Salvatore Ferragamo finanzia il riallestimento di otto sale degli Uffizi. Nuovi impianti e percorso più equilibrato grazie a 600mila euro donati nel 2014 dall’azienda della moda

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NUOVI SPAZI PER PIERO DI COSIMO, LUCA SIGNORELLI E ALTRI
È il verde desunto dalle pitture di Paolo Uccello e Beato Angelico il colore distintivo del nuovo allestimento con il quale gli Uffizi concedono a 43 opere (42 dipinti e una scultura), in parte già esposte in parte conservate fin qui nei depositi, quello che il direttore Antonio Natali ha definito “il privilegio dello spazio, della quiete e della calma”. Realizzate nel secondo Quattrocento dal Ghirlandaio, Filippino Lippi, Piero di Cosimo, Pietro Perugino e Luca Signorelli e altri artisti, le opere che già in precedenza erano inserite nel percorso museale risultavano spesso “schiacciate dal peso dei miti” cui erano affiancate: tra questi anche il “Tondo Doni”, l’esempio più celebre che dal 2013 ha trovato la sua adeguata collocazione nella “Sala Michelangelo”. Reso possibile grazie ai 600mila euro donati della Salvatore Ferragamo SpA nel maggio 2014 e destinati, per volontà dell’ex-Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, ad un programma concentrato nella porzione iniziale del Terzo Corridoio della Galleria, l’intervento ha riguardato il rinnovo di otto sale dunque, dalla 25 alla 32, non comprese nell’ambito dei lavori dei “Nuovi Uffizi”. Attraverso questo contributo, la famiglia Ferragamo, da anni impegnata con significative azioni a supporto del tessuto culturale fiorentino, tra cui la collaborazione con la Sezione Didattica dell’ex Polo Museale Fiorentino per l’iniziativa “Musei da Favola” prossima ad una nuova edizione, “intende ringraziare la città e tutte le persone che a vario titolo e nel corso degli anni hanno supportato la nascita e lo sviluppo del brand, dal ritorno di mio padre dagli Stati Uniti ad oggi”, ha sottolineato Ferruccio Ferragamo, Presidente del gruppo omonimo.

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LAVORI CONDOTTI SENZA ALCUN GIORNO DI CHIUSURA DEL MUSEO
L’area interessata al riallestimento, ex fonderia medicea e nel recente passato riservata ai dipinti del Cinquecento veneto, fiorentino, emiliano e lombardo, aveva subito l’ultima ristrutturazione un ventennio fa, quando l’esplosione della bomba di via dei Georgofili causò numerosi danni proprio in quest’ala del complesso vasariano. In seguito all’accordo siglato lo scorso anno è stato progettato e ultimato l’adeguamento degli impianti di climatizzazione e sicurezza, con inserimento di sensori, barriere a raggi infrarossi, telecamere; si è quindi passati all’illuminazione che in questa sezione del museo può avvalersi anche di lucernari per la luce naturale, al centro dei soffitti, risalenti all’Ottocento. Tra gli elementi di particolare interesse del nuovo allestimento, firmato dall’architetto della Galleria Antonio Godoli con il suo team, curato dal Direttore stesso e da Daniela Parenti, responsabile del Dipartimento Pittura del Medioevo e primo Rinascimento del museo, si segnalano la scelta di affidare l’apertura all’“Adorazione dei Magi” del Ghirlandaio, la piena valorizzazione degli elementi di novità di Filippino Lippi, non più affiancato dalle opere del padre Filippo e la chiusura, con due sale dedicate a Luca Signorelli, al cui interno sono stati disposti anche i due grandi tondi con la Sacra Famiglia. “Anche nel caso di questi lavori, la Galleria degli Uffizi, con le sue maestranze e le imprese che qui hanno operato per giungere a tale risultato ha continuato a ‘sopportare’ i due milioni di visitatori l’anno senza alcun giorno di chiusura”, ha dichiarato inoltre Natali, aggiungendo come il principale museo nazionale venga spesso ricordato esclusivamente come una pinacoteca, trascurando la notevole collezione archeologica. In queste nuove sale, che si riconnettono con una vasta esposizione di statuaria recentemente restaurata ad opera degli Amici degli Uffizi, è stato possibile anche realizzare una nicchia (sala 30) per il Doriforo in basanite verde del I secolo d. C., posto, così facendo, in un dialogo aperto con le opere di Lorenzo di Credi (sala 29) e in particolare con la tela della Venere proveniente dalla villa medicea di Cafaggiolo.

Valentina Silvestrini

 

 

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