Ficarra provincia d’Europa. Fra arte (contemporanea) e vita

Da luglio a novembre la cittadina siciliana di Ficarra, in provincia di Messina, si è trasformata in un teatro dell’arte contemporanea, ospitando decine di artisti internazionali, critici, curatori. Un ciclo di residenze, una serie di ospiti invitati per incontri e studio visit, una sfilza di opere allestite in più sedi, per un museo temporaneo a cielo aperto. Un progetto europeo, che ha scelto la via del dialogo e della ricerca, per una dimensione umana dell’arte, intrecciata con la vita.

Print pagePDF pageEmail page

Ficarra Contemporary Divan - Hugo Canoilas, Ficarra, 2015

Ficarra Contemporary Divan – Hugo Canoilas, Ficarra, 2015

Assiepata nella romantica piazzetta San Mauro, a Ficarra, mentre una gru posizionava al suolo la barca di Giuseppe Lana – relitto, oggetto simbolico e futuro giardino – la piccola folla dell’arte si arrestava dinanzi a un altro corteo. Uno scontro dolce, nutrito di rispetto e di sospetto. Di qua un opening, con una megainstallazione accolta fra applausi, cerimonie, fotografie; di là un funerale, classica marcia luttuosa di commiato. Quelli si fermano, in silenzio; quegli altri procedono, sbirciando. Una collisione breve, pochi secondi di drammaturgia pura, nel cuore di un frammento di Sicilia, bagnato da una tarda luce d’agosto.
Dentro questa scena, tanto casuale quanto perfetta, c’era già tutto il senso di un percorso lungo un’estate. E c’era forse anche molto di più. L’innesto imprevisto fra il teatro dell’arte e quello della vita, fra lo spazio della rappresentazione e quello del quotidiano, fra la piccola famiglia intellettuale e la comunità dei residenti, racconta di un viaggio che è esistenziale – una barca, una bara, la morte e la vita, il gioco del destino e la volontà della creazione – e che insieme incarna l’esprit di un preciso progetto curatoriale.

Ficarra Contemporary Divan - Giuseppe Lana, Aurelia, 2015

Ficarra Contemporary Divan – Giuseppe Lana, Aurelia, 2015

UNO SPAZIO A MISURA DI COMUNITÀ
Qui, in questo paese di 1.500 anime, nell’estate del 2015 ha preso vita Ficarra Contemporary Divan. Perfetta e naturale prosecuzione di un lungo cammino nell’arte contemporanea che Mauro Cappotto, artista e animatore culturale di questi luoghi, iniziò molti anni fa. Anni di residenze e di mostre, coinvolgendo il paese e creando un tessuto fertile, ma sempre un po’ in sordina, senza grandi fondi né clamore. Finché grazie a un bando europeo, Cappotto – col ruolo di direttore artistico, coadiuvato da Daniela Bigi, Roberto Lambarelli, Federico Baronello, Giancluca Collica – trasforma questa vicenda nell’esperienza di una summer school. Non semplicemente una “residenza”. O forse sì, come in fondo piace dire a lui, fedele alla linea classica e restio all’inglesismo di tendenza. Perché a dispetto della pratica inflazionata, a volte svuotata di senso, l’idea originale resta sana, antica. Fra esplorazione geografica e condivisione creativa. E così è andata a Ficarra: due mesi di soggiorno, due gruppi di artisti, critici, curatori, intellettuali, ritrovatisi insieme per fare, parlare, pensare, cercare.

Ne è nato uno spazio d’eccezione e insieme di normalità. Spazio collettivo, orientato alla lentezza, costretto al vis-à-vis e alla meditazione: una cosa familiare, come si era famiglia un tempo, fra quattro vicoli di periferia e due salotti letterari, oltre i tempi vorticosi e le odierne solitudini; una cosa eccezionale, come l’esercizio di riprendersi il tempo comune, provando a  disegnare un orizzonte critico e generazionale.
E intanto, in questo incontro-scontro fra due dimensioni – quella dell’arte e quella della vita in provincia – il senso si è fatto palese. I cittadini intorno, ad ascoltare e osservare, gli artisti a lasciarsi adottare, rubando storie, materiali, tradizioni, mitologie locali, sguardi diffidenti, generosi, comunque umani.

Ficarra Contemporary Divan - Lois Weinberger

Ficarra Contemporary Divan – Lois Weinberger

LA PROVINCIA COME UN MUSEO, GUARDANDO ALL’EUROPA
Al termine dei due soggiorni s’è apparecchiato l’immancabile momento espositivo: più un pretesto che l’obiettivo vero, pur lasciando le opere al centro del discorso, come le parole. Fra l’antico palazzo Milio, sede della casa-museo del poeta Lucio Piccolo, e diversi spazi diffusi per il paese, il tutto si è tradotto in una mostra nomade ed espansa. I due artisti principali, l’austriaco Lois Weberger e il portoghese Hugo Canoilas (rispettivamente con la cura di Lorand Hegyi e Giovanni Iovane), incaricati di invitare dei colleghi più giovani, hanno così consegnato le loro installazioni: una serie di progetti in progress per il primo, come la casetta diroccata ricevuta in dono e tramutata in un mini incubatore di utopie e di sementi, e una mega tela per l’altro, usata come copertura nel diroccato Convento dei Cento Archi, privo di soffitto e carico di memoria.

Ficarra Contemporary Divan - André Romão, Sono arrivato in Sicilia con una penna e un coltello, tre giorni dopo ho deciso di usare appena il coltello, 2015

Ficarra Contemporary Divan – André Romão, Sono arrivato in Sicilia con una penna e un coltello, tre giorni dopo ho deciso di usare appena il coltello, 2015

Gli altri artisti – una ventina, da Lana a Vincenzo Schillaci, da Tothi Folisi a Carmelo Nicotra, da Meris AngiolettiEmmanuelle Lainé, da Ana Manso a Manuel Scano Larrazabal – durante il tempo della contemplazione e del lavoro hanno elaborato video, sculture, pitture, performance, tra apunti e oggetti compiuti, mettendo in scena un piccolo spaccato della più attuale ricerca italiana, siciliana ed europea. Quella delle nuove generazioni.
Ficarra in festa, dunque, in un’estate di esplorazioni bucoliche, di indagini esoteriche, di scontri intellettuali, a suggerire un modello possibile. Quello che Francesco Lucifora, curator junior insieme a Vincenzo Estremo, durante una delle mille conversazioni ha accostato a un’altra idea d’Europa.
E il senso viene, all’improvviso, come una definitiva riflessione. Europa come comunità di dialogo e di destino, spazio condiviso d’esperienze e di valori, scrigno, piazza, occasione, opportunità. E soprattutto luogo di corpi, idee, relazioni vere. Là dove provare a  costruire un popolo, fatto di singoli popoli e di persone. Con l’arte a indicare – nei casi migliori – la strada, i simboli decisivi e le forme rivoluzionarie.

Helga Marsala

Ficarra // fino al 30 novembre 2015
Ficarra_Contemporary Divan
a cura di Mauro Cappotto, Lorand Egyi, Giovanni Iovane
SEDI VARIE
artisti e intellettuali in residenza: Hugo Canoilas, Meris Angioletti, Emmanuelle Lainé, Ana Manso, Atlas projectos, Benjamin Valenza, Club Moral,  Marco Pasi, Thomas Knoefl, Mark Kremer, Lois Weinberger, Giuseppe Buzzotta, Gabriella Ciancimino, Derek Di Fabio, Tothi Folisi, Genuardi/Ruta, Carmelo Nicotra, Giuseppe Lana, Manuel Scano Larrazabal, Vincenzo Schillaci, Stefania Zocco
www.contemporarydivan.com

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community