Simone Sfriso curerà il Padiglione Italia alla prossima Biennale di Architettura di Venezia. Anche qui una scelta anti-archistar?

Print pagePDF pageEmail page

Simone Sfriso

Simone Sfriso

Coerenza e sintonia con l’orientamento della Biennale del cileno Alejandro Aravena: queste due delle motivazioni alla base della nomina di Simone Sfriso come curatore del Padiglione Italia alla 15esima Biennale di architettura di Venezia. Classe 1966, progettista e consulente negli ambiti dell’architettura bioecologica della riqualificazione urbana e degli spazi pubblici, della pianificazione e direzione dei cantieri urbani, Sfriso è socio fondatore di Studio tamassociati, realtà con sede a Venezia dal 1996, conosciuta a livello internazionale in particolare per i progetti finalizzati all’assistenza sanitaria in Africa. Nel novembre scorso lo studio ha ricevuto il premio “Architetto Italiano dell’anno” nell’ambito della Festa dell’Architetto 2014 grazie alla “capacità di valorizzare una dimensione etica della professione realizzando, attraverso un approccio rigoroso e un linguaggio sempre controllato, dei progetti di architettura di qualità non solo in Italia ma anche, e soprattutto, in situazioni di particolare disagio, spesso caratterizzate da condizioni estreme causate da guerre, carestie, epidemie”.
Come è stato sottolineato in una nota diffusa dal Ministero, il titolo della proposta curatoriale avanzata, “TAKING CARE – progettare per il bene comune”, formula chiave con la quale da sempre si identifica l’attività di Studio tamassociati, intende porsi come “prova tangibile di come l’architettura possa contribuire a diffondere e rendere efficaci i principi di cultura, socialità, partecipazione, salute, integrazione, legalità in qualsiasi luogo e a qualsiasi scala” ed è stata preferita tra le dieci pervenute. In particolare nella scelta finale ha avuto un impatto positivo l’approccio definitivo “coraggioso” al tema riqualificazione delle periferie urbane, ovvero “luoghi finora trascurati e marginali in cui vive, lavora e sogna però la grande maggioranza dei cittadini delle nostre metropoli, al centro di una particolare attenzione da parte del governo che le vede come la grande sfida del secolo su cui investire con interventi di riqualificazione e innesti di architettura contemporanea”. Il progetto presentato da Sfriso – ha infine messo in evidenza Franceschini – “è in linea con il tema scelto dal curatore della mostra internazionale Alejandro Aravena che indaga la necessità di coniugare l’architettura con l’esigenza di una migliore qualità dell’ambiente edificato e quindi della vita delle persone”.

Valentina Silvestrini

http://www.tamassociati.org/

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community