti della qualità di un percorso che ha portato in un quadriennio alla creazione di un clima culturale vivace e contraddistinto da una forte varietà e complessità, come deve essere per una città che si vuole di rango”. Tutto questo, si chiarisce ancora nel testo, in un periodo di innegabile crisi economica e di continui tagli alla cultura, che a Bologna sembrava invece aver lasciato il posto ad una direzione contraria di fiducia sia nel pubblico che nel privato. Alleghiamo il video della conferenza in cui l’assessore espone il suo punto di vista…

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