Tutta la blackness creativa di New York. Due festival riscoprono il ricco background afroamericano della Grande Mela: spiazzata dal topless della 67enne Grace Jones

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Kwesi Abbensetts, ritratti al festival The Soul of Brooklyn

Kwesi Abbensetts, ritratti al festival The Soul of Brooklyn

Ad un anno dagli scontri di Ferguson, dopo i recenti, continui episodi di abusi a danno della comunità afroamericana – solo da inizio anno 24 afroamericani sono stati uccisi negli Stati Uniti da colpi di arma da fuoco della polizia, ovvero uno ogni 9 giorni – un’onda nera di orgoglio e speranza invade la Grande Mela a suon di arte, performance, moda, politica e musica punk rock. Un’onda che, in quest’afosa fine estate, si avverte nell’aria di Brooklyn più potente che mai. Il MoCADA – Museum of Contemporary African Diasporan Arts – ha inaugurato la sesta edizione delle Blackness’ celebration con The Soul Of Brooklyn Festival, una settimana di eventi sparsi in diverse location tutte ad accesso gratuito. Block Parties, mercati dell’artigianato, proiezioni di film e concerti gratuiti in cui si incoraggia la diffusione del commercio creativo black made in Brooklyn – principalmente accessori, design e abbigliamento – insieme ad un supporto psicologico, morale e politico a sostegno della comunità di colore e diretto in modo particolare alle nuove generazioni.
E sempre il MoCADA ha poi trasferito la propria attività e attivismo in una due giorni di musica e creatività: l’AfroPunk Festival. L’evento, oltre ad ospitare 90 talenti dell’industria commerciale e culturale afro, quest’anno ha cambiato marcia grazie anche alla partecipazione di nomi del calibro di Ms. Lauryn Hill (The Fugees), Kelis e Lenny Kravitz. E una performance in topless con il corpo completamente dipinto da strisce bianche della 67enne Grace Jones che niente ha da invidiare alle più sofisticate e intellettuali messe in scena degli artisti contemporanei nelle non lontane gallerie di Williamsburg. Durante l’AfroPunk, infatti, se l’arte nel senso ortodosso del termine sembra confinata a un muro di 60 metri dipinto da diversi artisti, tra cui Cita Sadeli “Chelove,” Miguel Ovalle, Paper Frank e Brandon Sadler, il sentimento di appartenenza a una comunità che celebra il proprio orgoglio attraverso la creatività possiede una forza dirompente che lascia ben sperare per il futuro e, forse, in un ricambio di energie più vitali anche nel sistema dell’arte contemporanea.
Un dato emerge: la sempre più sofisticata e diffusa dose di espressività individuale della new black community che partecipa a questi eventi e di cui tutti i giornali, dal New York Times all’Huffington Post, hanno pubblicato in questi giorni fiumi di ritratti fotografici. Su concessione del MoCADA Museum, Artribune pubblica 11 ritratti in bianco e nero commissionati dal museo all’artista, attivista e fotografo Kwesi Abbensetts e realizzati durante il festival The Soul of Brooklyn…

Veronica Santi

 

 

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