Arriva “Mi-Mi”, dolce prelibatezza made in Milano. On Green Island e Lagambiente nasce un apiario cittadino con produzione di miele locale e arnie d’artista

Print pagePDF pageEmail page

La torre delle api, alveare urbano di Andrea Lberni pe Green Island

La torre delle api, alveare urbano di Andrea Lberni pe Green Island

ARTISTI AL LAVORO CON LE API
Quanto contano le api nello stato di salute dell’ambiente? Domanda retorica. Basti pensare che il 71% delle colture mondiali viene impollinato proprio dai questi straordinari insetti laboriosi. Produttrici del preziosissimo miele, le api sono innanzitutto le principali artefici della ricchezza e della continuità delle risorse alimentari. A loro, con il tema di Expo a fare da cornice, è dedicato “Green Island 2015. Alveari Urbani”, un progetto realizzato in collaborazione con Legambiente, che mette insieme arte ed ecologia presso gli Orti di Via Padova, nel centro di Milano.
È qui che verrà realizzato un vero e proprio apiario d’artista, primo esperimento al mondo di questa natura. L’ottica è al stessa che guida la filosofia degli orti urbani: creare nel cuore delle metropoli contemporanee aree verdi da salvaguardare, in cui proteggere la biodiversità. Non si tratterà tuttavia di una casa qualunque, per le api meneghine: nella città dell’arte e del design, dentro un’isola ecologica, le piccole operaie avranno a disposizione della arnie speciali, progettate da artisti e designer internazionali. Variazioni su tema in chiave creativa e concettuale, per delle dimore perfettamente funzionali alle colonie di api millifere. Tra i nomi coinvolti: Bee Collective, Judith Cowan, Simone Berti, Lois Weinberger. Le due prime arnie porteranno le firme del bosniaco Igor Sovilj e dell’italiano Gianmaria Conti. Ogni anno la collezione si arricchirà di nuove arnie d’autore.

api
MI-MI, OVVERO MIELE MILANO
Ma non è tutto. Sempre  all’inizio di ottobre si darà il via in questi spazi alla produzione del “Mi-Mi” (Miele Milano), partendo dalla semina di un tappeto fiorito con specie botaniche che attraggono gli impollinatori. La prima raccolta è prevista in primavera e per contribuire al finanziamento si potrà aderire alla campagna di crowdfunding “Adotta un’arnia”: con contributi che partono da 300 euro si darà una mano a quest’impresa, ricevendo come benefit delle confezioni di miele milanese. Senza dimenticare che, grazie al miele locale, prodotto da api cittadine dentro arnie d’artista, si darà un contributo anche a chi si occupa di salvaguardare gli equilibri dell’atmosfera: “Gli impollinatori”, spiega Claudia Zanfi, ideatrice e curatrice del progetto, “sono sensori preziosi per monitorare la qualità dell’aria e della vita nella nostra città. Gli apiari urbani, infatti, consentono di effettuare studi di bio-monitoraggio: dall’analisi di miele e cera si possono ricavare dati importanti per i parametri di inquinamento ambientale e la salute delle nostre città“.

– Helga Marsala

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community
  • Come e’ possibile partecipare ad un concorso se la maggior parte di artisti non ne e’ a conoscenza.Io sono BARBARA Mencarelli sono di Perugia

    E’ una idea meravigliosa. Era ora che qualcuno facesse una cosa intelligente. Complimenti.

  • Angelov

    Si tratta di un progetto quasi utopico: le recenti morie di api allevate lontane dalle grandi città e dall’inquinamento che le caratterizza, fanno poco sperare in una buona riuscita dell’iniziativa; per di più i prodotti delle api: miele, cera, propoli, polline e pappa reale saranno commestibili?

  • Green Island

    Grazie per il quesito, ma le api in città ci sono da sempre e stanno bene, rispetto a tutti i veleni e pesticidi presenti in campagna che ne hanno causato la moria. Inoltre il progetto è seguito da apicoltori professionisti, che garantiscono la qualità della produzione.
    Cmq la natura farà il suo percorso e ci stupirà. cz

    • tonitn

      concordo su quasi tutto…mi spiego: se da una parte in città o ambiente metropolitano mancano pesticidi e altre sostanze dannose usate nell’agricoltura intensiva…in città mancano forse fonti di inquinanti? il miele come assorbe queste sostanze? anche perché Milano e aree limitrofe non godono certo di qualità ambientale come ad esempio Germania o Danimarca. il miele prodotto sul tetto della Alte Pinakoteke di Monaco o prodotto a Copenhagen a occhio lo vedo parecchio più sano di quello milanese, una delle aree più inquinate d’Europa…o mi sbaglio?